Nasce #StopBanningArt, sito per raccogliere le censure di Facebook all'arte e aprire un dialogo


Questa mattina Florence Biennale ha lanciato #StopBanningArt, una piattaforma che raccoglie immagini di opere d’arte censurate da Facebook. Obiettivo, aprire un dialogo con il social per fare in modo che chi promuove la cultura non subisca più censure. 

È stato presentato questa mattina, nell’ambito dell’edizione 2021 di Florence Biennale, il sito #StopBanningArt (www.stopbanningart.it), un’iniziativa per aprire un dialogo con Facebook affinché risparmi dalla censura preventiva le pagine che si occupano d’arte, di cultura e di promozione del patrimonio culturale. L’idea nasce dopo che la pagina Facebook di Florence Biennale è stata cancellata dal social di Mark Zuckerberg, senza al momento alcuna possibilità di appello, a seguito della pubblicazione di un’immagine di un’opera dell’artista spagnola Gloria Marco Munuera, Il canto della via lattea (una fotografia del 2021) in cui si vede un seno da cui sgorga una goccia di latte. Il sito raccoglie immagini di opere d’arte che sono state censurate negli anni a musei, riviste, istituzioni, artisti, e al contempo intende favorire un lavoro che porti al miglioramento del social.

“L’algoritmo di Facebook”, si legge su #StopBanningArt, “ha da sempre un rapporto conflittuale con le opere d’arte e molte di loro sono state censurate perché scambiate per immagini pornografiche. Quando l’algoritmo di Facebook scambia un opera d’arte per una immagine pornografica immediatamente Facebook fa scattare delle sanzioni molto severe nei confronti della pagina compromettendo il lavoro di chi fa informazione, promozione e divulgazione culturale”. Qual è l’obiettivo che si prefigge l’iniziativa? “Con l’iniziativa StopBanningArt”, si legge nella manifestazione d’intenti, “non vogliamo cambiare le regole di Facebook, né suggerire al social cosa fare, o ancor peggio porre barriere tra la cultura e Facebook: vogliamo aprire un dialogo con la piattaforma affinché chi lavora nella cultura possa essere in grado di farlo senza ansia e nella massima tranquillità. Chiediamo dunque a Facebook di predisporre elenchi di soggetti istituzionali riconosciuti, ai quali disapplicare la censura preventiva tramite algoritmo. Nell’attesa che si arrivi a questo strumento, chiediamo che Facebook dia agli agenti che rispondono all’assistenza via chat e via telefono il potere d’intervenire tempestivamente e in prima persona per risolvere problemi di questo tipo, senza demandare il compito (come avviene adesso) al ’team interno’ che è oberato di richieste, ha tempi di risposta molto lunghi e soprattutto ha compiti più difficili (come controllare i messaggi d’odio, gli adescamenti e così via) rispetto al controllo sulle immagini di nudo per capire se si tratta di dipinti o persone reali. Non vogliamo però essere al di sopra delle regole: eventuali comportamenti scorretti saranno opportunamente segnalati dagli utenti, e controllati da operatori umani. Le community della cultura sono sensibili all’argomento e hanno dato prova di essere contrarie ai messaggi d’odio o ai contenuti violenti, e di essere dunque pronte a segnalarli rapidamente”.

La piattaforma è aperta alle adesioni dei soggetti che vogliano dare il loro supporto alla campagna. È dunque possibile inviare la propria segnalazione attraverso un apposito form dove si indica l’opera censurata e si lascia un proprio messaggio. Obiettivo, raccogliere il più ampio numero di adesioni per aprire una discussione con Facebook. Nel frattempo è interessante vedere #StopBanningArt come una sorta di museo virtuale della... censura dei social sull’arte.

Nasce #StopBanningArt, sito per raccogliere le censure di Facebook all'arte e aprire un dialogo
Nasce #StopBanningArt, sito per raccogliere le censure di Facebook all'arte e aprire un dialogo


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