La Triennale di Bruges 2018 all'insegna della liquidità, tra baci sull'acqua, città volanti e spazi d'accoglienza ideali


Dal 5 maggio al 19 settembre 2018 è in programma la Triennale di Bruges 2018. La seconda edizione della rassegna belga è dedicata al tema della Città Liquida.

Liquid City / Vloeibare Stad: è questo il tema della Triennale di Bruges 2018. L’appuntamento artistico nel capoluogo delle Fiandre Occidentali arriva quest’anno alla seconda edizione e affronta dunque l’argomento della liquidità, attraverso un percorso di installazioni che renderanno viva la città medievale dotandola di un’anima fortemente contemporanea volta a ragionare su di una tematica che, da Zygmunt Bauman in avanti, ha coinvolto molti intellettuali contemporanei, che spesso la hanno accolta con accezione negativa (ma non è questa la prospettiva assunta dalla Triennale di Bruges). La rassegna, curada da Till-Holger Borchert e Michel Dewilde, si tiene dal 5 maggio al 19 settembre 2018 e, oltre all’evento principale, l’esposizione degli artisti nel centro della città, prevede anche un interessante calendario di iniziative.

“Il mondo”, evidenziano i due curatori, “è in transizione. Idee e stili di vita consolidati stanno subendo pressioni. Uno stato di flusso costante, guidato da variazione, pluralismo e ambivalenza può portare all’incertezza e persino alla paura. Ma la Triennale di Bruges del 2018 adotta la posizione opposta come un possibile faro, una città fluida, aperta e coinvolta, motore del cambiamento sociale, culturale e politico. Bruges è un crogiolo creativo in cui la diversità porta all’incontro. Un vivaio per l’innovazione in un ambiente urbano. In una città liquida, un ruolo importante è riservato al cittadino partecipante”. La convinzione è che il cittadino responsabile oggi partecipi attivamente al progresso sociale e alla politica locale della città, battendosi, assieme al governo, “per una comunità in cui la condivisione di esperienze, sogni e desideri di tutti gli utenti della città porti a una fusione degli orizzonti”. Condivisione di esperienze, sogni e desideri, ma anche di spazi, che stimolano scambi e aiutano a gettare una nuova fondazione urbana: “la città fluida, letteralmente circondata dall’acqua che un tempo rappresentava la fama mondiale di Bruges, diventerà una meta città metaforica”.

Liquid City, dunque, come simbolo di un positivo cambiamento sociale e urbano. Gli artisti e gli architetti che partecipano alla Triennale sono dunque chiamati a riflettere sul tema della crisi nella società liquida, e a possibili risposte attorno a questo problema, anche mediante l’instaurazione di processi creativi cooperativi per creare opportunità d’incontri. L’arte invaderà gli spazi pubblici, e al contempo ci saranno sinergie tra gruppi di lavoro, anche per immaginare una nuova città la cui identità e le cui speranze si ispirino alle opere d’arte.

Protagonisti saranno, ovviamente, gli artisti e gli architetti, con progetti visionari e avveniristici: dal “bacio sull’acqua” di Jaroslaw Kozakiewicz, simbolo d’incontri nuovi e inaspettati, al modello urbano di Wesley Meuris (che ha elaborato un padiglione in cui viene presentato uno spazio ideale per l’accoglienza), dall’isola galleggiante del duo OBBA che ragiona sulle nuove dimensioni dell’architettura alla Ground Fault di Roxy Paine (un’installazione che invece riflette sul rapporto tra natura e tecnologia), e ancora i prototipi per la città volante di Tomás Saraceno, il padiglione colorato del duo Selgascano, la città ideale di Monir Sahroudy, la balenottera di rifiuti di Studiokca, la città sull’acqua di Peter van Driessche.

Accanto al programma principale sono poi previste la mostra Liquid City (nel Poortersloge, fulcro per le informazioni sulla manifestazione), che approfondisce le tematiche della Triennale, e la presentazione della Collezione Frac Centre-Val de Loire, con un’ulteriore esposizione legata al tema della città liquida (nella chiesa e nei giardini del Grootseminarie). Fitto, inoltre, il programma delle conferenze, alle quali parteciperanno anche gli artisti e gli architetti che espongono alla Triennale. Per tutte le informazioni è possibile visitare il sito www.triennalebrugge.be. Hashtag: #TriBru2018.

Nell’immagine: Studiokca, Sky Scraper (The Bruges Whale), progetto per la Triennale di Bruges 2018 (Spiegelrei, all’altezza della Jan Van Eyckplein)

La Triennale di Bruges 2018 all'insegna della liquidità, tra baci sull'acqua, città volanti e spazi d'accoglienza ideali
La Triennale di Bruges 2018 all'insegna della liquidità, tra baci sull'acqua, città volanti e spazi d'accoglienza ideali


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