Com'è l'edizione 2026 di Modenantiquaria: reportage coi prezzi


Un’edizione importante che celebra quasi quarant’anni di attività: Modenantiquaria si conferma uno degli appuntamenti più rilevanti per l’alto antiquariato. Tra inediti e grandi ritorni, Federico Giannini e Ilaria Baratta ci guidano tra gli stand dei mercanti arrivati a Modenafiere.

Ultimi giorni per vedere l’edizione 2026 di Modenantiquaria, la trentanovesima dell’appuntamento dedicato all’alto antiquariato che nel tempo ha assunto un ruolo stabile nel calendario fieristico nazionale e internazionale. Inaugurata lo scorso venerdì 6 febbraio, con un momento conviviale per gli invitati, la rassegna proseguirà fino al 15 febbraio: tanti già i bollini rossi negli stand, ma c’è ancora tempo per gli acquisti della parte finale della manifestazione. Patrocinata dall’Associazione Antiquari d’Italia e da FIMA, e sostenuta per questa edizione anche da Confcommercio Imprese per l’Italia, dall’Ente Nazionale per il Turismo, dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune e dalla Camera di Commercio di Modena, arriva a un traguardo che segna quasi quarant’anni di attività: una continuità che testimonia la capacità del settore di misurarsi con un mercato in trasformazione senza rinunciare ai propri presupposti qualitativi.

L’edizione 2026 coincide inoltre con un cambiamento significativo nell’assetto organizzativo: Marte S.r.l., società controllata da Confcommercio Modena, ha infatti assunto un ruolo diretto nella gestione della rassegna, con l’intento dichiarato di rafforzarne la dimensione economica e culturale. L’intento è riuscito, dal momento che quest’anno, pur con qualche defezione rispetto all’anno scorso, si registra la partecipazione di alcuni antiquari importanti che, dopo un periodo di assenza, tornano a esporre coi loro stand a Modenafiere: ecco allora di nuovo in mostra, tra gli altri, Lampronti, Subert, Piva, ovvero alcuni dei nomi più illustri dell’alto antiquariato nazionale. La manifestazione si completa con la collaborazione con l’Associazione Antiquari d’Italia per la mostra tematica Il Ritratto tra Sacro e Profano, che ha coinvolto molti galleristi presenti con gli stand ma anche alcuni nomi importanti che quest’anno non hanno partecipato alla kermesse e dunque in qualche misura sono comunque presenti a Modenantiquaria: si spazia da Giorgio Baratti a Miriam Di Penta, da Frediano Farsetti ad Antonacci Lapiccirella, fino ad arrivare a due gallerie giovani come Caretto&Occhinegro e Goldfinch. Ogni partecipante è stato chiamato a presentare un’opera rappresentativa, in un percorso che ha attraversato pittura, scultura, disegno, arredi e arti decorative, con un criterio selettivo improntato alla qualità (e quasi tutte le opere esposte nella mostra sono prezzate: pregevole, dunque, la trasparenza degli organizzatori). Il percorso espositivo si articola come di consueto in una sequenza di stand divisi su una galleria iniziale e quattro piazze, ognuna coi nomi di grandi artisti emiliani (Correggio, i Carracci, Guido Reni, Guercino) che restituiscono la pluralità delle scuole e dei generi in un viaggio che va dal Medioevo fino al Novecento.

Modenantiquaria 2026
Modenantiquaria 2026

Il nostro itinerario comincia dallo stand da una galleria che gioca in casa, la modenese Giusti Antichità dove spicca una delle opere più discusse di questa edizione, il San Gerolamo col leone di Giovanni Ricca, olio su tela databile intorno al 1643, proposto a 90.000 euro. Proveniente da collezione privata e oggetto di studio da parte di Stefano Causa, il dipinto si presenta in condizioni conservative eccellenti. La scena raffigura il santo in un interno roccioso appena definito, colto nell’atto di volgere lo sguardo verso la sommità della croce lignea mentre tiene tra le mani un teschio, come a custodirlo. L’opera si colloca nella fase matura dell’artista napoletano, nato nel 1603, tra i più autonomi interpreti del linguaggio di Ribera. Rispetto al maestro spagnolo, Ricca attenua gli effetti più aspri e materici, proponendo una versione più levigata e meditata del naturalismo riberesco. Un’opera importante per aprire la mostra, che dialoga, sempre da Giusti Antichità, con un San Girolamo nel deserto del Guercino, sanguigna su carta, anch’esso inedito e proveniente da collezione privata, accompagnato da uno studio di David Stone.

Poco più avanti, Milani Antichità propone una coppia di tele del fiorentino Pier Dandini, Davide con la testa di Golia e Giuditta con la testa di Oloferne, offerte a 55.000 euro. Pubblicate su “Valori Tattili” nel 2020 e passate in asta da Pandolfini nel 2017, oggi si presentano restaurate e corredate da uno studio di Francesca Baldassarri. I due soggetti sono interpretati con una pittura elegante, caratterizzata da cromie vivaci e da uno spiccata sensibilità per i cangiantismi. Di dimensioni ben più ampie è la Susanna e i vecchioni di Louis Dorigny, olio su tela offerto a 200.000 euro. L’artista, formatosi in Francia e attivo a lungo tra Venezia e Verona, affronta l’episodio biblico con una regia teatrale fondata sul contrasto tra il nudo luminosissimo di Susanna e le figure in ombra degli anziani. Il dipinto, già esposto a TEFAF nel 2020 e corredato da uno studio di Enrico Lucchese, trova riscontro in un disegno preparatorio conservato alla Fondazione Giorgio Cini e pubblicato nel catalogo della mostra del 2005 dedicata ai disegni della raccolta Fiocco.

