La GAM di Torino mostra la sua collezione ottocentesca, da Pellizza da Volpedo a Sartorio


La GAM di Torino presenta fino all’11 aprile 2023 la mostra Ottocento per riscoprire parte della collezione ottocentesca del museo, ormai da quasi quattro anni non più visibile al pubblico.

Fino all’11 aprile 2023 la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino presenta la mostra Ottocento. Collezioni GAM dall’Unità d’Italia all’alba del Novecento, a cura di Riccardo Passoni, direttore della Galleria, e Virginia Bertone, conservatore capo delle raccolte. L’esposizione intende offrire l’occasione per riscoprire parte della collezione ottocentesca del museo, ormai da quasi quattro anni non più visibile al pubblico.

Esposte settantuno opere tra dipinti, pastelli, grandi disegni a carbone, sculture in marmo, gessi e cere. Nel percorso espositivo sarà possibile ammirare capolavori molto noti come Dopo il duello di Antonio Mancini, L’edera di Tranquillo Cremona o Lo specchio della vita di Pellizza da Volpedo, accanto a opere finora mai esposte, ma che nell’Ottocento erano considerate molto importanti nella raccolta moderna del Museo, come la tela di Enrico Gamba, Ecco Gerusalemme! o quella di Francesco Gonin, Nobili in viaggio, che grazie alle ricerche condotte per la mostra ha ritrovato la sua storia e il suo vero titolo: La guida. Studio di castagni dal vero.

Otto sezioni tematiche dove la tradizione della pittura di figura si pone a confronto con la novità delle ricerche sul paesaggio che furono, nelle loro espressioni più sperimentali, oggetto di aspre critiche da parte della stampa conservatrice e dell’istituzione accademica. Temi affrontati saranno la Nascita di una collezione, Nuove sensibilità e ricerche, La pittura di paesaggio al Museo Civico, Dalla Scapigliatura al Divisionismo e Ricerche simboliste tra pittura e scultura. Si aggiungono tre spazi monografici dedicati ad Andrea Gastaldi, Antonio Fontanesi e Giacomo Grosso, che intendono sottolineare la loro influenza sulla scena artistica torinese anche attraverso i significativi nuclei delle opere conservate alla GAM.

Se il tema della pittura di paesaggio è destinato a diventare centrale rispetto all’identità della collezione ottocentesca torinese, la mostra intende inoltre sottolineare alcuni inaspettati sviluppi della pittura di storia e di figura. Se ancora a metà Ottocento, ovvero nel periodo in cui si formò la collezione della GAM, questo genere era considerato il più nobile e il più apprezzato tra i generi pittorici, nei decenni immediatamente successivi queste certezze iniziano a incrinarsi e diversi giovani artisti si mettono alla prova con coraggiosi tentativi volti a rinnovare la tradizione della pittura di figura. Tra i casi più significativi, La femme de Claude, una grande tela il cui vero titolo sarebbe dovuto essere L’adultera. Qui il giovane e promettente talento di Francesco Mosso, destinato a morire a soli ventinove anni, rappresenta il dramma moderno di una giovane donna vittima della violenza del marito. Oggetto di polemiche e di severi giudizi, il dipinto è sintomo di una diversa attenzione verso temi sociali di stretta attualità raffigurati con un linguaggio altrettanto nuovo, che sarà attentamente studiato dagli artisti divisionisti e simbolisti di fine secolo.

Il tema della donna come soggetto costituisce un’altra traccia significativa per visitare la mostra: da soggetto letterario dell’età romantica, la figura femminile diventa nel corso del secolo il fulcro di immagini sempre più aderenti alla realtà contemporanea. Talvolta restituiscono le dure conquiste femminili che ne rendono via via più attivo il ruolo in campo culturale, come nel caso della maestra elementare raffigurata ne Il dettato di Demetrio Cosola, oppure sono ancora creature mitologiche ma tutte cariche di inquietudini moderne come la fascinosa Sirena tratteggiata da Giulio Aristide Sartorio.

A chiudere il percorso espositivo è Evangelina Alciati, prima diplomata alla Regia Accademia di Belle Arti di Torino, e il suo Triste madre: quadro di forte impatto che pone al centro della composizione una maternità vissuta in condizioni di estrema povertà.

La mostra è stata occasione per un lavoro di ricognizione e di studio di tutte le opere che vengono esposte.

In questa ampia analisi del patrimonio ottocentesco della GAM, l’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei ha generosamente contribuito sostenendo i restauri di Ecco Gerusalemme di Enrico Gamba, acquistato nel 1862 alla Società Promotrice delle Belle Arti, e Nobili in viaggio ora La Guida. Studio di castagni dal vero di Francesco Gonin, acquisito sempre nel 1867 presso la Società Promotrice torinese. 

Per info: gamtorino.it

Orari: Da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Chiuso il lunedì.

Immagine: Giuseppe Pellizza da Volpedo, Lo specchio della vita (1895-1898, olio su tela, 132 x 288 cm; Torino, GAM)

La GAM di Torino mostra la sua collezione ottocentesca, da Pellizza da Volpedo a Sartorio
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