Cortona, Museo Diocesano

Musei d'Italia

2014, Sesta puntata

Di fronte al Duomo, in una piazza da cui si gode una bellissima vista sulla vallata sottostante, troviamo il Museo Diocesano di Cortona, ospitato nell'antica chiesa del Gesù. È uno dei musei più interessanti della Toscana, perché la qualità delle opere qui conservate è altissima. Ci troviamo capolavori del Beato Angelico, di Luca Signorelli, dei Lorenzetti, di Federico Zuccari e diversi altri artisti, fino ad arrivare al Novecento con Gino Severini. Per gli amanti dell'arte del Rinascimento toscano, una visita al Museo Diocesano di Cortona è imprescindibile, anche perché Cortona è un borgo antico e incantevole. Ilaria ci fa scoprire il Museo e ci parla di alcune delle opere che sono qui conservate!

La Toscana racchiude in sé numerose città in cui possiamo trovare arte ovunque. Pensiamo a Firenze, Pisa, Lucca, Pistoia, Siena, Arezzo o a splendidi borghi caratteristici come San Gimignano, Volterra, Castiglion Fiorentino (dove siamo stati ospitati per il nostro primo blog tour) o Cortona. Paesini che, essendo molto vicini all'Umbria, risentono notevolmente dell'influsso umbro, rendendoli somiglianti nel loro aspetto: l'elemento principale è la pietra, stradine strette e ripide si intrecciano in questi luoghi magici, dove angolini fioriti danno profumatissime note di colore al paesaggio predominante. Cortona è uno di questi. Di certo non è molto “comodo” salire e scendere per le viuzze erte che la caratterizzano, ma vale veramente la pena visitarla in lungo e in largo per cogliere ogni suo minimo spazio. Come potete immaginare, il museo che sto per presentarvi si trova in una piazza tutta in pietra, da cui tra l'altro si può godere di un bellissimo panorama!

Eccoci nel Museo Diocesano della città. Ospitato all'interno dell'antica Chiesa del Gesù, il museo ci offre opere di grandissima importanza per la storia dell'arte e venne creato proprio per tutelare e raccogliere in un unico spazio opere provenienti dalle chiese e dai luoghi sacri cortonesi. Iniziamo con il sarcofago romano, uno dei resti antichi trovati nei pressi della Cattedrale, che rappresenta il Combattimento tra Dioniso e le Amazzoni e proseguiamo trovandoci ad ammirare frammenti di affreschi raffiguranti storie di vita di santa Margherita, realizzati dai Lorenzetti, che decorarono tutta la chiesa un tempo dedicata alla santa.

Ilaria al Museo Diocesano di Cortona
Ilaria davanti al Museo Diocesano di Cortona

La sala successiva, dove in passato si trovava la chiesa superiore, ospita i maggiori capolavori della collezione: l'Annunciazione e il Trittico del Beato Angelico e la Madonna della cintola di Bartolomeo della Gatta. La meraviglia di trovarsi davanti a questi capolavori è indescrivibile; solo soffermandosi sui minimi particolari si comprende la loro importanza e la loro bellezza: le ali e la veste dell'arcangelo nell'Annunciazione, la luce che emana il dipinto, la finezza con cui l'artista ha rappresentato questa scena, l'espressività delle facce degli apostoli nel dipinto di Bartolomeo della Gatta, nonché la posa particolarissima con cui ha rappresentato Cristo. Inoltre, nella stessa sala, si trova il Trittico del Sassetta che presenta la Madonna dell'Umiltà tra santi.

Proseguendo siamo nella sala dedicata a Luca Signorelli, dove protagonista indiscusso è il Compianto sul Cristo morto. Anche qui si nota la ricchezza e la finezza nella cura dei particolari, soprattutto negli abiti, e l'espressività dei personaggi che circondano il corpo di Cristo, che poggia la testa sulle ginocchia di Maria e i piedi sulle gambe della Maddalena, mentre un'altra donna stringe a sé e bacia la sua mano. Da notare le scene che si vedono sullo sfondo: a sinistra la Crocifissione e a destra la Resurrezione, che descrivono in successione gli ultimi tre episodi della storia di Cristo. Di notevole importanza è inoltre la Comunione degli apostoli, dipinto realizzato dallo stesso Signorelli nel 1512, come possiamo vedere dalla data posta sull'ultima colonna a destra, mentre la firma compare sull'ultima colonna a sinistra, entrambe finemente decorate. Molto bello anche il pavimento su cui poggiano i personaggi.

Un'altra bella opera esposta nella parte superiore dell'edificio è l'Assunzione della Vergine di Federico Zuccari, in cui la Madonna, circondata da un radioso fascio di luce, è affiancata da san Giovanni Battista con l'immancabile agnellino e da santa Caterina con il suo simbolo del martirio, la ruota.

Dopo aver percorso lo scalone monumentale realizzato da Filippo Berrettini, nipote di Pietro da Cortona, e aver osservato, appesi alle pareti, i cartoni preparatori della Via Crucisdi Gino Severini, grande artista del Novecento, ci troviamo nella parte inferiore dell'edificio, che un tempo costituiva l'Oratorio della Chiesa. Qui salta subito alla vista la bella Croce sagomata, opera di Pietro Lorenzetti, e la decorazione ad affresco delle pareti realizzata dal Doceno.

L'ultima sala del museo è invece dedicata agli arredi sacri e ai paramenti, tra cui di notevole bellezza è il Parato Passerini, che doveva essere indossato da papa Leone X durante la sua visita a Cortona.

È un museo ricco di veri capolavori della storia dell'arte, come abbiamo visto, e per questo merita sicuramente una visita; oltretutto Cortona è uno splendido borgo, motivo in più per passare qui qualche giorno!



Informazioni utili



Il Museo Diocesano di Cortona si trova nel centro dell'antica cittadina toscana, in un borgo medievale. Il centro è inaccessibile alle auto, ma fuori dalla cinta muraria ci sono diversi parcheggi dove è possibile lasciare il proprio mezzo. Chi volesse invece arrivare a Cortona con i mezzi pubblici, può scendere alla stazione di Camucia-Cortona, che si trova però a valle, a circa 4 km dal borgo: per arrivarci è quindi necessario prendere un autobus (ci sono diverse linee che collegano la stazione al centro storico). Malgrado la sua grande importanza, il museo non ha purtroppo un sito proprio, e le informazioni su biglietti e orari sono reperibili sul sito della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.




Visualizzazione ingrandita della mappa

Ilaria Baratta