MiBAC, la riforma Bonisoli è approvata: pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Ecco le novità


La riforma Bonisoli è ufficiale: il testo del Decreto del Presidente del Consiglio 19 giugno 2019 n. 76 (“Regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, degli uffici di diretta collaborazione del Ministro e dell’Organismo indipendente di valutazione della performance”) è stato pubblicato in data 7 agosto in Gazzetta Ufficiale, ed entrerà in vigore a partire dal 22 agosto. Sono state confermate quasi tutte le principali novità contenute nella bozza di riforma. In particolare, aumentano i poteri del segretario generale, che vede attribuirsi il “coordinamento delle politiche dei prestiti all’estero dei beni culturali, in attuazione delle direttive del Ministro”, il “coordinamento in materia di politiche del turismo con il competente Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo” e il “coordinamento delle politiche in materia di comunicazione e informazione istituzionale, anche attraverso il sito web del Ministero e in raccordo con l’Ufficio Stampa”. Rimosso il provvedimento, contenuto in bozza, che garantiva al segretario generale la possibilità di avocare a sé la direzione di un museo o in generale di un ufficio dirigenziale periferico il cui direttore fosse vacante (ma il segretario generale potrà comunque proporre il sostituto), e rispetto alla bozza sono confermati anche i due uffici dirigenziali di livello generale che gli vengono affiancati: un’unità per la programmazione, l’innovazione e la digitalizzazione dei processi, “che svolge compiti in materia di programmazione strategica, innovazione e digitalizzazione dei processi, e in particolare”, e una unità per la sicurezza del patrimonio culturale e la gestione delle emergenze, che “ assicura il coordinamento e l’attuazione di tutte le iniziative in materia di sicurezza del patrimonio culturale e di coordinamento degli interventi conseguenti ad emergenze nazionali ed internazionali, anche in collaborazione con le altre amministrazioni competenti”.

Confermato l’accorpamento della direzione generale Archeologia con la direzione generale Belle Arti e Paesaggio (il direttore generale avrà competenza sui provvedimenti di verifica o dichiarazione di interesse culturale, adotterà le prescrizioni di tutela indiretta e le dichiarazioni di notevole interesse pubblico paesaggistico), e confermata anche la nuova direzione generale “Contratti e concessioni” che centralizzerà appalti e concessioni sia per la sede centrale sia per gli uffici periferici del ministero (musei, archivi, soprintendenze ecc.) e farà dunque da stazione appaltante: per la sede centrale senza limiti di valore e di oggetto, mentre per gli uffici periferici i limiti saranno definiti con decreto ministeriale.

Per quanto riguarda il contemporaneo, confermata la trasformazione della direzione generale “Arte e architettura contemporanee e periferie urbane” in “Creatività contemporanea e rigenerazione urbana”, che avrà anche competenze su moda e design: in particolare, la direzione “promuove e sostiene la ricerca, i talenti e le eccellenze italiane nel campo dell’arte e dell’architettura, del design e della moda contemporanee italiane”, e “promuove la conoscenza dell’arte e della cultura architettura, del design e della moda contemporanee italiane all’estero, fatte salve le competenze del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e d’intesa con il medesimo”.

Quanto ai musei autonomi, confermata la bocciatura di Galleria dell’Accademia di Firenze, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e Parco Archeologico dell’Appia Antica: perderanno la loro autonomia. La riforma prevede inoltre che potranno essere “individuati eventuali altri organismi istituiti come autonomi” e potranno esserci accorpamenti (“possono essere assegnati agli istituti o ai musei di cui al comma 3”, ovvero i musei autonomi, “ulteriori istituti o luoghi della cultura”).

Alle soprintendenze, che continueranno a svolgere “le funzioni di tutela e catalogazione nell’ambito del territorio di competenza, sulla base delle indicazioni e dei programmi definiti dalla Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio”, vengono estese anche competenze relative alla valorizzazione (la soprintendenza, si legge nel testo, “amministra, controlla e, sulla base dell’attività di indirizzo della Direzione generale Musei, valorizza i beni datigli in consegna, ed esegue sugli stessi anche i relativi interventi conservativi”), e altre funzioni di valorizzazione saranno in capo alle nuove “direzioni territoriali delle reti museali”, che sostituiscono i poli museali regionali, aboliti dalla riforma Bonisoli (le direzioni territoriali, si legge nel testo, “assicurano sul territorio la fruizione e la valorizzazione dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura”). Le “direzioni territoriali delle reti museali” verranno successivamente individuate con un decreto ministeriale. Competenze di valorizzazione vengono affidate anche ai “musei e altri istituti e luoghi della cultura”, che “svolgono funzioni di valorizzazione dei beni loro affidati, assicurandone la pubblica fruizione, nonché di tutela con riferimento ai beni mobili in loro consegna”, ma le attività di valorizzazione dovranno essere sottoposte alle attività d’indirizzo della Direzione generale musei.

Confermato ancora lo scorporo degli uffici esportazione dalle soprintendenze: diventeranno uffici di livello dirigenziale non generale, articolazioni periferiche della Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio: a decidere sulle esportazioni dei beni, si legge nel testo della riforma, sarà “un’apposita Commissione costituita da tre funzionari del Ministero, secondo criteri di competenza tecnico-scientifica e assicurando un’adeguata rotazione”, che si pronuncerà a maggioranza. Vengono inoltre abolite le commissioni regionali del patrimonio.

Infine, viene leggermente sforbiciata la dotazione dell’organico del Ministero dei Beni Culturali: 188 dirigenti (contro i 191 della riforma Franceschini) e 18.976 lavoratori nelle aree (contro i 19.050 della riforma Franceschini).

Leggi anche: Riforma Bonisoli, cosa va e cosa non va. Con un paio di possibili idee e spunti, un editoriale con approfondimento sulla riforma.

Nella foto: il Collegio Romano, sede del Ministero dei Beni Culturali. Ph. Credit Finestre sull’Arte.

MiBAC, la riforma Bonisoli è approvata: pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Ecco le novità
MiBAC, la riforma Bonisoli è approvata: pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Ecco le novità

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