Allo stand della Galleria d’Orlane di Casalmaggiore sono presentate due allegorie, una dell’autunno e una dell’inverno, di Eberhart Keilhau, noto in Italia come Monsù Bernardo, oli su tela offerti a 45.000 euro in coppia. Le opere, studiate da Minna Heimbürger e incluse nella monografia del 1988 dedicata al pittore danese, sono parte di una serie di stagioni oggi non integralmente rintracciata, e riflettono il crescente interesse del mercato per la “pittura della realtà” di cui Keilhau è stato uno dei pionieri. A fianco, lo stand di Santa Barbara Art Gallery propone scultura medievale e rinascimentale: ecco, tra i pezzi più interessanti, un leone in pietra di ambito lucchese databile al XIII secolo, offerto a 44.000 euro, e un San Girolamo in legno policromo di ambito lombardo, realizzato tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, proposto a 33.000 euro. Il primo si distingue per la sintesi volumetrica e la forza simbolica tipica della scultura romanica; il secondo restituisce l’immagine del santo eremita secondo una tipologia ancora goticheggiante, elegante e con alcune finezze decorative (si guardi, per esempio, la barba).

Da Antiques Par Force si incontra uno dei pezzi più interessanti della rassegna, il Ritratto di dama alla toeletta della poco nota pittrice settecentesca Rosa Ceroni, olio su tela firmato sulla tovaglia, offerto a 34.000 euro. Proveniente da collezione privata e transitato da Pandolfini a Firenze, il dipinto mette in scena una figura femminile caratterizzata da una resa accurata degli oggetti e dei tessuti che dialoga con la tradizione del ritratto lombardo. Accanto a questo, la galleria presenta un San Paolo di Matthias Stom, databile tra il 1638 e il 1645, al prezzo di 55.000 euro, accompagnato da una scheda di Yuri Primarosa. L’opera si inserisce nella produzione matura del maestro di origine olandese attivo in Italia, con una costruzione luministica di matrice caravaggesca che isola la figura del santo in un fondo scuro, concentrando l’attenzione sull’intensità psicologica. Nello stand a fianco, la galleria udinese Viezzi Arte riunisce, come tanti colleghi, dipinti di epoche differenti. Da vedere con attenzione il Capriccio architettonico con arco e tempietto di Francesco Guardi, proposto a 50.000 euro, è accompagnato da una conferma orale di Charles Beddington. La piccola tela concentra in formato raccolto l’immaginazione scenografica del pittore veneziano, con architetture di fantasia immerse in una luce atmosferica vibrante. Di tutt’altra scala è La Verità scoperta dal tempo di Luca da Reggio, ovvero Luca Ferrari, offerta a 90.000 euro. L’opera vanta una provenienza che risale ai conti Gotti di Padova dal XVII secolo e ai conti Cornero di Asti dall’Ottocento; è pubblicata nella monografia di Massimo Pirondini del 1999 e accompagnata da una scheda critica redatta dallo stesso studioso nel 2025. La composizione allegorica, impostata su un dinamico intreccio di figure, riflette la cultura emiliana del pieno Seicento: singolare il fatto che la modella sia la moglie dell’artista, Elisabetta. L’opera, afferma Pirondini, restituisce il senso della naturalezza di un artista che, uscito dalla fase giovanile, ha raggiunto la piena padronanza del suo linguaggio espressivo, coi modi di un “emiliano in libertà che accetta delle parlate venete”.

Giovanni Ricca, San Gerolamo col leone (1643 circa; olio su tela, 102 x 75 cm). Prezzo: 90.000 euro
Giovanni Ricca, San Gerolamo col leone (1643 circa; olio su tela, 102 x 75 cm). Prezzo: 90.000 euro
Guercino, San Girolamo nel deserto (sanguigna su carta, 413 x 285 mm). Prezzo: 75.000 euro
Guercino, San Girolamo nel deserto (sanguigna su carta, 413 x 285 mm). Prezzo: 75.000 euro
Louis Dorigny, Susanna e i vecchioni (olio su tela, 150 x 210 cm). Prezzo: 200.000 euro
Louis Dorigny, Susanna e i vecchioni (olio su tela, 150 x 210 cm). Prezzo: 200.000 euro
Eberhart Keilhau detto Monsù Bernardo, Allegoria dell'autunno e Allegoria dell'inverno (olio su tela, 75 x 99 cm).Prezzo: 45.000 euro la coppia.
Eberhart Keilhau detto Monsù Bernardo, Allegoria dell’autunno e Allegoria dell’inverno (olio su tela, 75 x 99 cm).Prezzo: 45.000 euro la coppia.
Ambito lucchese (?), Leone (XIII secolo; pietra). Prezzo: 44.000 euro
Ambito lucchese (?), Leone (XIII secolo; pietra). Prezzo: 44.000 euro
Ambito lombardo, San Girolamo (fine XV-inizio XVI secolo; legno policromo). Prezzo: 33.000 euro
Ambito lombardo, San Girolamo (fine XV-inizio XVI secolo; legno policromo). Prezzo: 33.000 euro
Rosa Ceroni, Ritratto di dama alla toeletta (olio su tela, 134 x 96,5 cm). Prezzo: 34.000 euro
Rosa Ceroni, Ritratto di dama alla toeletta (olio su tela, 134 x 96,5 cm). Prezzo: 34.000 euro
Matthias Stom, San Paolo (1638-1645; olio su tela, 80 x 60 cm). Prezzo: 55.000 euro
Matthias Stom, San Paolo (1638-1645; olio su tela, 80 x 60 cm). Prezzo: 55.000 euro
Francesco Guardi, Capriccio architettonico con arco e tempietto (olio su tela, 23 x 32 cm). Prezzo: 50.000 euro
Francesco Guardi, Capriccio architettonico con arco e tempietto (olio su tela, 23 x 32 cm). Prezzo: 50.000 euro
Luca da Reggio, La Verità scoperta dal tempo (olio su tela, 99 x 151 cm). Prezzo: 90.000 euro
Luca da Reggio, La Verità scoperta dal tempo (olio su tela, 99 x 151 cm). Prezzo: 90.000 euro

