Far Fetched, a Carrara le visioni allucinate di Jesse Jacobs, maestro del panorama underground


La Tabularasa Teké Gallery di Carrara ospita, dal 2 giugno al 28 luglio 2018, la mostra ’Far-Fetched’, prima personale in galleria di Jesse Jacobs.  

Dal 2 giugno al 28 luglio 2018 la Tabularasa Teké Gallery di Carrara ospita la mostra Far Fetched, personale di Jesse Jacobs (Moncton, 1981), artista canadese tra i maggiori protagonisti del panorama underground internazionale contemporaneo. Si tratta della prima personale in galleria del giovane artista che, si legge nella presentazione della rassegna curata da Marco Cirillo Pedri, “rappresenta in pieno, con i suoi fumetti, lo spirito del reduce dalla guerra combattuta a tubi catodici e primi cellulari di ultimissima generazione, una guerra con lo scopo di instupidire le masse, renderle sempre più dipendenti dalla macchina, sempre meno dipendenti dal libero pensiero (come già profetizzava, tra gli altri, il Professor Bad Trip a cavallo tra gli anni ’80 e ’90). L’esperienza di Jacobs si inserisce in un ramo dell’illustrazione e del fumetto contemporaneo che vede tanti protagonisti provenienti dall’America e dal Canada (Jesse Moynihan, Michael DeForge, Patrick Kyle per citarne alcuni) tutti con in comune un’adolescenza passata tra gli anni ’80 e ’90 dove la psichedelia delle droghe si fondeva alla psichedelia dei primi videogames e dei primi film fantastici e di fantascienza ad alto budget di effetti speciali”.

Il mondo di Jacobs è popolato da improbabili mutanti antropomorfi che si muovono e danzano in avventure di vario tipo, creando un effetto zootropico e lisergico che rende particolarmente palese il titolo della mostra (“far-fetched” significa infatti “inverosimile, improbabile”). La mostra celebra dunque questa estetica anni Ottanta con black light e colori fluo che ricordano le scenografie di Tron o di Grosso guaio a China Town, attualizzate con le maschere di Jacobs che creano un mondo electro-tribale “basato sul culto di quanto la mente umana possa spingersi lontano osservando il creato nelle sue sfumature più periferiche”. Nell’ultima sala della mostra, per far immergere ancor più il visitatore in questo mondo spaesante, è stato ricreato una sorta di tempio per l’adorazione del culto tribal anni Ottanta: ci sarà la possibilità d’immergersi in una pura celebrazione visiva per il culto di una nuova estetica basata sull’evoluzione del pensiero e del gusto della 8 Bit Generation.

La rassegna apre dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 20 e il venerdì e il sabato dalle 16 alle 22. Chiuso la domenica. La mostra è corredata del libro monografico a colori con i testi e saggi critici di Marco Cirillo Pedri, Vittore Baroni, Robert Clough, Stefano Dazzi, Alessandra Ioalé, Marco Taddei ed Henry Flames. Tutto l’apparato iconografico delle opere è accompagnato, inoltre, dall’intervista di Vittore Baroni a Jesse Jacobs, realizzata durante il soggiorno invernale dell’autore a Carrara. Per i collezionisti e amatori le prime 250 copie della pubblicazione sono arricchite da una serigrafia in edizione limitata e numerata. Per info: www.tekegallery.com.

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