A Carrara una grande mostra di arte giapponese contemporanea, da Nagasawa al Superflat


Dal 9 aprile al 26 giugno 2022, Vôtre a Carrara ospita “The Red Dot”, mostra d’arte giapponese contemporanea con quaranta opere di quindici artisti, da Hidetoshi Nagasawa ai giovani emergenti, a cura di Nicola Ricci e Federico Giannini. 

Dal 9 aprile al 26 giugno 2022, le sale di Vôtre Spazi Contemporanei presso Palazzo del Medico a Carrara ospitano la mostra The Red Dot, a cura di Nicola Ricci e Federico Giannini, con testo critico di Federico Giannini e patrocinio dell’ambasciata del Giappone in Italia. The Red Dot è una mostra che raduna circa quaranta opere di quindici artisti giapponesi contemporanei. La selezione include opere di scultura e pittura di artisti storicizzati, mid-career ed emergenti, con l’obiettivo di fornire al pubblico una panoramica sulle attuali tendenze dell’arte giapponese. Gli artisti in mostra sono Takako Hirai, Misaki Kawai, Ayumi Kudo, Fumitaka Kudo, Kazumasa Mizokami, Tomoko Nagao, Hidetoshi Nagasawa, Maki Nakamura, Yoshin Ogata, Akiko Saheki, Yuji Sugimoto, Isao Sugiyama, Sisyu, Kenji Takahashi, Kan Yasuda.

The Red Dot: il rosso richiama il colore dell’Hinomaru, il “disco solare” che campeggia al centro della bandiera del Giappone, mentre dot, letteralmente “punto” in inglese, vuol essere, oltre a un ulteriore richiamo alla forma dell’Hinomaru, anche una sorta di dichiarazione d’intenti. Stabilire dunque un punto fermo, senza pretesa di esaustività, per operare una prima ricognizione, una panoramica a volo d’uccello sull’arte giapponese dei giorni nostri, in un momento storico in cui le produzioni nipponiche cominciano a riaffacciarsi con decisione sul mercato, grazie anche a una nuova generazione di artisti che, lavorando sulla lezione dei grandi maestri (alcuni dei quali presenti in mostra: Kazumasa Mizokami, Maki Nakamura, Hidetoshi Nagasawa, Yoshin Ogata, Kan Yasuda) e assorbendo l’estetica tipica del paese, dànno luogo a risultati oltremodo interessanti.

La mostra di Vôtre vuole gettare uno sguardo sulle produzioni di alcuni importanti artisti giapponesi dei giorni nostri, orientando l’indagine su tre linee: la scultura contemporanea giapponese (in particolare quella in marmo), l’arte legata alla cultura pop del Giappone, e le produzioni di illustratori e artisti più legati alla tradizione. L’obiettivo è quello di far emergere la ricchezza di un panorama che, dagli anni Sessanta-Settanta a oggi, non ha smesso di rinnovarsi, guardando alle produzioni occidentali ma senza mai perdere il legame con la tradizione e giungendo pertanto a risultati di assoluta originalità.

Kenji Takahashi, Uovo (2008; marmo statuario e nylon, 18 x 12 x 12 cm)
Kenji Takahashi, Uovo (2008; marmo statuario e nylon, 18 x 12 x 12 cm)
Kan Yasuda, Secret of the sky (1996; due pezzi di marmo bianco)
Kan Yasuda, Secret of the sky (1996; due pezzi di marmo bianco)
Fumitaka Kudo, Musa (2019; marmo nero del Belgio, 118 x 23 x 16 cm)
Fumitaka Kudo, Musa (2019; marmo nero del Belgio, 118 x 23 x 16 cm)
Fumitaka Kudo, Negli abissi #1 e Negli abissi #2 (2021; marmo nero del Belgio, 87 x 7 x 13 cm, marmo nero del Belgio e marmo statuario, 90 x 7 x 13 cm)
Fumitaka Kudo, Negli abissi #1 e Negli abissi #2 (2021; marmo nero del Belgio, 87 x 7 x 13 cm, marmo nero del Belgio e marmo statuario, 90 x 7 x 13 cm)
Hidetoshi Nagasawa, Senza titolo (2004; collage di rame su carta, 100 x 70 cm)
Hidetoshi Nagasawa, Senza titolo (2004; collage di rame su carta, 100 x 70 cm)
Hidetoshi Nagasawa, Senza titolo (2005; collage di rame su carta, 100 x 80 cm)
Hidetoshi Nagasawa, Senza titolo (2005; collage di rame su carta, 100 x 80 cm)
Isao Sugiyama, Santuario n. 473 (2021; marmo di Carrara)
Isao Sugiyama, Santuario n. 473 (2021; marmo di Carrara)

“In un momento in cui l’arte contemporanea asiatica viene comunemente associata alle produzioni cinesi e coreane, anche nel nostro paese, la scena giapponese rimane in realtà molto vitale”, dichiarano i curatori Ricci e Giannini. “La mostra The Red Dot intende pertanto fornire al pubblico alcuni spunti per cogliere questa vivacità, senza naturalmente porsi l’obiettivo di restituire ai visitatori una veduta completa su ciò che il Giappone delle arti oggi riesce a offrire, dal momento che il panorama è ben più vasto. È stata comunque operata una selezione rappresentativa di alcune delle principali tendenze che, emerse alcuni decenni fa, continuano a informare gli attuali sviluppi dell’arte in Giappone. Da molto tempo non si teneva una mostra sull’arte giapponese con questi obiettivi e di questa portata. Inoltre, un particolare focus, dal momento che la mostra si tiene a Carrara, è stato dedicato alla scultura in marmo, materiale molto apprezzato dagli scultori giapponesi attivi in Italia, che hanno ampliato le possibilità di espressione che il marmo offre”.

