Lithuanian Videospritz: a Trieste l'appuntamento coi protagonisti della videoarte lituana


A fine novembre, a Trieste arriva la seconda edizione di “Lithuanian Videospritz”, a cura di Daniele Capra: proiezioni di video dei protagonisti lituani della videoarte, a partire da Jonas Mekas, pioniere di Fluxus.

Trieste Contemporanea presenta la seconda edizione di Lithuanian Videospritz. Il progetto, a cura di Daniele Capra, è costituito da due weekend consecutivi in cui si alterneranno proiezioni e conversazioni: assieme agli studiosi che ne hanno analizzato l’opera, saranno protagonisti dell’evento un artista storico internazionale dell’arte del paese baltico come Jonas Mekas (18-20 novembre) e alcune delle voci più significative degli artisti contemporanei della video arte (25-27 novembre). Lithuanian Videospritz viene realizzato con gli auspici e il sostegno dell’Ambasciata della Repubblica di Lituania in Italia e del Lithuanian Culture Institute, in partenariato con la Lithuanian Interdisciplinary Artists’ Association di Vilnius, con il supporto del Lithuanian Council for Culture e del Lithuanian Film Centre del Ministero della Cultura, nonché in sede locale con la collaborazione dell’associazione L’Officina e dello Studio Tommaseo.

Il primo weekend, Omaggio a Jonas Mekas, è interamente dedicato al grande scrittore, poeta, artista, regista e co-fondatore dell’Anthology Film Archives, tra i più importanti membri di Fluxus, di cui quest’anno ricorrono i cento anni dalla nascita. L’appuntamento triestino (che segue la tradizione della videoarte da gustarsi nell’orario dell’aperitivo) partecipa all’iniziativa Jonas Mekas 100!, ricco programma di eventi coordinati nel mondo nel 2022 dal Lithuanian Culture Institute per celebrare proprio il centenario di una delle figure culturali più importanti del paese baltico nel XX e XXI secolo, e un fenomeno culturale globale a pieno titolo, considerato da molti il padre del cinema di avanguardia. Venerdì 18 e domenica 20 novembre dalle 16 alle 20, grazie alla collaborazione del Lithuanian Film Centre, sarà possibile vedere il film documentario As I Was Moving Ahead Occasionally I Saw Brief Glimpses of Beauty, lungo film sperimentale in cui Mekas condensa in un flusso ininterrotto il percorso di una vita di immagini in movimento.

Sabato 19 novembre alle ore 18.30 Giulia Simi (Livorno, 1979) dialogherà col curatore in merito al corpus di opere dell’artista lituano a partire da Jonas Mekas: cinema e vita. È questa la prima monografia italiana sull’artista che Simi ha licenziato alle stampe per le Edizioni ETS proprio nel 2022 e nella quale la studiosa, ricercatrice e docente all’Università di Sassari, percorre tutto l’arco della vita e dell’opera multiforme di Mekas, in cui la pratica artistica si intreccia a quella critica e curatoriale: dalla diffusione del New American Cinema alla fondazione dell’Anthology Film Archives.

Jonas Mekas (Semeniškės, 1922 – New York 2019) fu una leggenda del cinema sperimentale e d’avanguardia e primo cantore del film di famiglia come forma d’arte, ha dedicato la vita all’immagine in movimento: dalla pellicola al video, dalle installazioni al web. Il cinema è stato per lui (prigioniero lituano in un campo di lavoro nazista ed emigrato a New York alla fine della guerra) il filo con cui ricucire la ferita con la realtà, trasformando il dolore per la perdita della propria terra in spazio di accoglienza e celebrazione della vita. Il suo Diary Film, nato per necessità e per “disperazione”, trasforma il cinema degli accadimenti minuti del quotidiano in una rivoluzione dello sguardo e in un atto politico. La pubblicazione di Giulia Simi ripercorre tutto l’arco della vita e della multiforme opera dell’autore.

Il secondo weekend, Un aperitivo con gli artisti, sarà dedicato a scoprire l’opera di Patricija Gilytė, Eglė Grėbliauskaitė e Vitalij Strigunkov. Venerdì 25 novembre alle ore 18.30 i tre artisti si confronteranno con Daniele Capra rispetto alla propria pratica raccontando le modalità con cui conducono la propria indagine, le interazioni casuali tra vita e opera, ma anche i risvolti politici della propria analisi. Il dialogo sarà tenuto in lingua inglese. Sabato 26 e domenica 27 novembre dalle ore 16 alle ore 20, lo spazio ospiterà lo screening di alcune opere selezionate degli artisti.

La ricerca di Patricija Gilytė (Kaunas, 1972) è originata da uno spiccato interesse nei riguardi degli elementi tridimensionali e della pratica performativa della scultura, i cui esiti spaziano liberamente dall’installazione al video, all’opera ambientale. Nei video Behind the front. Legend o Lakeside Finish, che vedono l’artista stessa protagonista, Gilytė indaga la mutevolezza del corpo e dei fenomeni naturali e, insieme le possibilità istantanee della scultura. In opere come Tri Galaxian L-4116 l’artista mette invece in scena un set reale, simile a quello impiegato nel cinema di animazione o di fantascienza, nel quale muove la camera, consentendo all’inconsapevole spettatore di percepire mondi distanti e di fantasticare su spazi che si aprono infiniti.

La pratica artistica di Eglė Grėbliauskaitė (Vilnius, 1974) nasce da un’analisi sulle dinamiche sociali e politiche, e sull’interazione tra le persone, i luoghi, la memoria nella mutevolezza dei contesti politici. Nella sua pratica tali temi prendono forma in pittura, in lavori video o sonori, e in installazioni nello spazio pubblico. In opere come MĖTOO, in cui l’artista colloca delle vecchie lettere di metallo dell’era sovietica di fronte all’Accademia di Belle Arti di Vilnius, o New Good Floor for Titanic, in cui ripristina il pavimento in cemento di una sede espositiva precedentemente coperto di piastrelle, Grėbliauskaitė riflette sull’invadenza e sui mezzi di coercizione del potere che si riflettono nelle storie individuali e nel contesto pubblico.

L’opera di Vitalij Strigunkov (Vilnius, 1990) analizza il contesto sociale, culturale e antropologico attraverso interventi minimali, associazioni di immagini o eventi del tutto casuali, che si materializzano in una narrazione video. Le sue opere indagano gli aspetti simbolici dell’agire umano e la costruzione culturale del confine spaziale o temporale. Video come Wainting, realizzato in occasione della visita in Lituania del Vice Presidente degli USA Joe Biden, testimoniano come un ritardo casuale nell’uscita del politico dall’areo mandi in crisi gli script dei commentatori televisivi che seguivano la vicenda. In A Year, A Few Months and Some More l’artista mette a confronto la misura del tempo in diversi luoghi del globo e le leggi che determinano la validità del diritto d’autore, riflettendo sui limiti delle applicazioni del diritto e l’impossibilità di una reale sincronicità tra gli eventi.

Per tutte le info è possibile visitare il sito di Trieste Contemporanea.

Immagine: Patricija Gilytė, Lakeside Finish (2013; video, suono, 7’03’’)

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