La Galleria d’Arte del Caminetto amplia l’arco cronologico fino al Novecento con Il direttore d’orchestra di Guglielmo Sansoni, detto Tato, proposto a 20.000 euro, e con Marina a Sestri Levante (1916) di Mario De Maria, offerta a 11.000 euro. Nel primo caso, l’interesse si concentra su una visione legata alle ricerche futuriste e post-futuriste; nel secondo, la veduta marina, caratterizzata da un’accesa luminosità, restituisce un’atmosfera sospesa e lirica, in linea con la sensibilità simbolista dell’artista bolognese. Pesca tra Otto e Novecento anche Phidias Antiques, Modern & Contemporary Art: il Ritratto di Donna Ludovica Altieri di Vittorio Matteo Corcos, datato 1904 (85,5 x 71 cm), è presentato a 75.000 euro. Firmato e pubblicato nel catalogo della mostra Corcos. I sogni della Belle Époque tenutasi a Padova nel 2014, il dipinto raffigura la giovane Lodovica Altieri in occasione del matrimonio con Margherito Guidotti. Corcos costruisce l’immagine della giovane con una tavolozza chiara e fredda, giocata su sfumature perlacee che si accordano all’incarnato e all’abito candido, ornato da un fiocco bianco e da un mazzetto di margherite. L’attenzione psicologica si coglie nello sguardo, in cui traspare un’inquietudine appena accennata. Sempre da Phidias è esposto Les Baigneuses (1922) di Albert Philippot, grande trittico su tre tele per complessivi 151 x 401 cm, offerto a 90.000 euro. Firmata, l’opera rappresenta un esempio di pittura decorativa monumentale degli anni Venti, con nudi femminili immersi in un paesaggio marino di gusto Art Nouveau. Le figure, quasi a grandezza naturale, si stagliano su uno sfondo bidimensionale dai contorni netti, con richiami evidenti alla grafica giapponese e alla tradizione botticelliana.

Si prosegue con lo stand della bresciana Antichità La Pieve dove spicca una coppia di tele di Giovanni Crivelli detto il Crivellino, Pesci e crostacei su uno scoglio e Uccelli palustri in uno stagno, offerte tra i 25.000 e i 35.000 euro la coppia. Le due scene animali, improntate a una descrizione accurata delle specie, testimoniano la fortuna del genere nella Lombardia del Settecento. Al vicino stand di Ars Antiqua si segnala un San Giovanni Battista nel deserto di un artista studiato da Massimo Pulini e da lui rinominato di recente “Maestro degli Armenti”, già noto come Pseudo Salini o Maestro della Flagellazione Lampronti, offerto a 36.000 euro. La figura del santo, allungata e impostata in una posa in torsione, è accompagnata da un ariete e da una canna trasformata in croce. L’opera, collocabile negli anni Sessanta del Seicento, riflette una cultura figurativa di ambito romano aggiornata sulle esperienze caravaggesche di seconda generazione, con affinità verso Gregorio Preti. Sempre da Ars Antiqua è esposta la Madonna con Bambino in trono con angeli e deposizione di Zanino di Pietro, tempera su tavola, proposta a 34.000 euro e accompagnata da una scheda di Mauro Minardi. La tavola, articolata su due registri sovrapposti, presenta nella parte inferiore la Vergine col Bambino davanti a un fondo oro punzonato, mentre nel registro superiore è raffigurata una Pietà. L’opera, probabilmente parte di un polittico smembrato, testimonia la fase matura del maestro attivo tra Trecento e Quattrocento, con un linguaggio che coniuga eleganza gotica e sensibilità veneziana. Da vedere anche un’altra attestazione d’interesse per la pittura della realtà, il Giovane pescivendolo di Giacomo Francesco Cipper, offerto a 16.000 euro. Il dipinto raffigura un giovane intento a pesare il pescato, con una natura morta di pesci in primo piano resa con minuzia naturalistica. La figura, monumentale e frontale, emerge su uno sfondo appena accennato, in linea con la produzione matura dell’artista, caratterizzata dall’attenzione per i soggetti popolari e per la consistenza materica della pittura.

Proseguendo lungo il percorso espositivo, allo stand di Federico Andrisani una delle opere più rilevanti è una Crocifissione di Louis de Caullery, olio su tavola proposto a 20.000 euro, che si colloca nell’ambito della produzione del maestro attivo tra Anversa e l’Italia settentrionale nei primi decenni del XVII secolo. La scena, di formato raccolto, organizza il racconto sacro secondo una scansione nitida delle figure, con attenzione alla resa degli abiti e alla disposizione dei gruppi, secondo quella sensibilità narrativa che caratterizza la pittura fiamminga di primo Seicento.

Di tono differente è l’Incoronazione di spine di Bartolomeo Cesi, presentata all’attiguo stand di Ossimoro a 28.000 euro e accompagnata da un contributo storico-critico di Enrico Ghetti. L’opera riflette la misura composta del maestro bolognese, interprete di una religiosità raccolta e controllata. La scena è costruita senza eccessi teatrali: la sofferenza di Cristo emerge attraverso una calibrata modulazione luminosa e una gestualità contenuta, in linea con quella temperie post-tridentina che a Bologna trovò espressioni di rigorosa spiritualità. In particolare, secondo Ghetti, l’autore di questa Incoronazione di spine mostra di avere riflettuto su tali novità e di avere compreso e registrato il bisogno di un ritorno alla chiarezza figurativa e concettuale richiesto dal Discorso sulle immagini sacre di Gabriele Paleotti, innestandolo sulla tradizione manierista locale portata avanti in quegli anni da artisti quali Prospero Fontana e Orazio Samacchini, Pellegrino Tibaldi e altri

