Steve McCurry, a Forlì la prima mondiale della grande mostra sul cibo, con 80 fotografie in gran parte inedite


Dal 21 settembre 2019 al 6 gennaio 2020, i Musei San Domenico di Forlì ospitano la prima mondiale di un’esposizione inedita con gli scatti di Steve McCurry, 4 volte vincitore del World Press Photo: si tratta di Cibo, un racconto fotografico sul cibo come elemento universale, seppur così diverso da paese a paese, un giro del mondo sui modi di produrlo, trasformarlo e consumarlo nella messa in evidenza del suo valore, dell’attenzione al non spreco e della cultura a cui rimanda, ponte di conoscenza tra i popoli. Con 80 scatti, per larghissima parte mai esposti e stampati prima, la mostra, prodotta da Civitas srl e curata da Monica Fantini, Fabio Lazzari e Biba Giacchetti con il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, è parte del capitolo “Mostre del Buon Vivere” dell’omonimo progetto di marketing territoriale.

“Ogni fotografia di Steve McCurry”, sottolinea Monica Fantini, curatrice delle Mostre del Buon Vivere insieme a Fabio Lazzari e Biba Giacchetti, “cerca l’universale nel particolare. È paradigmatica di una persona o di un’intera comunità: vale per le figure commoventi che consumano un pasto nella solitudine o nel dolore, come per i frammenti di mercati in cui i pesci, la frutta o le spezie si fanno odori, suoni, sapori e partecipazione emotiva a una realtà che, nelle differenze, riporta all’uguaglianza degli esseri umani”.

Il progetto scenico della mostra, ideato da Peter Bottazzi, si sviluppa in cinque sezioni che seguono il ciclo di vita del cibo. Le fotografie, scattate da McCurry tra America Latina, Asia ed Europa nel corso della sua carriera ultratrentennale, sono accompagnate da strutture scenografiche e da video che rendono la visita un’esperienza immersiva dal punto di vista fisico ed emozionale. Dopo la prima sezione che introduce al ciclo di vita del cibo, la seconda mostra il pane come alimento primario, linguaggio universale. La terza sezione è dedicata alla produzione del cibo e quindi al lavoro nei campi, nelle piantagioni e in mare. La quarta è focalizzata sulla trasformazione del cibo, mentre la quinta è dedicata alla coesione che questo genera, allo stare insieme nel consumarlo, nello sfamarsi, nel non sprecarlo, il cibo riportato al suo valore centrale di vita.

Nato nel 1950 nei sobborghi di Philadelphia, McCurry studia cinema e storia alla Pennsylvania State University prima di andare a lavorare in un giornale locale. Dopo molti anni come freelance, McCurry compie un viaggio in India, il primo di una lunga serie. Con poco più di uno zaino per i vestiti e un altro per i rullini, si apre la strada nel subcontinente, esplorando il paese con la sua macchina fotografica. Al confine con il Pakistan, incontra un gruppo di rifugiati dell’Afghanistan, che gli permettono di entrare clandestinamente nel loro paese, proprio quando l’invasione russa chiudeva i confini a tutti i giornalisti occidentali. Riemergendo con i vestiti tradizionali e una folta barba, McCurry trascorre settimane tra i Mujahidin, così da mostrare al mondo le prime immagini del conflitto in Afghanistan, dando finalmente un volto umano ad ogni titolo di giornale. Da allora, McCurry ha continuato a scattare fotografie mozzafiato in tutti i sei continenti. I suoi lavori raccontano di conflitti, di culture che stanno scomparendo, di tradizioni antiche e di culture contemporanee, ma sempre mantenendo al centro l’elemento umano che ha fatto sì che la sua immagine più famosa, la ragazza afgana, fosse una foto così potente. McCurry è stato insignito di alcuni tra i più importanti premi della fotografia, inclusa la Robert Capa Gold Medal, il premio della National Press Photographers e per 4 volte ha vinto il World Press Photo. Il ministro della cultura francese lo ha nominato cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere; più recentemente, la Royal Photographic Society di Londra gli ha conferito la Centenary Medal for Lifetime Achievement.

La mostra Cibo di Steve McCurry è aperta dal martedì alla domenica dalle ore 9:30 alle 19:00. La biglietteria chiude un’ora prima. Chiusura tutti i lunedì e il 25 dicembre. Aperture straordinarie il 24 e 31 dicembre dalle 9:30 alle 13:30, il 1° gennaio 2020 dalle 14:30 alle 19:00, il 26 dicembre dalle 9:30 alle 19:00. Biglietti: intero 12 euro, ridotto 10 euro per gruppi tra 15 e 25 persone, minori di 18 e maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni, studenti universitari con tesserino. Gratis per per bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, diversamente abili con accompagnatore, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino. Per informazioni sulla mostra: info@mostramccurry.it, www.mostramccurry.it.

Immagine: Steve McCurry, Wadi Hadramaut, Yemen, 1999 © Steve McCurry.

Steve McCurry, a Forlì la prima mondiale della grande mostra sul cibo, con 80 fotografie in gran parte inedite
Steve McCurry, a Forlì la prima mondiale della grande mostra sul cibo, con 80 fotografie in gran parte inedite


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