New York, senatore propone di tassare le aste per finanziare programmi educativi d'arte


A New York, il senatore Robert Jackson ha presentato una proposta di legge molto particolare: una tassazione sulle aste di opere d’arte, mobili e gioielli antichi per finanziare i programmi pubblici di educazione all’arte.

Imporre una tassazione speciale sulla vendita di opere d’arte, mobili e gioielli antichi nelle aste per finanziare i programmi pubblici di educazione all’arte. È questo il contenuto di una proposta di legge presentata al Senato dello Stato di New York dal senatore Robert Jackson, di professione avvocato, molto attivo in campagne per promuovere l’istruzione pubblica. “New York”, spiega Jackson nel testo della sua proposta, “è da molti considerata la capitale culturale del mondo ed è uno dei principali marketplace globali dell’arte, ma le nostre scuole possono fornire solo livelli basici di educazione all’arte, a causa delle loro ristrettezze finanziarie. Con la creazione di un ‘art education fund’ amministrato dal New York State Council on the Arts e finanziato da una tassa speciale sulle opere d’arte, sulla mobilia antica e sui gioielli antichi venduti nelle aste, molti più bambini del nostro Stato potranno avere accesso all’arte e impararla, e in alcuni casi diventare gli appassionati d’arte e i collezionisti di domani”.

L’idea è quella di proporre una tassazione dello 0,3% sul totale della transazione. La tassa, si legge nella proposta, verrebbe imposta all’acquirente e dovrebbe essere raccolta dal soggetto che conduce l’asta al momento della vendita (un meccanismo, in sostanza, simile a quello della nostra tassa di soggiorno, anche se in questo caso la tassa è in percentuale e non fissa). Le risorse raccolte con la tassa, spiega il progetto, saranno assegnate a un nuovo “Art education fund” che promuoverà queste attività: pittura, arti visive, ceramica, gite ai musei o ad altri istituti riconosciuti dal New York State Council of the Arts, stipendi per artisti che lavorano nelle residenze. La proposta non specifica però a quali vendite dovrebbe essere applicata: se a tutte le vendite che riguardano soggetti con sede nello Stato di New York, oppure se alle vendite che hanno fisicamente luogo nel territorio statale.

Se una tassa di questo tipo fosse stata applicata, per esempio, alla vendita del Salvator Mundi attribuito a Leonardo da Vinci, le casse dello stato di New York avrebbero beneficiato di più di un milione di dollari. Naturalmente si tratta al momento solo di un progetto, e l’iter per vederlo realizzato non sarà semplice. Al momento, la tassazione che lo Stato di New York applica alle aste è dell’8,875%, e di conseguenza la proposta del senatore Jackson, se troverà effettivamente approvazione, farà aumentare la tassazione a più del 9%: gli scettici ritengono che l’innalzamento dell’aliquota potrebbe scoraggiare sia gli acquirenti, che avrebbero un costo aggiuntivo da corrispondere, sia i venditori, che potrebbero rivolgersi a case d’aste che hanno sede in luoghi dove la tassazione è più vantaggiosa. Dall’altra parte della barricata c’è però un’istruzione pubblica che molto sofferto i colpi della pandemia, e un gettito extra proveniente da chi non ha problemi a compiere acquisti spesso molto onerosi potrebbe costituire ossigeno vitale.

Nella foto: un’asta da Christie’s a New York (2015)

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