A Trani una mostra su Tina Modotti con 50 fotografie


Dal 7 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020, il Palazzo delle Arti Beltrani di Trani ospita la mostra Tina Modotti, Immagini dalla Galerie Bilderwelt

Dal 7 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020, il Palazzo delle Arti Beltrani di Trani ospita la mostra Tina Modotti, Immagini dalla Galerie Bilderwelt, che raduna cinquanta immagini di Tina Modotti (Udine, 1896 - Città del Messico, 1942) in arrivo dalla Galleria Bilderwelt di Reinhard Schultz (Berlino). La mostra vuole celebrare una delle più grandi fotografe del Novecento attraverso un progetto espositivo pensato dalla storica dell’arte Alessia Venditti (curatrice della mostra), che delinea il percorso evolutivo della Modotti dalle sue prime foto sino alle ultime, raccontando per immagini la sua vicenda esistenziale e artistica.

Nel suo breve e luminoso percorso biografico, costellato di viaggi, passioni e separazioni, Tina Modotti (nata Assunta Adelaide Luigia Modotti) esprime gran parte delle inquietudini culturali e politiche di inizio Novecento. È oggi universalmente riconosciuta tra le maggiori fotografe e fotoreporter italiane attive durante la prima metà del secolo breve. Donna poliedrica, fotografa e rivoluzionaria di origini friulane emigrata negli Stati Uniti e poi trasferitasi in Messico, dove partecipò attivamente alla fervida vita culturale e politica che negli Anni Venti del Novecento animò il Paese. Nel mondo della fotografia il suo nome è legato a quello del fotografo Edward Weston, di cui fu modella, musa e amante. Iniziato in Italia, il suo percorso umano ed artistico la portò a Los Angeles, Hollywood, San Francisco, Città del Messico, Spagna, Russia per poi ritornare nel suo amato Messico. Lo spirito creativo e la sua indole di attivista rivoluzionaria furono le leve che la spinsero a spostarsi da un Paese all’altro. Con il suo fascino di donna creativa ed indipendente fece innamorare molti uomini, di altri ne divenne sodale, incrociando il suo cammino con personaggi del calibro di Diego Rivera, Frida Khalo, David Alfaro Siqueiros, Robert Capa, Ernest Hemingway e Jon Dos Passos. Amica di Pablo Neruda, suoi i versi che celebrano la vita di Tina Modotti, alcuni dei quali sono incisi come epitaffio sulla sua lapide a stigmatizzare la sua indomita esistenza “non muore il fuoco”.

Le opere della fotografa friulana sono esposte nei più importanti musei del mondo, tra cui l’International Museum of Photography and Film at George Eastman House di Rochester (New York), il più antico museo del mondo dedicato alla fotografia, e la Library of Congress di Washington, la biblioteca nazionale degli Stati Uniti. Fu la stessa Modotti a più riprese a definire ciò che si proponeva di raggiungere con la sua fotografia, testimonianza del suo desiderio di modernità, affrancandosi dalla ricerca dell’effetto artistico a tutti i costi. La sua capacità di racconto attraverso l’obiettivo divenne la chiave per rivelare “senza trucchi” l’affascinante e multiforme realtà in continua evoluzione di un periodo storico complesso come quello della prima metà del XX secolo, periodo che ella stessa visse da protagonista. Nel 1926 disse: “desidero fotografare ciò che vedo, sinceramente, direttamente, senza trucchi, e penso che possa essere questo il mio contributo a un mondo migliore”. Nel 1929, definendo il suo punto di vista, la Modotti spiegò: “Mi considero una fotografa, niente di più. Se le mie foto si differenziano da ciò che viene fatto di solito in questo campo, è precisamente perchè io cerco di produrre non arte, ma oneste fotografie, senza distorsioni o manipolazioni. La maggior parte dei fotografi vanno ancora alla ricerca dell’effetto ’artistico’, imitando altri mezzi di espressione grafica. Il risultato è un prodotto ibrido che non riesce a dare al loro lavoro le caratteristiche più valide che dovrebbe avere: la qualità fotografica”.

“La mostra di Trani”, spiega Alessia Venditti, “vuole ripercorrere cronologicamente la vita dell’artista attraverso una selezione di opere dei vari periodi, aventi come fil rouge il comune valore storico e documentaristico, e pone l’esposizione in un’ideale relazione dialogica con la collezione permanente otto e novecentesca di Palazzo Beltrani, sede anche della Pinacoteca Ivo Scaringi, sollecitando così il visitatore a riflettere sui rapporti storico-sociali insiti in ogni singolo risultato artistico”.

L’impianto espositivo, fortemente voluto dall’Assessorato alle Culture del Comune di Trani, diretto da Felice Di Lernia, e realizzato grazie all’Associazione delle Arti in collaborazione per i testi con le storiche dell’arte romane Sara Esposito e Francesca Macera, è completato dalla proiezione, visibile durante la fruizione della mostra, del film The Tiger’s Coat del 1920 (Pelle di tigre, regia di Roy Clements, USA), unica testimonianza giunta ai giorni nostri della parentesi attoriale hollywoodiana di Tina Modotti. 

La mostra apre tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10 alle 18. Biglietti: intero 8 euro, ridotto 4 euro, ridotto scuole 3 euro, biglietto famiglie 20 euro. Per informazioni visitare il sito di Palazzo Beltrani.

Nella foto: Tina Modotti in una scena del film Tiger’s coat

A Trani una mostra su Tina Modotti con 50 fotografie
A Trani una mostra su Tina Modotti con 50 fotografie


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Novecento     Cinquecento     Ottocento     Quattrocento     Firenze     Barocco     Toscana     Roma    

NEWSLETTER