Speranza: “cinema e teatri sono fermi perché non possiamo consentire questa situazione”


Il ministro della salute, Roberto Speranza, è intervenuto sul tema delle riaperture, toccando anche la cultura, e dicendo che ora cinema e teatri sono chiusi perché in questo quadro epidemiologico non ce li possiamo consentire. Inoltre lancia avvertimenti sull’estate.

Il ministro della salute, Roberto Speranza, è stato intervistato da Bruno Vespa nella trasmissione Porta a Porta nella serata di ieri: il titolare del dicastero della Salute è intervenuto sul tema delle riaperture, toccando anche la cultura. Alla domanda di Vespa se per riaprire cinema e teatri basteranno mascherine FFP2 e un distanziamento ragionevole (questa è la direzione che intende prendere il ministro della cultura Dario Franceschini), Speranza ha risposto: “dipenderà chiaramente dal quadro epidemiologico. Oggi purtroppo cinema e teatri sono fermi perché non ci possiamo consentire questa situazione. In un quadro epidemiologico migliore lavoreremo perché anche cinema e teatri possano vedere una stagione diversa. Se il quadro epidemiologico ce lo consentirà lavoreremo sicuramente anche perché ci possano essere riaperture in questa direzione, ma dovremo farlo con grande attenzione, con gradualità”.

Circa il suo approccio sulle chiusure, Speranza ha detto: “Tanti dicono che sono quello che è stato più rigido, che ha più spinto per le chiusure. Io l’ho fatto sempre nell’interesse del paese, nella difesa del diritto alla salute, della Costituzione. Io penso che dobbiamo sviluppare questo percorso e si può guardare con fiducia ragionata al futuro. Ma dobbiamo farlo con attenzione e gradualità, perché tutto vogliamo tranne che immaginare che ci siano riaperture un giorno X senza una razionalità, che poi ci fanno tornare indietro: vorremmo che, una volta che si fa questa riapertura all’incrocio tra le misure che hanno prodotto dei risultati e una vaccinazione che corre, si possa evitare di tornare indietro e si apra in sicurezza senza vanificare i sacrifici fatti”.

Sul tema delle palestre e delle piscine, Speranza fa un discorso generico: “Noi guardiamo a tutte le attività, siamo consapevoli che tanti hanno dovuto pagare un prezzo enorme, non c’è un’attività che non vogliamo considerare in questo percorso ma, lo ribadisco, dovrà essere un percorso di gradualità, dovrà essere un percorso prudente, dovrà essere un percorso basato sull’evidenza scientifica che ci consenta di governare questa curva. C’è anche la scuola che è un grande tema, sulla scuola abbiamo voluto investire il primo tesoretto superando la didattica a distanza per le elementari, per la prima media, per la scuola dell’infanzia, e abbiamo ancora un tema per esempio che riguarda le scuole superiori, e io penso che se ci fosse ancora uno spazio, un pezzo di tesoretto, bisogna ancora investirlo sulle scuole. Penso che il governo in queste ore dovrà programmare. Ecco, in vista del prossimo decreto dovremmo programmare, programmare con attenzione, con intelligenza, con accortezza, dando un messaggio di fiducia al paese ma con i piedi ben piantati per terra perché se facciamo il passo troppo lungo si rischia di tornare indietro, e questo non lo vuole nessuno”.

Ancora, sul tema delle discoteche, Speranza lancia un monito, ribandendo che andranno aperte con grande attenzione: “Non dimentichiamo quello che è successo nell’estate scorsa. Io mi auguro che il numero delle vaccinazioni possa presto essere tale da consentirci tutte le riaperture di cui abbiamo discusso. Però grande cautela. Guardiamo anche all’esempio dell’anno scorso. C’è una grande differenza l’anno scorso, non avevamo i vaccini e quest’anno abbiamo i vaccini, però quando dico attenzione a non fare un passo troppo lungo continuiamo ad avere un atteggiamento di prudenza: dobbiamo guardare con fiducia alle prossime settimane, e quando dico che non dobbiamo fare il passo più lungo della gamba mi riferisco proprio a questo il dibattito sulle discoteche, credo che lo abbiamo fatto l’anno scorso e ricordiamo tutti i risultati. Quindi nel massimo rispetto credo che sia oggi prematuro parlare anche di quest’altro tema”.

Infine, sul passaporto vaccinale, Speranza ha detto che sarà a giugno e che l’Italia è uno dei paesi “che più stanno spingendo in questa direzione, lavorare per questa Green Card. Non è un vero e proprio passaporto, è una Green Card, io penso che sia importante perché consente di guardare anche con maggior fiducia agli spostamenti”.

Speranza: “cinema e teatri sono fermi perché non possiamo consentire questa situazione”
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