Cantore Galleria Antiquaria concentra invece l’attenzione su alcune presenze di rilievo del Seicento italiano, accomunate da studi consolidati e da una documentazione espositiva significativa. Il San Giovanni Battista di Hendrick de Somer, olio su tela, è offerto a 130.000 euro. L’opera, indagata da Nicola Spinosa e pubblicata in più occasioni, tra cui le rassegne napoletane del 2009 e del 2010 dedicate al Seicento partenopeo e la mostra romana del 2025 su Genesi e divenire del Barocco tra Roma e Napoli, testimonia l’assimilazione del caravaggismo napoletano da parte del pittore fiammingo trapiantato in Campania. La figura del Battista, impostata con solida monumentalità, emerge da un fondo boschivo attraverso un impianto luministico che esalta la consistenza plastica del suo corpo, coi suoi tratti adolescenziali e la sua languida sensualità. Accanto a questa tela è presentato il Ritratto di gentildonna di Scipione Pulzone, proposto a 120.000 euro. La provenienza documentata — dalla famiglia Conti Negroni di Genova alla collezione Baroni di Firenze, fino alla Galleria Sestieri di Roma e a Gilberto Zabert a Torino nel 1989 — si affianca alla partecipazione alla mostra di Gaeta del 2013 dedicata al maestro e alla pubblicazione nel catalogo curato da Xavier Salomon. L’opera ribadisce la cifra distintiva di Pulzone: un controllo rigoroso del disegno, un’indagine quasi maniacale sui tessuti (vedere la tenda), e una penetrazione psicologica affidata allo sguardo, in equilibrio tra distanza aristocratica e introspezione. Completa la selezione il San Giovannino di Francesco De Rosa, detto Pacecco De Rosa, offerto a 140.000 euro. Esposto nel 2010 a Cesena nella mostra La croce, la testa e il piatto e nel 2025 a Roma nella rassegna sul Barocco tra Roma e Napoli, il dipinto, in dialogo con quello di Somer, presenta una figura del giovane modellata da un intenso chiaroscuro, in un equilibrio tra naturalezza e grazia formale che riflette la cultura figurativa napoletana di metà Seicento.

Guglielmo Sansoni detto Tato, Il direttore d'orchestra. Prezzo: 20.000 euro
Guglielmo Sansoni detto Tato, Il direttore d’orchestra. Prezzo: 20.000 euro
Mario De Maria, Marina a Sestri Levante (1916). Prezzo: 11.000 euro
Mario De Maria, Marina a Sestri Levante (1916). Prezzo: 11.000 euro
Vittorio Matteo Corcos, Donna Ludovica Altieri (1904; olio su tela, 85,5 x 71 cm). Prezzo: 75.000 euro
Vittorio Matteo Corcos, Donna Ludovica Altieri (1904; olio su tela, 85,5 x 71 cm). Prezzo: 75.000 euro
Albert Philippot, Les Baigneuses (1922; olio su tela, 151 x 401 cm). Prezzo: 90.000 euro
Albert Philippot, Les Baigneuses (1922; olio su tela, 151 x 401 cm). Prezzo: 90.000 euro
Giovanni Crivelli detto il Crivellino, Pesci e crostacei su uno scoglio e Uccelli palustri in uno stagno  (olio su tela, 117 x 146 cm). Prezzo: tra i 25 e i 35.000 euro la coppia
Giovanni Crivelli detto il Crivellino, Pesci e crostacei su uno scoglio e Uccelli palustri in uno stagno (olio su tela, 117 x 146 cm). Prezzo: tra i 25 e i 35.000 euro la coppia
Maestro degli Armenti (già Pseudo Salini, già Maestro della Flagellazione Lampronti, già Maestro di Baranello), San Giovanni Battista nel deserto (olio su tela, 172 x 123 cm). Prezzo: 36.000 euro
Maestro degli Armenti (già Pseudo Salini, già Maestro della Flagellazione Lampronti, già Maestro di Baranello), San Giovanni Battista nel deserto (olio su tela, 172 x 123 cm). Prezzo: 36.000 euro
Zanino di Pietro, Madonna con Bambino in trono con angeli e deposizione (tempera su tavola, 66 x 42 cm)
Zanino di Pietro, Madonna con Bambino in trono con angeli e deposizione (tempera su tavola, 66 x 42 cm)
Giacomo Francesco Cipper, Giovane pescivendolo (olio su tela, 117 x 93 cm). Prezzo: 16.000 euro
Giacomo Francesco Cipper, Giovane pescivendolo (olio su tela, 117 x 93 cm). Prezzo: 16.000 euro
Louis de Caullery, Crocifissione (olio su tavola). Prezzo: 20.000 euro
Louis de Caullery, Crocifissione (olio su tavola). Prezzo: 20.000 euro
Bartolomeo Cesi, Incoronazione di spine. Prezzo: 28.000 euro
Bartolomeo Cesi, Incoronazione di spine (olio su tela, 62,5 x 53 cm). Prezzo: 28.000 euro
Hendrick de Somer, San Giovanni Battista (olio su tela, 184,5 x 151 cm). Prezzo: 130.000 euro
Hendrick de Somer, San Giovanni Battista (olio su tela, 184,5 x 151 cm). Prezzo: 130.000 euro
Scipione Pulzone, Ritratto di gentildonna (olio su tela, 118,5 x 97 cm). Prezzo: 120.000 euro
Scipione Pulzone, Ritratto di gentildonna (olio su tela, 118,5 x 97 cm). Prezzo: 120.000 euro
Francesco De Rosa, detto Pacecco De Rosa, San Giovannino (olio su tela, 112,5 x 92 cm). Prezzo: 140.000 euro
Francesco De Rosa detto Pacecco De Rosa, San Giovannino (olio su tela, 112,5 x 92 cm). Prezzo: 140.000 euro

