Domani sera su Rai5 in prima visione i due documentari su Correggio e Parmigianino


Venerdì 22 gennaio su Rai 5, alle 21:15, in onda due documentari in prima visione dedicati ai grandi del Cinquecento parmense: il Correggio e il Parmigianino.

Sono i due protagonisti del Cinquecento a Parma: adesso il Correggio (Antonio Allegri; Correggio, 1489 circa - 1534) e il Parmigianino (Francesco Mazzola; Parma, 1503 - Casalmaggiore, 1540) sono anche i protagonisti di due documentari che andranno in onda venerdì 22 gennaio 2021 su Rai 5, alle ore 21:15, nell’ambito del programma Art Night. Due artisti che in televisione hanno avuto poca fortuna e sono stati raccontati poche volte: è anche per questo motivo che Rai Cultura ha deciso di produrre direttamente questi due documentari, patrocinati dal Comune di Parma, nell’anno di Parma Capitale Italiana della Cultura.

Di Correggio (pittore al quale, su Finestre sull’Arte, abbiamo dedicato numerosi approfondimenti) abbiamo notizie biografiche incerte, ma opere grandiose. Antonio Allegri detto il Correggio, dal nome del paese in cui è nato, è stato un innovatore, capace di studiare tecniche e tinture che ancora oggi sorprendono i gli studiosi: il documentario in prima visione Correggio, dall’ombra alla luce, di Emanuela Avallone e Linda Tugnoli, e prodotto da Rai Cultura, indaga come Correggio non abbia subito ottenuto il riconoscimento dei contemporanei, schiacciato da predecessori come Raffaello, Michelangelo, Leonardo. Poi, nei secoli, la sua pittura è stata riscoperta poco alla volta, diventando un pittore amato in tutto il mondo.

L’artista è stato tuttavia amato e copiato dai contemporanei, come racconta Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese di Roma. “Capace di colpi di genio straordinari”, dice la scrittrice Melania Mazzucco, di fronte alla celebre Danae di Correggio alla Galleria Borghese e descrive il ciclo degli Amori di Giove, inno alla bellezza e al piacere amoroso, dove la donna ha un ruolo attivo da protagonista. Le opere di Correggio spesso sono state nascoste e dimenticate, come il gioiello della Camera della Badessa, nel Convento benedettino di San Paolo a Parma, descritto, tra gli altri, da Elisabetta Fadda, professoressa di storia dell’arte moderna presso l’Università degli Studi di Parma. Dopo due secoli di clausura, la camera fu riscoperta nel Settecento da Anton Raphael Mengs, che ne rimase affascinato. Un’altra opera dimenticata è stata scoperta per caso a Fano, da Dario Fo.

Correggio inoltre fu autore di piccoli dipinti, ma anche immensi affreschi. In una Parma distante dai grandi centri culturali del XVI secolo, Correggio smonta le strutture della prospettiva modellando un immaginario pre-barocco, come nella cupola di San Giovanni Evangelista. Ancora oggi, grazie al restauro guidato da Marcello Castrichini, si scoprono figure mai viste, scelte pittoriche eccezionali, ed una capacità di catturare la luce, che finalmente, con le moderne analisi scientifiche, trova la sua spiegazione. Per poi arrivare alla magnifica cupola del Duomo di Parma, della quale parla lo scrittore Michele Frazzi, descrivendo l’immensa folla di angeli e di santi che accompagna l’ascesa di Maria, come se fosse perfettamente sospesa nel vuoto. Al Complesso Monumentale della Pilotta di Parma il direttore Simone Verde guida alla riscoperta ottocentesca del Correggio che, grazie alle incisioni di Paolo Toschi allora direttore dell’Accademia delle Belle Arti, diventerà l’eroe della pittura nazionale parmigiana, e che oggi la Pilotta celebra con un nuovo allestimento permanente.

A seguire, il documentario inedito Parmigianino, il prodigio e la sconfitta, produzione originale di Rai Cultura, di Maria Agostinelli e Silvia De Felice, per la regia di Marco Odetto. Un racconto in forma di inchiesta, che ricostruisce il percorso artistico più controverso di Parmigianino. Vasari lo marchiò come alchimista e da allora la sua memoria si perse nelle maglie della storia. Eppure, le opere di Parmigianino sono ancora oggi considerate prove di eccezionale capacità innovativa, come la Madonna dal collo lungo, conservata alla Galleria degli Uffizi di Firenze, o l’Autoritratto entro uno specchio convesso, conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Grazie alla testimonianza di grandi studiosi, tra cui David Ekserdjian, Professore di Storia dell’Arte alla Leicester University e uno dei più grandi esperti al mondo di Parmigianino, il documentario cerca tra i pochi indizi della vita di Parmigianino, e grazie all’analisi delle sue opere più famose, la conferma, o la smentita, delle affermazioni di Vasari.

Nella foto: la Camera della Badessa

Domani sera su Rai5 in prima visione i due documentari su Correggio e Parmigianino
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