Una cena dentro una chiesa di Lucca. ╚ l'opera di Rachel Lee Hovnanian contro le derive tecnologiche


A Lucca, nella chiesa di San Cristoforo, arriva ’Dinner for two’, mostra di Rachel Lee Hovnanian che intende far riflettere sulle derive della tecnologia.

Dal 7 agosto fino al 6 settembre, a Lucca la chiesa di San Cristoforo, nel cuore della città toscana, ospita Dinner for two, l’installazione multimediale dell’artista americana Rachel Lee Hovnanian (Parkersburg, 1959), la cui ricerca è incentrata sulle derive della nuove tecnologie.

Curata da Annalisa Bugliani e Alessandro Romanini, la mostra parte dall’installazione creata con l’intento di stimolare riflessioni sullo “zeitgeist” e sullo stato delle relazioni umane e di celebrare il potere dell’arte di destare le coscienze e fungere da stimolo e guida nei momenti bui della civiltà. Risalente al 2012, l’installazione Dinner for two mostra allo spettatore le conseguenze dell’alienazione prodotta dai dispositivi tecnologici e incrementata in questa congiuntura storica, dal distanziamento sociale. L’installazione, ospitata nella navata centrale dell’antica chiesa (che risale al IX secolo), viene declinata secondo una dinamica site specific per lo spazio espositivo, come dimostrato nella recente mostra dell’artista al Southampton Art Center di New York.

L’opera consta di una tavola sontuosamente imbandita, simbolo del convivio e fulcro delle interazioni umane, dove troviamo commensali sotto forma di una presenza video digitale e che, nonostante la condivisione rituale del pasto, sono immersi in un silenzioso isolamento interrotto solo dai suoni di notifica degli smartphones.

“Sin dalle origini della sua carriera artistica”, spiegano i due curatori, “l’opera di Rachel Hovnanian si è concentrata in maniera militante sulle derive provocate dai mezzi tecnologici di comunicazione, sulle fragilità strutturali della società minata da uno sfrenato edonismo e dal diffuso narcisismo caratteristico della nostra civiltà mediatica; fenomeni deflagrati in maniera macroscopica con la recente pandemia e il distanziamento. L’artista americana, stimola nei visitatori un atteggiamento attivo liberato dalla contemplazione passiva caratteristica dei mass media, riportando in primo piano, ancora una volta, il potere dell’arte e della cultura, di guidarci negli inverni dello spirito e della separazione dei corpi”.

La mostra comprende anche altre piccole opere e l’allestimento intende illustrare queste dinamiche, spronando riflessioni sui fenomeni amplificati dallo sviluppo tecnologico dei mass media e dei social network, ma già evidenziati in testi profetici come la Folla Solitaria del 1950 di David Riesman e analizzati in saggi come quello epocale del 1967 di Marshall McLuhan Il medium è il messaggio o quello dell’anno successivo di Guy Debord intitolato La società dello spettacolo, in cui si evidenzia la capacità dei media tecnologici di esercitare sulle persone una lusinga molto potente che ci ipnotizza in un “narcisistico torpore”.

La mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 18 alle 23. L’ingresso è libero nel rispetto delle norme anti Covid come il distanziamento e l’utilizzo della mascherina.

Una cena dentro una chiesa di Lucca. ╚ l'opera di Rachel Lee Hovnanian contro le derive tecnologiche
Una cena dentro una chiesa di Lucca. ╚ l'opera di Rachel Lee Hovnanian contro le derive tecnologiche


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