Alla GAM di Milano la personale di Suzanne Jackson, la prima dedicatale da un’istituzione europea


Dal 15 settembre al 17 dicembre 2023 la GAM di Milano ospita la personale di Suzanne Jackson, la prima dedicata all’artista da un’istituzione europea.

Somethings in the World è la mostra personale di Suzanne Jackson, a cura di Bruna Roccasalva, promossa da Fondazione Furla e GAM - Galleria d’Arte Moderna di Milano per la quinta edizione del programma Furla Series. L’esposizione, la prima dedicata all’artista da un’istituzione europea, è allestita alla GAM di Milano dal 15 settembre al 17 dicembre 2023 e intende offrire uno sguardo sulla ricerca che Suzanne Jackson porta avanti da più di cinquant’anni e ricostruirne i nuclei fondamentali.

La mostra nasce dall’idea di ripercorrere e presentare i diversi momenti della produzione di Jackson rintracciandone gli elementi ricorrenti, dagli esordi fino agli esiti più recenti, attraverso una selezione delle opere più rappresentative. Sono esposte in tutto ventisette opere, tra lavori iconici, inediti e nuove produzioni, con l’obiettivo di creare una narrazione che accompagni il pubblico all’interno della mondo dell’artista e di creare un dialogo con il contesto della GAM e le opere della collezione permanente.

Artista americana la cui pratica abbraccia un campo d’indagine ampio che esplora le potenzialità della pittura e si nutre di esperienze nella danza, nel teatro, nella poesia, nelle intenzioni di Suzanne Jackson, ribadite nel titolo della mostra, figura che il suo lavoro deve innanzitutto restituire la sua esperienza “nel” mondo e “del” mondo. Tutta la produzione dell’artista è infatti caratterizzata da fasi che sono strettamente correlate alle sue vicende biografiche e che confluiscono le une nelle altre, mescolandosi e confondendosi continuamente negli anni: un intrecciarsi costante della dimensione privata e personale con quella artistica e professionale che la mostra vuole raccontare attraverso un percorso espositivo costruito non cronologicamente ma per associazioni e corrispondenze, a sottolineare legami e continui rimandi tra temi, tecniche e linguaggi.

All’amore per la natura, che attraversa tutto il lavoro dell’artista, è dedicata la seconda sala con un’ampia selezione di opere inedite su carta che hanno come uniche protagoniste delle foglie (dalla serie Idyllwild leaves, 1982-84). Accanto a queste, un lavoro iconico come Triplical Communications (1969), parla dell’interconnessione tra lo spirito, l’umano e la natura, mentre Somethings in the world (2011), un’opera in larga scala qui esposta per la prima volta, dimostra come l’amore per la natura si traduca per l’artista anche in una costante attenzione al riciclo e al riutilizzo di materiali di recupero, tra cui la Bogus paper, una carta dismessa e recuperata sui set teatrali. L’uso di varie tipologie di carta, rare e comuni, come supporto alternativo alla tela segna l’inizio di un’indagine sulle possibilità strutturali della pittura che porterà il lavoro di Jackson in direzioni imprevedibili. Nella sala successiva il monumentale trittico In A Black Man’s Garden (1973) esemplifica la produzione degli anni Settanta in cui Jackson, utilizzando una tecnica di pittura ad acrilico simile all’acquerello, restituisce la bellezza della natura attraverso tutti gli elementi che la compongono. Le forme sembrano fluttuare sulla superficie della tela grazie a uno sfondo bianco gesso, che caratterizza la produzione pittorica di questo periodo in cui le immagini sono ottenute dalla stesura progressiva di velature di colore che danno loro una consistenza evanescente e rivelano il lungo processo di lavorazione e rielaborazione. L’accostamento di questo dipinto a due opere successive come Joan’s Wind (1997) e The white-eyes shift (2022) chiarisce gli estremi tra cui si muove la ricerca pittorica dell’artista e i molteplici esperimenti con la materia di cui si nutre.

Il percorso espositivo prosegue nella quarta sala dedicata all’aspetto più scultoreo del lavoro di Jackson, con opere recenti come Red Top (2021), Quick Jack Slide (2021) e l’inedita Future forest (2023), realizzata in occasione della mostra. A chiudere l’esposizione sono le produzioni pittoriche più recenti: una serie di lavori che consistono in densi strati di acrilico puro che fa sia da medium che da supporto, come Rag-to-Wobble (2020) e il monumentale Deepest ocean, what we do not know, we might see? (2021). Utilizzando vernici ora opache e ora iridescenti e creando variazioni di spessore e di trasparenza, l’artista stende l’acrilico in strati variamente addensati che generano forme dai contorni irregolari e organici, e fanno sì che la materia pittorica reagisca dinamicamente alla luce che la attraversa e ai movimenti dello spettatore. Note come anti-canvas, queste opere sono state recentemente definite anche environmental abstraction.

Per info: http://www.gam-milano.com/

Orari: Da martedì a domenica dalle 10 alle 17.30. Chiuso il lunedì.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraSomethings in the World
CittàMilano
SedeGAM - Galleria d'Arte Moderna
DateDal 15/09/2023 al 17/12/2023
ArtistiSuzanne Jackson
CuratoriBruna Roccasalva
TemiArte contemporanea

Alla GAM di Milano la personale di Suzanne Jackson, la prima dedicatale da un’istituzione europea
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