Per la prima volta è possibile vedere da vicino la cupola del Pordenone a Piacenza


Dal 4 marzo al 10 giugno 2018 a Piacenza aprono per la prima volta i camminamenti per vedere da vicino gli affreschi eseguiti dal Pordenone sulla cupola di Santa Maria in Campagna.

Dal 4 marzo al 10 giugno 2018 a Piacenza è di scena la “Salita al Pordenone”: per la prima volta, il pubblico può vedere da vicino gli affreschi della cupola della Basilica di Santa Maria di Campagna realizzati da Giovanni Antonio de’ Sacchis, meglio noto come il Pordenone (Pordenone, 1483 - Ferrara, 1539). La salita agli affreschi è resa possibile dal “camminamento degli artisti”, il percorso che gli studenti dell’Istituto d’Arte di Piacenza utilizzavano per studiare da vicino l’opera (sulle pareti sono ancora leggibili i graffiti lasciati da quanti hanno voluto imprimere il nome sulle pareti). Il pubblico può inoltre percorrere una galleria circolare aperta sull’esterno della città, per vederne il panorama completo. La salita avviene tramite gruppi contingentati: nell’attesa è stato previsto un apposito punto dove studenti di storia dell’arte e neolaureati forniscono informazioni sulle opere, sull’artista e sulla basilica di Santa Maria di Campagna.

La cupola dell’edificio di culto fu affrescata dal Pordenone, uno dei principali artisti manieristi, tra il 1530 e il 1534. L’artista era giunto a Piacenza nel febbraio del 1530, come attestano i documenti, per attendere ai lavori in Santa Maria di Campagna. Il programma iconografico prevedeva che gli affreschi ruotassero attorno alla figura di Dio Padre dipinta nel lanternino centrale: lo si vede in volo che scende dal cielo. Gli spicchi della cupola sono invece occupati da profeti, sibille e figure dell’Antico Testamento che trasmettono il suo messaggio, mentre negli ovali delle lesene si trovano scene bibliche (la creazione del mondo, la creazione dell’uomo, l’arca di Noè, il sacrificio d’Isacco, Giuseppe venduto dai fratelli, Mosè e le tavole della legge, Davide e Golia, Giuditta e Oloferne). La complessa figurazione prosegue nel fregio dove si trovano episodi tratti dalla mitologia e dalla tradizione classica, mentre nei medaglioni a monocromo del fregio, il Pordenone ha dipinto episodi dei Dictorum et factorum memorabilium libri, i “libri di detti e fatti memorabili” di Valerio Massimo, e delle Decadi di Tito Livio. Gli affreschi furono poi portati a compimento da un altro artista, Bernardino Gatti (Pavia, 1495 - Cremona, 1576), che dal 1543 dipinse gli Apostoli nelle lesene, le Storie della Vergine nel tamburo e i quattro evangelisti nei pennacchi. Il messaggio simbolico dell’opera intendeva affermare la superiorità del Nuovo Testamento rispetto al Vecchio Testamento e alla religione pagana.

La Basilica è aperta dal martedì al venerdì dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 18, mentre il sabato e i festivi dalle 10 alle 18. Chiusa tutti i lunedì. Le tariffe: intero 12 euro, ridotto 10 euro (per gruppi di almeno 12 persone, under 18, over 65, soci TCI, FAI, ADSI, Italia Nostra, clienti Banca di Piacenza, dipendenti Comune di Piacenza, possessori biglietto della mostra I misteri della cattedrale, possessori biglietto di un evento di Piacenza Expo nel periodo della Salita al Pordenone), ridotto speciale per scuole 5 euro, gratis per diversamente abili e accompagnatori, bambini sotto i 6 anni, giornalisti iscritti all’Ordine, un accompagnatore per gruppo, per chiunque nel giorno del proprio compleanno. Il biglietto per la salita consente l’ingresso gratuito alla mostra Genovesino a Piacenza, alla mostra I nuovi Ghittoni e alla collezione dei disegni della Banca di Piacenza a Palazzo Galli. Per la Salita al Pordenone, la prenotazione è obbligatoria. Maggiori informazioni sul sito www.salitaalpordenone.it.

Per la prima volta è possibile vedere da vicino la cupola del Pordenone a Piacenza
Per la prima volta è possibile vedere da vicino la cupola del Pordenone a Piacenza


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