Storia incredibile: ritrovata la biga (che in realtà non è antica) rubata con l'elicottero nel 2017


Ha dell’incredibile la storia della cosiddetta “biga di Morgantina”, come qualcuno l’ha ribattezzata di recente (forse proprio nelle ultime ore, dato che anche cercando su Google non si trovano attestazioni dell’espressione più antiche di... oggi). E non soltanto per come è stata rubata (nel 2017 al Cimitero Monumentale di Catania) e ritrovata (oggi), ma anche per come i giornali stanno passando la notizia, dal momento che si è diffusa una falsa datazione che la fa risalire al 450 avanti Cristo. In realtà si tratta di un oggetto moderno, come è stato dimostrato da studi recenti (si segnalano in particolare i lavori dell’esperta in archeologia giudiziaria Antonella Privitera e della storica dell’arte Luisa Fucito) e come hanno spiegato oggi diversi esperti su Facebook (il professor Dario Palermo, ordinario dell’Università di Catania, ha così commentato sui social: “se non ci fosse stato qualcuno che avesse riempito giornali e mass media con la falsa notizia della provenienza da Morgantina e del suo enorme valore, forse starebbe ancora al suo posto”).

Del resto, ci si sarebbe potuti domandare come fosse possibile, per un oggetto antico di duemila e quattrocento anni, rimanere all’aperto, in un cimitero, e mantenersi in un perfetto stato di conservazione. La vulgata vuole che la biga bronzea, rubata nel 2017 dal Cimitero Monumentale di Catania, dove decorava la sommità della cappella della famiglia Sollima, provenisse dal sito archeologico di Morgantina: in realtà, ha sottolineato Privitera in alcuni suoi studi, si tratta di una copia della biga marmorea conservata nei Musei Vaticani, un gruppo realizzato nel 1788 dallo scultore e restauratore Francesco Antonio Franzoni utilizzando come base una cassa antica, del I secolo dopo Cristo. Dal momento che la presunta “biga di Morgantina”, copia pressoché fedele dell’originale (peraltro di epoca augustea) pesantemente integrato nel Settecento, riporta molti dei dettagli che si devono alle aggiunte di Franzoni, è esclusa in partenza qualsiasi datazione precedente al XVIII secolo. Inoltre, come Privitera ha sottolineato, nell’Ottocento e nel Novecento era diffusa la produzione bronzea di copie della biga dei Musei Vaticani: una ditta specializzata, la fonderia Chiurazzi di Napoli, addirittura aveva le riproduzioni della biga vaticana in catalogo. E secondo le perizie fotografiche di Luisa Fucito, riportate da Privitera, la fantomatica “biga del 450 a.C.” sarebbe in realtà un prodotto realizzato all’inizio del XX secolo dalla fonderia Chiurazzi, alla quale è attribuibile “senza esitazione”, afferma Privitera.

Acclarato che la biga è un oggetto moderno, si può passare ai fatti di cronaca: come detto, la biga novecentesca era stata rubata nel 2017 dal Cimitero Monumentale di Catania, e i ladri, per asportarla, avevano addirittura fatto uso di un elicottero: il gruppo scultoreo era stato imbragato, quindi posto su un camion e portato via. Dopodiché, l’opera era stata fatta a pezzi per facilitarne l’occultamento e la vendita: la carrozza venne nascosta in un garage ad Aci Catena, mentre i cavalli erano stati trasportati più lontano, a Piazza Armerina. I carabinieri l’hanno ritrovata mentre stava per essere venduta a un potenziale acquirente tedesco.

A ritrovare l’opera sono stati i Carabinieri del comando provinciale di Catania, che hanno poi eseguito un provvedimento della Procura di Catania arrestando 17 persone, tutte coinvolte a vario titolo nel furto, con le imputazioni di rapina, estorsione, ricettazione e furto di opere d’arte antica. Secondo i magistrati, l’inchiesta ha permesso di “sgominare un gruppo criminale ad elevata pericolosità sociale, dedito alla commissione di reati contro il patrimonio nelle province di Catania, Enna e Siracusa”. Il gruppo criminale sperava di ottenere circa due milioni di euro dalla vendita: i carabinieri sono riusciti a recuperare l’opera dapprima identificando gli autori del furto e le persone che hanno gestito le operazioni post-furto (l’occultamento e la gestione della “transazione”), e quindi seguendoli attraverso intercettazioni.

Insomma, una storia che definire rocambolesca è dir poco. Finalmente la biga può tornare al suo posto, ma una cosa è certa: non si tratta di un’opera “ritrovata nell’Ottocento a Morgantina”, come dicono molti. E tanto meno di un’opera del 450 avanti Cristo.

Nella foto dei Carabinieri di Catania: la biga ricomposta, alla presenza dei militari dell’Arma, prima della consegna alla Soprintendenza di Catania.

Storia incredibile: ritrovata la biga (che in realtà non è antica) rubata con l'elicottero nel 2017
Storia incredibile: ritrovata la biga (che in realtà non è antica) rubata con l'elicottero nel 2017

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