Alla Fondation Beyeler la prima grande rassegna dedicata a Rudolf Stingel in Europa


Alla Fondation Beyeler è allestita la prima grande rassegna in Europa dedicata al pittore contemporaneo Rudolf Stingel.

Si è aperta presso la Fondation Beyeler la mostra dedicata al pittore contemporaneo Rudolf Stingel (Merano, 1956): si tratta della prima grande rassegna a lui dedicata in Europa, nonché la prima in Svizzera dopo quella tenutasi alla Kunsthalle di Zurigo nel 1995.
Sono esposte in mostra le serie più significative dell’artista, ripercorrendo gli ultimi tre decenni della sua produzione. 

Il percorso espositivo si snoda nelle nove sale situate nell’ala sud della Fondation e in due ambienti del ristorante del parco Berower: non viene seguito un ordine cronologico, ma le opere sono disposte in contrapposizione tra l’una e l’altra, secondo il progetto del curatore Udo Kittelmann in collaborazione con l’artista. Alcune opere sono inedite e sono presenti anche installazioni site specific mai esposte prima. 

Rudolf Stingel ha ridefinito il concetto di pittura: fin dagli esordi negli ultimi anni Ottanta ha esplorato le potenzialità e i limiti imposti dalla pittura stessa, in un’interazione tra procedimenti artistici, materiali e forme. Accanto a diverse serie di composizioni astratte e iperrealiste, ha compiuto opere di grande formato in polistirolo o quadri realizzati con fusioni in metallo, e spazi rivestiti di tappeti e di pannelli isolanti argentei da toccare o da percorrere.

Nei primi anni Novanta ha realizzato lavori site specific: nel 1991, in occasione della sua prima personale alla Daniel Newburg Gallery di New York, ha esposto un unico lavoro, ovvero un tappeto color arancione che ricopriva tutta la galleria, tranne le pareti. Il tappeto diviene un quadro sul quale le tracce del gesto pittorico (i visitatori erano invitati a lisciare o arruffare la superficie con le loro mani come fossero pennelli) sono visibili temporaneamente, per poi svanire grazie a nuovi segni sovrascritti. Alla fine degli anni Novanta, invece, l’artista ha cominciato a lavorare su pannelli di polistirolo: appesi alle pareti, si presentano interamente ricoperti da linee e motivi incisi. 

Successivamente Stingel ha fatto rivestire interi ambienti di lastre isolanti argentate e riflettenti, invitando a lasciare messaggi o impronte: installazioni che intendono condurre alla condivisione. In altri casi ha lasciato tele già compiute sul pavimento che col tempo sono state soggette a spruzzi di colore e impronte di piedi.

Ciò che accomuna tutte le opere di Stingel sono le tracce pittoriche casuali o volute che affiorano sulle loro superfici, evocando tempo e casualità, cambiamento e degrado. Così i lavori di Stingel sollevano interrogativi fondamentali sulla comprensione e la percezione dell’arte, su memoria e caducità.

Tra le opere realizzate quest’anno, la tela iperrealista della pistola a spruzzo e una serie di cinque opere dai colori cangianti tra il rosa, il porpora e l’argento. E tre inedite installazioni site specific: un lavoro parietale costituito da un tappeto arancione che invita a tracciarvi segni con le mani; un’intera parete trasversale del museo con il motivo di un tappeto persiano sarugh, e un lavoro con pannelli isolanti in celotex che si estende su diverse pareti, sconfinando nel ristorante nel parco Berower.

La mostra è visitabile al pubblico fino al 6 ottobre 2019.

Per info: www.fondationbeyeler.ch

Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 18; mercoledì fino alle 20.

Immagine: Rudolf Stingel, Untitled (2018; olio su tela, 241,3 x 589,3 cm; tre parti, ognuna 241,3 x 193 cm).© Rudolf Stingel Photo: John Lehr

Alla Fondation Beyeler la prima grande rassegna dedicata a Rudolf Stingel in Europa
Alla Fondation Beyeler la prima grande rassegna dedicata a Rudolf Stingel in Europa


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