Il percorso prosegue con Enrico Gallerie d’Arte, che sposta l’asse cronologico verso la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. La Piccola ballerina di Antonio Mancini, imponente tela verticale di 154 x 76 cm, è proposta a oltre 200.000 euro. L’opera mette in evidenza la materia pittorica spessa e vibrante tipica dell’artista, con una costruzione luminosa che fa emergere la figura, una bambina nuda e coperta solo da un vestito di seta bianca sottilmente modulato nelle varie gradazioni del bianco, da un fondo cupo su cui si stagliano alcuni oggetti di scena. La presenza della giovane danzatrice è affidata alla tensione tra gesto e immobilità, in un equilibrio instabile che caratterizza la ricerca di Mancini. A 35.000 euro è offerto un curioso dipinto di Plinio Nomellini, Compagni di sventura, mentre La raccolta delle patate di Adolfo Tommasi, tipica scena agreste del grande pittore livornese, è proposta a circa 40.000 euro. Ancora tra fine Otto e inizio Novecento ecco Della Scala Antichità che presenta una bella Seduzione di Enrico Sorio, a 12.000 euro. Il dipinto affronta il tema del nudo con una declinazione tardo-ottocentesca che ne sottolinea la dimensione estetica più che narrativa. La figura femminile, con il ventaglio lasciato cadere e il mento leggermente sollevato, è circondata da elementi simbolici come ortensie e mandolino, che alludono al sentimento di cui la figura si fa allegoria, in un contesto che riflette la formazione veronese dell’artista e il dialogo con la pittura di Favretto e Dall’Oca Bianca.

L’attenzione al primo Novecento prosegue con 800/900 Art Studio, che propone, oltre a un rarissimo Giovanni Fattori dei primordi (le Lezioni di lettura del 1853 circa, opera esposta anche alla recente mostra di Livorno), un interessante dipinto come La cartomante (1929) di Baccio Maria Bacci a 50.000 euro. L’opera, con titolo e numero autografi sul verso, proviene dalla Galleria Giordani di Bologna ed è pubblicata nel catalogo della mostra del 1982 all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. La scena, sospesa tra introspezione e costruzione plastica delle forme, riflette la stagione matura dell’artista. Alla stessa cifra di 50.000 euro è offerto il dipinto Manarola sotto la luna (1905 circa) di Guglielmo Amedeo Lori, già presentato alla Biennale di Venezia del 1910 e in successive rassegne dedicate ai postmacchiaioli e al divisionismo toscano. La veduta notturna, impostata su una geometria luminosa che scandisce le case del borgo ligure, restituisce un’atmosfera rarefatta e silenziosa. L’opera si colloca al centro di una piccola mostra sul divisionismo toscano proposta dalla galleria livornese, l’unica di questa edizione di Modenantiquaria a dare un taglio curatoriale, con un tema preciso, al proprio stand (che è doppio, peraltro). Sempre nella sezione otto-novecentesca, ecco San Barnaba Galleria d’Arte che espone un bel Paesaggio toscano di Giorgio Kienerk a 12.000 euro, e un Vicolo ad Arcola di Telemaco Signorini a 40.000 euro, opera che richiama i migliori esiti della sua stagione ligure, con rimandi alla sua esperienza a Riomaggiore.

Studiolo Fine Art presenta diverse opere del primo Novecento, tra cui i Pesci di Piero Persicalli, opera databile tra il 1911 e il 1913, offerta a 40.000 euro e pubblicata nella monografia di Chiara Francina del 2024. La composizione, concentrata su una resa essenziale delle forme ittiche, riflette una sensibilità grafica sintetica, tipica di questo artista di cui è in corso da alcuni anni una sentita riscoperta. Accanto, Il razzo di Anselmo Bucci (1915) è proposto a 30.000 euro. Proveniente dagli eredi dell’artista e documentato sin dagli anni Venti, il dipinto raffigura una scena notturna attraversata dal bagliore di un razzo sopra alcuni soldati in trincea: la luce improvvisa lacera l’oscurità, costruendo un contrasto netto che amplifica la tensione narrativa.

Fondantico di Tiziana Sassoli espone, oltre a un Guercino inedito che ha catturato l’attenzione di pubblico e studiosi nei primi giorni (e di cui ci è stato chiesto di non pubblicare il prezzo: siamo comunque nella fascia alta della rassegna, com’è lecito immaginare), anche una interessante Venere che incanta Amore di Gaetano Gandolfi, databile al 1770-1772 e offerta a 80.000 euro. Il dipinto è collegato all’impresa decorativa per Casa Gini a Bologna e riflette la grazia settecentesca del maestro, con una figura femminile costruita attraverso un modellato morbido e una tavolozza luminosa. Un’opera impegnativa occupa tutta una parete dello stand Antichità Giglio: è il Ritratto della duchessa Rosina Serbelloni di Pelagio Palagi, 90.000 euro, accompagnato da una scheda attributiva di Fernando Mazzocca. L’opera si distingue per l’impostazione solenne della figura e per l’attenzione ai dettagli dell’abbigliamento, in linea con la cultura figurativa dell’Ottocento colto. Grande varietà allo stand di Alice Fine Art che riunisce un paio di piccole primizie del Seicento genovese a prezzi davvero contenuti (una Allegoria della carità di Giovanni Battista Merano a 12.000 euro e un bel Ritratto di gentiluomo di Giovanni Bernardo Carbone a 6.000 euro, quest’ultimo con scheda di Giacomo Montanari) e sfodera poi il pezzo forte con la Sibilla Egizia di Antiveduto Gramatica, 45.000 euro, con contributo di Gianni Papi. Da vedere anche il San Girolamo penitente di Gregorio Preti, 75 x 99 cm, 18.000 euro. Di particolare rilievo lo stand Hartford Fine Art – Lampronti Gallery, che concentra alcune delle opere di maggior valore economico e storico di tutta la rassegna. La Madonna in gloria sulla città di Bologna di Annibale Carracci, tempera su carta notificata dal Ministero della Cultura, è proposta a 330.000 euro, mentre di Mattia Preti è presentato un Epulone e Lazzaro, a 600.000 euro, corredato da expertise di Nicola Spinosa del 2018 e del 2023. La scena evangelica è costruita, come da tipica iconografia, su un forte contrasto tra opulenza e miseria, con un impianto teatrale che riflette la maturità dell’artista. Alla stessa cifra di 600.000 euro è offerto l’Eroismo di Muzio Scevola davanti al re etrusco Lars Porsenna di Guercino, con una provenienza storica che comprende le collezioni Mattei di Paganica, Conti e Sforza Cesarini. Anche quest’opera è notificata. Raggiunge la cifra di 1.300.000 euro, opera più costosa in mostra, il Giovane che sfugge alla Cattura di Cristo del Correggio, su cui il dibattito scientifico è più intenso che mai e che secondo alcuni potrebbe essere l’originale di un’opera ben nota.