Gli artisti

Takako Hirai (Kumamoto, 1975), mosaicista, lavora con un approccio medittivo che si ricollega alle antiche filosofie giapponesi per cogliere i segreti che si celano dietro la natura. Misaki Kawai (Okawa, 1978) crea installazioni che fanno uso dei materiali più disparati (dal tessuto al legno, dagli adesivi al feltro) creando opere che si rifanno al movimento Heta-uma, alla cui estetica le sue opere s’ispirano. Ayumi Kudo (Okayama, 1980), da tempo attiva in Italia, è esponente di primo piano della contemporanea illustrazione minimalista giapponese. Fumitaka Kudo (Niigata, 1981) applica il minimalismo tipico della cultura giapponese alla scultura, lavorando il marmo in forme fluide che ricordano il mondo del mare. Kazumasa Mizokami (Arita, 1958) è uno dei maggiori ceramisti nipponici contemporanei, che interpreta con originalità la tradizionale ceramica Imari dando luogo a opere coloratissime.

Tomoko Nagao (Nagoya, 1976) è uno dei nomi di spicco dell’estetica Superflat, uno dei movimenti più noti dell’arte giapponese contemporanea. Hidetoshi Nagasawa (Tonei, 1940 - Ponderano, 2018) è stato l’artista che ha ibridato la cultura zen e i motivi tipici degli antichi saperi giapponesi all’approccio occidentale distinguendosi soprattutto per i suoi giardini, veri organismi che oggi animano molte delle più importanti sedi internazionali dell’arte contemporanea. Maki Nakamura (Yamaguchi, 1947), scultrice, rilegge gli elementi della natura con le sue opere in marmo. Yoshin Ogata (Miyazaki, 1948), uno dei grandi maestri della scultura giapponese contemporanea, è divenuto celebre per le sue opere dalle forme fluide ispirate ai movimenti dell’acqua. Akiko Saheki (Tokyo, 1986) è uno dei nomi emergenti dell’illustrazione giapponese odierna. Yuji Sugimoto (Nara, 1986) fonde tecniche tradizionali ed estetica del Giappone moderno, quello dei manga e degli anime, per creare figure fantastiche. Isao Sugiyama (Shimizu, 1954) è famoso per i suoi santuari in marmo ormai diventati un inno alla cultura zen. Sisyu è una delle principali artiste calligrafiche giapponesi contemporanee, la prima ufficialmente riconosciuta dal governo del Giappone. Kenji Takahashi (Kitagata, 1957), altro esponente del pensiero zen, lavora su un motivo tipico della cultura giapponese, quello della riparazione, creando sculture dove fratture e ricuciture sono le protagoniste. Kan Yasuda (Bibai, 1945) si è invece distinto per la sua scultura filosofica che va oltre il minimalismo e che non è inquadrabile in alcuna corrente, dalle forme pure, levigate e tonde che hanno avuto grande influenza sugli artisti delle generazioni successive.

Informazioni pratiche

The Red Dot è visitabile presso le sale di Vôtre Spazi Contemporanei (Palazzo del Medico, piazza Alberica 5, Carrara) dal martedì al sabato dalle 15:30 alle 19:30, dal 9 aprile al 26 giugno. Inaugurazione aperta a tutti sabato 9 aprile dalle 18 alle 21. La mostra è a ingresso gratuito. Per informazioni telefonare al numero +39 3384417145, inviare una mail all’indirizzo associazionevotre@gmail.com oppure visitare il sito https://www.votrespazicontemporanei.it.

Maki Nakamura, Percorso (s.d.; marmo statuario, 137 x 83 x 61 cm)
Maki Nakamura, Percorso (s.d.; marmo statuario, 137 x 83 x 61 cm)
Takako Hirai, Awai no mori (2020-2022; mosaico, 22,5 x 21,5 x 3 cm)
Takako Hirai, Awai no mori (2020-2022; mosaico, 22,5 x 21,5 x 3 cm)
Tomoko Nagao, Salome with blue flowers (2020; olio su tela, 80 x 90 cm)
Tomoko Nagao, Salome with blue flowers (2020; olio su tela, 80 x 90 cm)
Ayumi Kudo, Misurare sforzo per allontanare l'odio, dalla serie Misurare le cose in-misurabili (2012; inchiostro e matita su tavola, 21 x 21 cm)
Ayumi Kudo, Misurare sforzo per allontanare l’odio, dalla serie Misurare le cose in-misurabili (2012; inchiostro e matita su tavola, 21 x 21 cm)
Kazumasa Mizokami, Il cielo - ottavo mattina (2019; terracotta dipinta, 40 x 32 x 4 cm)
Kazumasa Mizokami, Il cielo - ottavo mattina (2019; terracotta dipinta, 40 x 32 x 4 cm)
Yoshin Ogata, Genesis (2018; marmo nero del Belgio)
Yoshin Ogata, Genesis (2018; marmo nero del Belgio)
Akiko Saheki, Sodanshikiri (2021; carboncino, pastello, foglia d'argento su carta, 107 x 54,5 cm)
Akiko Saheki, Sodanshikiri (2021; carboncino, pastello, foglia d’argento su carta, 107 x 54,5 cm)

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