Il ministro Bonisoli: “la manovra del popolo aumenta gli investimenti in cultura”


“La manovra del popolo non poteva che passare attraverso aumenti e investimenti nella cultura”. Lo ha dichiarato il ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli, con un post pubblicato ieri sulla sua pagina Facebook, poche ore dopo l’approvazione del disegno della legge di bilancio 2019 al Senato (qui approfondimento con elenco di tutte le misure che riguardano la cultura).

“La cultura”, afferma Bonisoli, “fa crescere e ci rende liberi e indipendenti, cioè ci fa pensare con la nostra testa. La cultura genera anche soldi e investire in questo settore diventa strategico per il nostro Paese per tutto l’indotto che ci gira intorno. Abbiamo appena cominciato ma gli investimenti in questo settore sono destinati a crescere ancora nei prossimi anni”. Sull’operato dei primi sei mesi di governo, il ministro specifica: “potrei dirvi quello che abbiamo fatto nei primi sei mesi di lavoro, e mi limito a citare i biglietti a due euro per i giovani dai 18 ai 25 anni e l’aumento delle giornate gratuite in musei e siti archeologici, oppure l’avvio dell’iter per il museo della moda e del design, ma oggi voglio segnalarvi quante altre cose buone abbiamo inserito nella legge di bilancio a favore della cultura”. Ecco dunque quali gli aspetti positivi della manovra, nell’ambito della cultura, secondo Bonisoli: “avevamo delle emergenze da affrontare, lasciateci in eredità dai nostri predecessori. Innanzitutto le assunzioni. Troppi nostri dipendenti sono andati in pensione negli ultimi anni senza essere sostituiti per cui, senza un piano specifico, saremmo stati costretti a chiudere molte delle nostre eccellenze. E dunque 1000 nuovi posti di lavoro extra turnover entro il 2021 e altri 100 a scorrimento di una vecchia graduatoria. Un prossimo decreto, invece, provvederà ad altre assunzioni in regime di turnover, cioè in sostituzione di personale in pensione. Un’altra priorità per me è la messa in sicurezza dei siti per cui in manovra c’è il più grande investimento mai stanziato in misure antincendio da questo ministero. Ben 109 milioni”.

Ci sono poi considerazioni sui problemi che il ministro considera prioritari: “nei primi sei mesi del mio lavoro in questo ministero ho studiato per capire quali fossero le criticità cui mettere mano. Insomma, dove c’era bisogno di uno sforzo da parte dello stato per far crescere un determinato settore oppure per impedirgli di morire. Abbiamo messo un po’ di soldi su alcune realtà ma state certi che la nostra opera non finisce qui e nei prossimi anni interverremo con ulteriori investimenti. Innanzitutto mi sono reso conto che il fondo unico per lo spettacolo rischiava il collasso per cui lo abbiamo aumentato di 8 milioni di euro. Ancor peggio stanno le fondazioni lirico sinfoniche a cui abbiamo destinato 12,5 milioni per cominciare a ripianare i debiti. Ma abbiamo anche chiesto loro quello che viene definito in gergo un piano industriale per rientrare della situazione debitoria. Altri 4 milioni andranno all’intero sistema dell’audiovisivo”.

Quanto invece agli ulteriori investimenti, “abbiamo poi destinato”, evidenzia il ministro, “due milioni di euro alla città di Matera, che con Plovdiv, in Bulgaria, sarà capitale europea della cultura nel 2019. Abbiamo confermato il bonus cultura per tutti i nati nel 2001. Abbiamo destinato 4 milioni di euro alla digitalizzazione, un campo importante nella nostra epoca, per consentire a tutti gli studiosi di ammirare nei minimi particolari le nostre opere d’arte. Abbiamo inoltre destinato 3 milioni alla promozione dell’arte contemporanea all’estero, che saranno gestiti direttamente dal Mibac. Abbiamo destinato un milione all’Aquila per aiutarla a rialzarsi anche con iniziative culturali e due milioni alle altre regioni colpite da sisma negli ultimi anni. Un altro milione è stato destinato a progetti che abbiano al centro la tradizione di cori e bande del nostro territorio. 3,5 milioni saranno destinati alla valorizzazione e alla promozione delle arti applicate, in particolar modo per moda e design”.

Infine, prima di ringraziare i parlamentari del Movimento 5 Stelle “per il grande lavoro svolto”, il ministro conclude affermando che “la manovra del popolo non poteva dimenticare chi spesso si sente meno considerato. Gli abitanti delle periferie sono stati troppo spesso dimenticati. Noi, invece, abbiamo voluto valorizzare la loro esperienza. Il mio ministero stanzierà 2 milioni per sostenere interventi di riqualificazione e recupero delle periferie urbane, anche attraverso progetti di arte contemporanea”.

Nella foto: Alberto Bonisoli

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