Più avanti, lo stand di Cortona Fine Art propone uno Smergo appeso attribuito a Jean-Baptiste Oudry, olio su tela del XVIII secolo, a 10.000 euro, esempio della tradizione naturalistica francese applicata al genere venatorio: sorprende per l’alto grado d’illusionismo con cui il pittore ha imitato la tavola di legno. Nello spazio di Altomani & Sons si distinguono una Vergine Vestale di Giuseppe Canart, marmo di Carrara del 1738 alto 66 cm, a 75.000 euro, con documentate provenienze inglesi, e un’Immacolata Concezione di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato, offerta a 150.000 euro, con attribuzione di Massimo Pulini e provenienza dalla Galleria Manfrin di Venezia. Completa lo stand il Trionfo con uccelli e fiori, maiolica policroma della seconda metà del XVIII secolo considerata il capolavoro assoluto di Pietro Lei, specialista della pittura su maiolica settecentesco. L’opera è proposta a 35.000 euro. Ultimo giro agli stand di Piva & C. dove si vede La Processione del Redentore di Joseph Heintz il Giovane, 80.000 euro, e da Carlo Orsi che espone due opere di sicuro rilievo: una Pastorale (1705) di Marcantonio Franceschini, a 220.000 euro, esempio del classicismo maturo bolognese, e una Madonna con il Bambino (1512 circa) di Benvenuto Tisi detto il Garofalo, a 150.000 euro, opera della prima maturità dell’artista, in equilibrio tra monumentalità e delicatezza cromatica.

Antonio Mancini, Piccola ballerina (olio su tela, 154 x 76 cm). Prezzo: oltre 200.000 euro
Antonio Mancini, Piccola ballerina (olio su tela, 154 x 76 cm). Prezzo: oltre 200.000 euro
Plinio Nomellini, Compagni di sventura (olio su tela, 65 x 65 cm). Prezzo: 35.000 euro
Plinio Nomellini, Compagni di sventura (olio su tela, 65 x 65 cm). Prezzo: 35.000 euro
Adolfo Tommasi, La raccolta delle patate (olio su tela, 85 x 149,5 cm). Prezzo: 40.000 euro circa
Adolfo Tommasi, La raccolta delle patate (olio su tela, 85 x 149,5 cm). Prezzo: 40.000 euro circa
Enrico Sorio, Seduzione (olio su tela, 134 x 82 cm). Prezzo: 12.000 euro
Enrico Sorio, Seduzione (olio su tela, 134 x 82 cm). Prezzo: 12.000 euro
Baccio Maria Bacci, La cartomante (1929; olio su tela, 84 x 68 cm). Prezzo: 50.000 euro
Baccio Maria Bacci, La cartomante (1929; olio su tela, 84 x 68 cm). Prezzo: 50.000 euro
Guglielmo Amedeo Lori, Manarola sotto la luna (1905 circa; olio su tela, 92 x 92 cm). Prezzo: 50.000 euro
Guglielmo Amedeo Lori, Manarola sotto la luna (1905 circa; olio su tela, 92 x 92 cm). Prezzo: 50.000 euro
Giorgio Kienerk, Paesaggio toscano (olio su tela, 49 x 65,5 cm). Prezzo: 12.000 euro
Giorgio Kienerk, Paesaggio toscano (olio su tela, 49 x 65,5 cm). Prezzo: 12.000 euro
Telemaco Signorini, Vicolo ad Arcola (olio su tela, 74 x 45 cm). Prezzo: 40.000 euro
Telemaco Signorini, Vicolo ad Arcola (olio su tela, 74 x 45 cm). Prezzo: 40.000 euro
Piero Persicalli, Pesci (1911-1913; tempera su carta, 28 x 41 cm). Prezzo: 40.000 euro
Piero Persicalli, Pesci (1911-1913; tempera su carta, 28 x 41 cm). Prezzo: 40.000 euro
Anselmo Bucci, Il razzo (1915; olio su tela, 103 x 78 cm). Prezzo: 30.000 euro
Anselmo Bucci, Il razzo (1915; olio su tela, 103 x 78 cm). Prezzo: 30.000 euro
Gaetano Gandolfi, Venere incanta amore (1770-1772; olio su tela, 34,5 x 44,5 cm). Prezzo: 80.000 euro
Gaetano Gandolfi, Venere incanta amore (1770-1772; olio su tela, 34,5 x 44,5 cm). Prezzo: 80.000 euro
Pelagio Palagi, Ritratto della duchessa Rosina Serbelloni (olio su tela, 184 x 121 cm). Prezzo: 90.000 euro
Pelagio Palagi, Ritratto della duchessa Rosina Serbelloni (olio su tela, 184 x 121 cm). Prezzo: 90.000 euro
Antiveduto Gramatica, Sibilla Egizia (olio su tela, 64 x 49 cm). Prezzo: 45.000 euro
Antiveduto Gramatica, Sibilla Egizia (olio su tela, 64 x 49 cm). Prezzo: 45.000 euro
Gregorio Preti, San Girolamo penitente (olio su tela, 75 x 99 cm). Prezzo: 18.000 euro
Gregorio Preti, San Girolamo penitente (olio su tela, 75 x 99 cm). Prezzo: 18.000 euro
Annibale Carracci, Madonna in gloria sulla città di Bologna (tempera su carta, 278 x 187 mm). Prezzo: 330.000 euro
Annibale Carracci, Madonna in gloria sulla città di Bologna (tempera su carta, 278 x 187 mm). Prezzo: 330.000 euro
Mattia Preti, Epulone e Lazzaro (olio su tela, 193 x 286 cm). Prezzo: 600.000 euro
Mattia Preti, Epulone e Lazzaro (olio su tela, 193 x 286 cm). Prezzo: 600.000 euro
Guercino, Eroismo di Muzio Scevola davanti al re etrusco Lars Porsenna (olio su tela, 247 x 280 cm). Prezzo: 600.000 euro
Guercino, Eroismo di Muzio Scevola davanti al re etrusco Lars Porsenna (olio su tela, 247 x 280 cm). Prezzo: 600.000 euro
Antonio Allegri, detto Correggio, Giovane che sfugge alla Cattura di Cristo (olio su tela, 56 x 46 cm). Prezzo: 1.300.000 euro.
Antonio Allegri, detto Correggio, Giovane che sfugge alla Cattura di Cristo (olio su tela, 56 x 46 cm). Prezzo: 1.300.000 euro.
Giuseppe Canart, La Vergine Vestale (1738; marmo di Carrara, altezza 66 cm). Prezzo: 75.000 euro
Giuseppe Canart, La Vergine Vestale (1738; marmo di Carrara, altezza 66 cm). Prezzo: 75.000 euro
Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato, Immacolata Concezione (olio su tela, 74 x 45,5 cm). Prezzo: 150.000 euro
Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato, Immacolata Concezione (olio su tela, 74 x 45,5 cm). Prezzo: 150.000 euro
Pietro Lei, Trionfo con uccelli e fiori (seconda metà del XVIII secolo; maiolica policroma, 24 x 46 x 34,5 cm). Prezzo: 35.000 euro
Pietro Lei, Trionfo con uccelli e fiori (seconda metà del XVIII secolo; maiolica policroma, 24 x 46 x 34,5 cm). Prezzo: 35.000 euro
Joseph Heintz il Giovane, La Processione del Redentore (olio su tela, 62 x 92 cm). Prezzo: 80.000 euro
Joseph Heintz il Giovane, La Processione del Redentore (olio su tela, 62 x 92 cm). Prezzo: 80.000 euro
Marcantonio Franceschini, Pastorale (1705). Prezzo: 220.000 euro
Marcantonio Franceschini, Pastorale (1705; olio su tela, 125 x 152,3 cm). Prezzo: 220.000 euro

