Il 25 novembre esce sulle piattaforme il film “Artemisia Gentileschi. Pittrice Guerriera”


Il 25 novembre esce sulle piattaforme il film “Artemisia Gentileschi. Pittrice Guerriera”, che ripercorre la vita della grande artista del Seicento. Ecco come vederlo.

Esce il 25 novembre il docufilm Artemisia Gentileschi. Pittrice Guerriera: la data di uscita della pellicola è stata scelta in quanto coincide con la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza mondiale istituita dall’Assemblea generale dell’ONU. Il film, prodotto da Delta Star Pictures, è diretto da Jordan River, scritto da Jordan River e Michela Albanese, e vede, nei panni di Artemisia, l’attrice Angela Curri (che ha recitato in Braccialetti rossi 3, La mafia uccide solo d’estate 2, Raffaello, il principe delle arti. Il film si è avvalso della consulenza di tre storici dell’arte: Adriana Capriotti, Alessandra Masu e Simon Gillespie.

Il film parte dal 1618, quando Artemisia Gentileschi, a ventitré anni, è la prima donna a essere ammessa in un’Accademia di disegno. Il documentario ripercorre tutta la vita dell’artista, diventata in seguito simbolo del femminismo mondiale per il suo carattere e la strenua difesa della propria dignità professionale, che emergono dalla corrispondenza con collezionisti e personalità dell’epoca, tra cui Galileo Galilei. La fama di Artemisia è dovuta anche alla violenza subita da parte di un collega, Agostino Tassi, vicenda da cui nacque un processo che Artemisia superò con forza di carattere: grazie alla pittura, Artemisia riuscì a lasciarsi alle spalle anche lo scandalo che l’episodi provocò e riuscì a trovare la strada del riscatto sia come donna che come artista, realizzando capolavori capaci di toccare il cuore e l’anima di chi li contempla quattro secoli dopo.

Girata in altissima definizione, l’opera porta gli spettatori in un viaggio tra i capolavori di Artemisia, oggi conservati nei più importanti musei del mondo nonché in collezioni private. “L’opera”, spiega il regista Jordan River, “non intende ridursi a un mero racconto biografico, che pure possiede già potenziali caratteristiche, ma vuole essere un’opera (anche didascalica, proprio per fornire gli strumenti utili anche allo spettatore di ogni livello di conoscenza) capace di farci immergere nella potenza dell’arte sul piano emozionale e comprendere ciò che vive nell’animo di un artista a tratti oppresso da quelle circostanze quotidiane che a volte la vita può riservare a una donna. Una donna che ama dipingere, ma che si trova in un’epoca in qui ciò è permesso soltanto agli uomini. Le opere di Artemisia non sono infatti comuni a tutti gli altri artisti, perché in quelle tele che i pennelli hanno sfiorato con i colori, quegli stessi colori rappresentano uno stato d’animo impresso in quell’epoca, in quell’istante, da quella energia interiore. E in quelle sfumature vi è sì tutta la forza del chiaroscuro caravaggesco, ma c’è parimenti l’istante in cui quella luce ha dato vita a un pensiero, quale nuova forza e contraltare della materialità del mondo, una ‘materialità impermanente’ che può essere superata grazie alla potenza spirituale di cui l’arte è artefice”.

“Ho voluto realizzare quest’opera per raccontare anche la dimensione interiore di un’artista, finanche, in questo caso, una donna”, afferma ancora il regista, “Nei documentari d’arte la dimensione spirituale è quasi assente. Penso che un pittore ‘maturo’, quando realizza dei capolavori, non si limiti a come dare colore e abbellire i salotti dei regnanti, ma esprima anche, e soprattutto, una visione interiore dell’esistenza umana. Penso che la vita di Artemisia e le sue opere possano oggi farci immergere nella potenza dell’arte sul piano emozionale e comprendere ciò che vive nell’animo di un artista a tratti oppresso da quelle circostanze quotidiane che a volte la vita può riservare a un essere umano”.

Il film è dunque anche un modo per affrontare il tema della disparità di genere, e la violenza contro le donne rappresenta, purtroppo, ancora oggi, un problema di proporzioni globali davvero enormi. Se oggi vi è almeno un timido sforzo nel riconoscimento della parità di genere, nel XVII secolo, per esempio, le donne non potevano frequentare neppure una bottega d’arte. Questo comune sentire era ormai sedimentato nella mentalità, fino a quando una giovane donna di nome Artemisia (figlia del pittore Orazio Gentileschi), dopo essere stata anche lei stessa vittima della violenza di uno stupro, decise di ribellarsi. E grazie al suo talento, nel 1618, a 23 anni, Artemisia Gentileschi fu così la prima donna a essere ammessa in un’Accademia di disegno, divenendo, altresì, la prima donna artista italiana ad avere una carriera internazionale.

Artemisia Gentileschi. Pittrice Guerriera è stato presentato già in alcuni festival internazionali vincendo anche importanti riconoscimenti (Migliore Documentario al XXIV Terra di Siena International Film Festival 2020; premio Best Docudrama al Global Nonviolent Film Festival 2020, USA; Festival Internazionale Visioni dal Mondo - Panorama Italiano 2020; finalista al Los Angeles Cinematography Awards 2020, USA) ed è in concorso per il premio David di Donatello 2021. L’uscita era prevista anche in sala, ma a causa della chiusura dei cinema per via della pandemia Covid-19, per raggiungere il pubblico con la massima sicurezza, la distribuzione, oltre che in Italia e in oltre 15 paesi (tra cui USA, Regno Unito, Germania e Giappone), ha deciso di andare direttamente sulle piattaforme con Chili e Amazon Prime Video, nella data simbolica del 25 novembre per celebrare la ricorrenza mondiale istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Per vedere il film, si potranno seguire tutti gli aggiornamenti e i link diretti alle piattaforme che saranno di volta in volta pubblicati sul portale del film all’indirizzo www.artemisiagentileschi-warriorpainter.com.

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Il 25 novembre esce sulle piattaforme il film “Artemisia Gentileschi. Pittrice Guerriera”
Il 25 novembre esce sulle piattaforme il film “Artemisia Gentileschi. Pittrice Guerriera”


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