Una mostra a Massa indaga il linguaggio pittorico di Claudio Cargiolli


Il Museo Diocesano di Massa inaugura il 29 novembre “Oltre la trama”, esposizione dedicata alla ricerca di Claudio Cargiolli, artista toscano attivo dagli anni Settanta e autore di un linguaggio visivo riconoscibile, analizzato da Mauro Daniele Lucchesi e Alessandro Romanini.

Viene inaugurata sabato 29 novembre alle 16.30 negli spazi del Museo Diocesano di Massa, Oltre la trama, la nuova mostra dedicata a Claudio Cargiolli (Ponzanello, 1952). L’esposizione, visitabile fino all’11 gennaio 2026, promossa dall’Associazione Quattro Coronati in collaborazione con il Museo, presenta un’ampia selezione di opere che consente di ripercorrere una ricerca avviata negli anni Settanta e sviluppata attraverso un linguaggio pittorico divenuto nel tempo pienamente distintivo. Il percorso è accompagnato da un testo critico firmato da Mauro Daniele Lucchesi e Alessandro Romanini, che analizzano le caratteristiche formali e concettuali della produzione dell’artista. Cargiolli, figura di riferimento nell’ambito della scena toscana, ha costruito nel corso dei decenni un vocabolario visivo riconoscibile, fondato su una combinazione di rigore compositivo e apertura all’immaginazione. Dalle prime esposizioni curate da Pier Carlo Santini alle più recenti sperimentazioni, la sua pratica ha assunto forma attraverso un progressivo affinamento di strutture interne che orientano la lettura delle immagini. L’architettura delle sue opere richiama un metodo di costruzione che non lascia spazio al caso e che invita il pubblico a una fruizione attiva, oltre la semplice percezione immediata.

“La composizione messa in atto da Cargiolli”, spiegano Mauro Daniele Lucchesi e Alessandro Romanini, “è una sapiente distillazione di elementi spaziali e linguistici, un vero e proprio linguaggio cinematografico. Un lavoro sulla profondità di campo (anche quando sembra rinunciare all’articolazione dei piani e alla profondità prospettica a favore della bidimensionalità e dell’appiattimento visuale), che richiede un raffinato “montaggio interno” basato sull’orchestrazione e sulla coreografia di personaggi, oggetti ed elementi naturali. Il percorso espositivo evidenzia inoltre l’evoluzione del linguaggio di Cargiolli: dalla solidità prospettica dei primi lavori sino all’essenzialità delle opere più recenti, in cui la bidimensionalità diventa scelta consapevole che esalta la forza simbolica delle immagini. Una pittura che, nella sua ricchezza di rimandi culturali e nella sua levità calviniana, riafferma con vigore la vitalità del mezzo pittorico. Una mostra che offre al pubblico un’occasione preziosa per riscoprire un artista la cui opera continua a sorprendere per profondità, eleganza compositiva e potenza immaginativa”.

Un'opera di Claudio che ritrae un gatto bianco e nero
Opera di Claudio Cargiolli che ritrae un gatto bianco e nero

La mostra pone l’accento su questa modalità di coinvolgimento, legata alla capacità dell’artista di creare dispositivi narrativi che sollecitano l’osservatore. Le superfici dipinte si presentano come spazi stratificati, attraversati da frammenti, simboli e richiami che chiedono di essere interpretati. L’idea di un’archeologia personale, evocata da Cargiolli, emerge dal rapporto che il visitatore instaura con elementi disseminati all’interno della composizione, ciascuno portatore di potenziali sviluppi narrativi. Il pubblico è così invitato a ricostruire percorsi individuali a partire dalle tracce disseminate nella scena pittorica. Oltre la trama mette inoltre in evidenza la capacità di Cargiolli di fondere disciplina geometrica e slancio poetico. La profondità di campo diventa uno strumento per articolare piani narrativi sovrapposti, mentre l’intertestualità visiva si manifesta attraverso connessioni che possono rimandare tanto alla tradizione occidentale quanto a suggestioni provenienti dalla miniatura orientale. L’artista utilizza prospettive illusive, pattern decorativi e diagonali luminose come strumenti per guidare lo sguardo, creando un percorso che si sviluppa in modo dinamico all’interno della scena raffigurata.

L’impianto delle composizioni mostra un dialogo costante tra razionalità e apertura immaginativa. Gli scarti visivi, le discontinuità e le variazioni luministiche non hanno funzione ornamentale, ma contribuiscono a determinare il ritmo interno dell’opera e a suggerire un avanzamento narrativo che rimanda a dispositivi teatrali o cinematografici. Il risultato è una pittura che si colloca in una dimensione di equilibrio formale, pur lasciando spazio a interpretazioni plurime e a un coinvolgimento diretto dello spettatore.

Note sull’artista

Originario di Ponzanello, località nei pressi di Fosdinovo (Massa-Carrara) dove nacque nel 1952, Claudio Cargiolli si è formato al Liceo Artistico e poi all’Accademia di Belle Arti di Carrara, città in cui tuttora risiede e svolge la propria attività. Fin dagli inizi del suo percorso ha evidenziato un approccio aperto e indipendente, orientato a valorizzare immaginazione e invenzione visiva, con un distacco costante dalle mode del momento e un’attenzione prioritaria alla qualità del fare pittorico. A partire dal 1968 ha preso parte a molte rassegne e nel 1971 ha tenuto la sua prima personale.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraOltre la trama
CittàMassa
SedeMuseo Diocesano di Massa
DateDal 30/11/2025 al 11/01/2026
ArtistiClaudio Cargiolli
TemiArte contemporanea

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