La sezione della mostra collaterale intitolata Il Ritratto tra Sacro e Profano si innesta nel percorso di Modenantiquaria con un taglio tematico che mette al centro la rappresentazione dell’individuo, declinata tra devozione, allegoria e autorappresentazione. Il tema del volto e della figura, affrontato lungo un arco cronologico che va dal tardo Cinquecento al primo Novecento, si traduce in una sequenza di opere che alternano intimità psicologica, tensione narrativa e costruzione simbolica.

Si comincia con Caretto & Occhinegro che presenta una tavola di Nicolas van Verendael, Scimmie che oziano (allegoria della condizione umana), databile intorno al 1650, olio su tavola, 45.000 euro. Il dipinto, che riprende un motivo di David Teniers il Giovane, si inserisce nella tradizione fiamminga delle scene con animali caricati di significati morali. Le scimmie, raffigurate in atteggiamenti all’apparenza quotidiani, alludono alla fragilità e alla vanità dell’agire umano. Un’altra galleria di giovani, Goldfinch Fine Arts, espone il San Giuseppe con Gesù Bambino di Gaetano Gandolfi, eseguito tra il 1763 e il 1765, 90.000 euro. L’opera si colloca nella fase giovanile del maestro bolognese e riflette una sensibilità ancora pienamente settecentesca. San Giuseppe, colto in un atteggiamento affettuoso e partecipe, sostiene il Bambino in una composizione che privilegia la tenerezza del rapporto padre-figlio. La luce, morbida e avvolgente, modella le figure con gradualità, e porta lo sguardo a concentrarsi sui volti dei due personaggi, mentre la tavolozza chiara restituisce un clima di composta serenità.

La galleria Romano Fine Art propone il Ritratto di Galeazzo di Antonio Maria Nelli di Gian Girolamo Balzani, offerto a 9.000 euro. Il dipinto, di formato contenuto, concentra l’attenzione sul volto del protagonista, restituendone con sobrietà i tratti fisionomici e l’abbigliamento. La costruzione è essenziale, priva di elementi superflui, e punta a una definizione diretta dell’identità sociale del soggetto soltanto attraverso postura e sguardo.

Cantore Galleria Antiquaria presenta un Ritratto di gentiluomo di Benedetto Gennari, 95.000 euro. L’opera si colloca nell’ambito della ritrattistica emiliana del tardo Seicento, in dialogo con la tradizione guercinesca. La figura, impostata a mezzo busto, emerge da uno sfondo scuro che ne accentua la presenza plastica. L’attenzione ai dettagli dell’abbigliamento e la definizione accurata dei lineamenti si accompagnano a una ricerca di introspezione che va oltre la mera registrazione fisiognomica. Con la Galleria Frediano Farsetti il percorso si sposta all’inizio del Novecento. Le Parigine di Lorenzo Viani, datato 1908 e proposto a 140.000 euro. L’opera testimonia la stagione in cui l’artista, durante il soggiorno parigino, entra in contatto con le avanguardie e con un ambiente urbano in trasformazione. Le figure femminili, sintetizzate in linee nervose, una gamma cromatica essenziale e rese con modi singolari (una di spalle, l’altra con un trucco che la fa sembrare quasi una maschera), riflettono una tensione espressiva che supera la descrizione naturalistica per approdare a una visione più aspra e personale. Miriam Di Penta Fine Arts espone una Giuditta con la testa di Oloferne di Onorio Marinari, 32.000 euro. Il tema biblico, di forte impatto iconografico, è interpretato secondo una sensibilità fiorentina tardo-seicentesca. La figura di Giuditta, colta nel momento successivo all’azione, unisce grazia e determinazione. La luce mette in risalto l’incarnato e i tessuti cangianti, mentre il contrasto con la testa recisa accentua la tensione narrativa senza indulgere tuttavia in effetti cruenti.

