Spagna, il governo Sánchez lancia bonus per i 18enni per spese in cultura (ma non per corride)


Il governo Sánchez ha annunciato che nel 2022 verrà introdotto un bonus da 400 euro, riservato ai 18enni e simile al 18app italiano, da spendere in cultura: non sarà però valido per andare a vedere la corrida.

Il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez ha varato un bonus per i diciottenni del tutto simile al 18app italiano: il buono, del valore di 400 euro, verrà elargito a tutti i giovani spagnoli che compiono 18 anni nell’anno solare, e potrà essere speso in cultura (tranne he per le corride, benché siano state dichiarate patrimonio culturale nel 2013). Lo ha annunciato lo stesso Sánchez la scorsa settimana durante il vertice UE-Balcani che si è tenuto in Slovenia: la misura verrà inserita nel bilancio a partire dal 2022. Il bonus potrà servire per acquistare libri, per andare a teatro, al cinema, al museo, per vedere spettacoli di danza e musica. Il primo ministro spagnolo ha espressamente citato, durante il suo annuncio, la Francia e l’Italia come paesi che hanno ispirato il provvedimento.

Secondo fonti del ministero della cultura spagnola, per il bonus saranno stanziati 200 milioni di euro, e sarà disponibile per oltre 450.000 ragazzi nati nel 2004 che raggiungeranno la maggiore età il prossimo anno. L’idea di Sánchez è, da una parte, quella di facilitare l’accesso dei giovani alla cultura, e dall’altra quella di iniettare importanti somme di denaro in uno dei settori, quello della cultura, che più sono stati colpiti dalla pandemia. Inoltre, in Spagna, la fascia d’età tra i 18 e i 25 anni è tra quelle che più frequentano i luoghi della cultura, e quella che legge più libri: di conseguenza la speranza è quella di incentivare ulteriormente i consumi nel settore. Al momento è comunque da definire il catalogo completo dei beni che si potranno acquistare con il bonus: ci sono dubbi, per esempio, sui videogiochi e sugli abbonamenti alle piattaforme di film in streaming.

Per la Spagna non si tratta comunque di una novità assoluta: già nel 2017, infatti, l’amministrazione comunale di Madrid aveva introdotto un buono per i giovani dai 16 ai 26 anni, chiamato “Jobo”, con il quale era possibile ottenere l’accesso gratuito ad alcuni eventi organizzati dall’area cultura dell’amministrazione della capitale. A Barcellona, nel 2020, fu varato un bonus da 10 euro rivolto a tutti i cittadini, e messo a disposizione per andare al cinema, a concerti, a teatro, oppure per comperare libri.

Pedro Sánchez ha definito “entusiasmante” il bonus: “È un provvedimento che si rivolge ai giovani e a un’industria che tanto ha sofferto in questi mesi di pandemia”, ha dichiarato. “Il problema che hanno i giovani è che l’età in cui si raggiunge l’indipendenza è sempre meno accessibile”, ha poi aggiunto. “Siamo convinti che aiuti come questi servano per emanciparsi prima”. Anche il ministro della cultura Dario Franceschini ha commentato la misura spagnola: “Dopo la Francia”, ha detto, “anche la Spagna ha deciso di introdurre il bonus cultura per sostenere i consumi culturali dei giovani, seguendo così l’esempio dell’Italia. Il nostro modello, introdotto nel 2016 dal Governo Renzi, è di esempio in Europa. Un risultato del quale dobbiamo essere tutti orgogliosi e che ci stimola ad insistere nella proposta fatta alla Ue di creare una card cultura unica per tutti i giovani europei”.

Immagine: Pedro Sánchez ©European Union 2019

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Spagna, il governo Sánchez lancia bonus per i 18enni per spese in cultura (ma non per corride)


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