“Strumento pericolosissimo”. Sicilia, bloccata la Carta di Catania sui prestiti a pagamento


L'Assemblea Regionale Siciliana blocca la Carta di Catania, ovvero il decreto che consentiva di prestare beni dei depositi dei musei dietro pagamento di un corrispettivo. ╚ stata definita dall'opposizione uno “strumento pericolosissimo”.

╚ stata bloccata la cosiddetta Carta di Catania, ovvero il Decreto Assessoriale n. 74/GAB che introduceva la possibilitÓ di concedere i beni dei depositi dei musei della Sicilia dietro pagamento di un corrispettivo (qui un approfondimento). La Commissione Cultura dell’Assemblea Regionale Siciliana, il parlamento della Regione, ha infatti approvato la risoluzione di Movimento 5 Stelle, Pd e Cento Passi che impegna il governo Musumeci a ritirare i decreti dell’assessore SamonÓ collegati alla cosiddetta Carta.

Quest’ultima Ŕ infatti considerata dai deputati dell’opposizione “uno strumento pericolosissimo per i beni culturali siciliani”. In pi¨, oltre al ritiro dei decreti, la risoluzione mira, tra le altre cose, a impegnare il governo “a porre in essere tutte le azioni di propria competenza per la catalogazione e valorizzazione dei beni culturali presenti nei depositi regionali e a intraprendere un virtuoso coinvolgimento delle start-up e delle imprese giovanili che abbiano personale qualificato che opera nel settore”. La Carta di Catania, fin dalla sua approvazione, ha sollevato moltissime critiche: la nostra testata ne ha raccolte diverse in un articolo di Silvia Mazza.

“Questo strumento”, dichiarano i deputati pentastellati Valentina Zafarana, Giovanni Di Caro, Stefania Campo, Ketty Damante e Roberta Schillaci, “potrebbe creare danni irreversibili al nostro patrimonio culturale e pertanto va fermato. Lo ribadiamo ancora una volta: la Regione non pu˛ abdicare al proprio ruolo istituzionale di tutela, conservazione e valorizzazione dei beni culturali solo per fare cassa, facendosi sostituire da privati e altri soggetti pubblici. Nei decreti SamonÓ permangono incongruenze non risolte tra prestito, concessione in uso e concessione della valorizzazione. Permane inoltre il problema delle risorse umane, giÓ numericamente inadeguate, che verrebbero pure sovraccaricate dalle incombenze che i decreti assessoriali presuppongono per le sovrintendenze”.

“L’assessore SamonÓ”, afferma il deputato dem Nello Dipasquale, “ha perso l’occasione di avviare un confronto serio e costruttivo all’interno della commissione cultura del Parlamento. Ha preferito imporre un percorso che aveva giÓ avviato in piena solitudine, anziche’, con umilta’ e responsabilita’, sospendere o ritirare un atto che aveva partorito con il contributo di pochi amici”.

“Questi decreti”, sottolinea Claudio Fava dei Centopassi, “sono frutto di un equivoco irricevibile e cioŔ l’idea che i depositi museali della Regione siano solo polverosi magazzini. Un’immagine che va ribaltata chiedendo alle Sovrintendenze di restituire a quei beni in deposito il destino che meritano: catalogazione, valorizzazione, offerta culturale”.

Foto: Deposito del Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi di Siracusa

“Strumento pericolosissimo”. Sicilia, bloccata la Carta di Catania sui prestiti a pagamento
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