Di ambito britannico è il Ritratto di proprietario terriero di Henry Raeburn, presentato da Giorgio Baratti Antiquario, 25.000 euro. La posa sicura e la resa vigorosa del volto riflettono l’interesse dell’artista per la caratterizzazione individuale. Proseguendo, Antonacci Lapiccirella Fine Art propone un Autoritratto con cappello di Francesco Paolo Michetti, databile intorno al 1800, eseguito a pastello e tempera su carta bruna e offerto a 52.000 euro. L’opera, per tecnica e impostazione, restituisce un’immagine diretta e concentrata dell’artista. Il volto si staglia contro la tesa del cappello che occupa da sola metà della composizione, la scelta del supporto e dei materiali accentua la dimensione intima dell’autoritratto.

Frascione Gallery presenta un’importante Annunciazione di Domenico Robusti, figlio del Tintoretto, databile intorno al 1595, proposta a 180.000 euro, mentre chiude il percorso Altomani & Sons con un’opera ormai ben nota ai frequentatori delle fiere d’antiquariato, dal momento che ultimamente è stata esposta con una certa frequenza (ed è stata premiata anche come miglior opera di Modenantiquaria 2025): si tratta del Modello per il Monumento Equestre a Francesco III d’Este Duca di Modena di Francesco Antonio Panzetta Cassarini, scultura in marmo bianco di Carrara statuario con inserti in marmo rosso sul basamento, proposta a 300.000 euro.

Gaetano Gandolfi, San Giuseppe con Gesù Bambino (1763-1765 circa; olio su tela, 84 x 71 cm). Prezzo: 90.000 euro
Gaetano Gandolfi, San Giuseppe con Gesù Bambino (1763-1765 circa; olio su tela, 84 x 71 cm). Prezzo: 90.000 euro
Benedetto Gennari, Ritratto di gentiluomo (olio su tela, 111,4 x 84 cm). Prezzo: 95.000 euro
Benedetto Gennari, Ritratto di gentiluomo (olio su tela, 111,4 x 84 cm). Prezzo: 95.000 euro
Lorenzo Viani, Le Parigine (1908; olio su cartone, 74,3 x 51 cm). Prezzo: 140.000 euro
Lorenzo Viani, Le Parigine (1908; olio su cartone, 74,3 x 51 cm). Prezzo: 140.000 euro
Henry Raeburn, Ritratto di proprietario terriero (olio su tela, 135,5 x 112 cm). Prezzo: 25.000 euro
Henry Raeburn, Ritratto di proprietario terriero (olio su tela, 135,5 x 112 cm). Prezzo: 25.000 euro
Francesco Paolo Michetti, Autoritratto con cappello (1800 circa; pastello e tempera su carta bruna, 533 x 380 mm). Prezzo: 52.000 euro
Francesco Paolo Michetti, Autoritratto con cappello (1800 circa; pastello e tempera su carta bruna, 533 x 380 mm). Prezzo: 52.000 euro
Domenico Robusti detto Tintoretto, Annunciazione (1595 circa; olio su tela, 215 x 175 cm). Prezzo: 180.000 euro
Domenico Robusti detto Tintoretto, Annunciazione (1595 circa; olio su tela, 215 x 175 cm). Prezzo: 180.000 euro
Francesco Antonio Panzetta Cassarini, Modello per il Monumento Equestre a Francesco III d’Este Duca di Modena Scultura in marmo bianco di Carrara statuario, con inserti in marmo rosso sul basamento. Prezzo: 300.000 euro
Francesco Antonio Panzetta Cassarini, Modello per il Monumento Equestre a Francesco III d’Este Duca di Modena Scultura in marmo bianco di Carrara statuario, con inserti in marmo rosso sul basamento. Prezzo: 300.000 euro

Mentre i galleristi segnalano vendite interessanti e numeri di pubblico importanti, per il 2027, quando ci sarà l’edizione del quarantennale, si profilano già alcune novità interessanti. Ha anticipato qualcosa il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, durante l’inaugurazione: la fiera, in particolare, potrebbe essere ospitata nell’ex Ospedale Sant’Agostino, oggi sede della Fondazione Ago, antico complesso ospedaliero che si trova nel centro storico, proprio di fronte al Palazzo dei Musei che ospita la Galleria Estense. Sede comunque comoda: è raggiungibile a piedi dalla stazione e il grande Parcheggio del Centro è collocato a cinque minuti. Vedremo quali novità ci riserverà quella che è ormai di fatto una delle fiere d’antiquariato più importanti del panorama europeo.



Gli autori di questo articolo: Federico Giannini e Ilaria Baratta

Gli articoli firmati Finestre sull'Arte sono scritti a quattro mani da Federico Giannini e Ilaria Baratta. Insieme abbiamo fondato Finestre sull'Arte nel 2009. Clicca qui per scoprire chi siamo



Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE

Commenta l'articolo che hai appena letto






Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.

MAGAZINE
primo numero
NUMERO 1

SFOGLIA ONLINE

MAR-APR-MAG 2019
secondo numero
NUMERO 2

SFOGLIA ONLINE

GIU-LUG-AGO 2019
terzo numero
NUMERO 3

SFOGLIA ONLINE

SET-OTT-NOV 2019
quarto numero
NUMERO 4

SFOGLIA ONLINE

DIC-GEN-FEB 2019/2020
Finestre sull'Arte