I Carlone e l'arte barocca a Genova nel Seicento: la prima mostra dedicata alla famiglia di pittori


Dal 29 giugno al 1° settembre l’Abbazia di San Remigio di Parodi Ligure ospita la mostra ’La terra dei Carlone. Arte barocca tra Genova e l’Oltregiogo’

C’è tempo fino al 1° settembre per vedere la mostra La terra dei Carlone. Arte barocca tra Genova e l’Oltregiogo, inaugurata lo scorso 29 giugno all’Abbazia di San Remigio a Parodi Ligure (Alessandria). Si tratta della prima mostra interamente dedicata ai Carlone, importante famiglia di scultori e pittori attivi a Genova e dintorni nel XVII secolo. La rassegna presenta al pubblico venticinque grandi tele, tra le quali opere celebri e inediti, provenienti da importanti musei (come i Musei di Strada Nuova di Genova, il Museo Diocesano di Genova, l’Accademia Ligustica) e collezioni private piemontesi, emiliane e liguri: le opere raccontano la straordinaria ascesa della famiglia Carlone nell’arte italiana tra Cinquecento e Seicento.

Legati strettamente con l’Oltregiogo, i Carlone risiedono a lungo a Parodi Ligure e dipingono per diverse chiese nel territorio: di conseguenza, loro opere sono conservate ad Arquata, Bosio, Busalla, Capriata, Casalnoceto, Gavi, Piovera, Pontecurone, San Cristoforo, Sardigliano, Serravalle Scrivia e Voltaggio. Giovanni Carlone (Genova, 1584 - Milano, 1631) dipinge opere conservate nell’Abbazia di cui il fratello Francesco è parroco, mentre l’altro fratello, Giovanni Battista (Genova, 1603 circa - Parodi Ligure, 1684 circa), compra qui casa dove cresce i suoi ventiquattro figli, tra cui l’ultimo grande artista, Andrea (Genova, 1626 - 1697). Le loro opere sono ancora collocate nelle chiese e negli oratori del territorio dell’Oltregiogo: obiettivo della mostra è anche valorizzare queste opere. Tra tutti, è celebre il soffitto affrescato per l’Oratorio dei Bianchi a Gavi.

Tra le opere in esposizione figura la straordinaria coppia di grandi tele raffiguranti Le storie di Giuseppe anticamente nella collezione dei duchi Norfolk a Londra. Di una collezione privata è il bozzetto per il soffitto affrescato di palazzo Doria De Ferrari di Genova raffigurante il Ritrovamento di Mosè, mentre inedita, nonostante la provenienza dal Museo di Palazzo Bianco di Genova, è la grande tela di Andrea Carlone raffigurante La strega di Endor.

Ideata e curata da Maurizio Romanengo, a cui si deve la progettazione dell’intero programma, la mostra intende riallacciare la straordinaria esperienza di una famiglia di artisti dei Seicento genovese con il proprio territorio. È disponibile da un ricco catalogo scientifico di oltre 120 pagine (15 € invece che 20€ per i visitatori) che si avvale della collaborazione di studiosi di primo piano quali Massimo Bartoletti della Soprintendenza della Liguria, Giacomo Montanari dell’Università di Genova, gli storici dell’arte Enrica Asselle, Gabriele Langosco e Agnese Marengo. Saranno inoltre attivati dei percorsi nelle colline dell’Oltregiogo che avranno come filo conduttore le opere dei Carlone.

La rassegna è organizzata dall’Associazione Oltregiogo. Apertura dal venerdì a domenica dalle 15:30 alle 19:30 fino al 1 settembre (biglietto gratuito per i residenti nei comuni dell’Associazione Oltregiogo, biglietti a partire da 5 €). Sono previste visite guidate con i curatori che prevedono anche un ricco aperitivo nel sagrato dell’abbazia, con il contributo di 15€ nei sabati e domeniche di luglio (per prenotazioni: Federica al numero 340-5854991). Tutte le iniziative beneficiano del contributo della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT e della Fondazione Cral.

Nella foto: un’immagine della mostra

I Carlone e l'arte barocca a Genova nel Seicento: la prima mostra dedicata alla famiglia di pittori
I Carlone e l'arte barocca a Genova nel Seicento: la prima mostra dedicata alla famiglia di pittori


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