Bologna, Pinacoteca Nazionale

Musei d'Italia

2014, Settima puntata

Chi visita Bologna non può non dedicare una tappa alla magnifica Pinacoteca Nazionale, uno dei musei più importanti d'Italia. La raccolta documenta in modo molto significativo la pittura emiliana dal Duecento fino al Settecento, con opere di alcuni tra i più grandi maestri della storia dell'arte, a cominciare da Giotto e Vitale da Bologna. Attraverso un percorso che si snoda attraverso secoli di storia sarà possibile ammirare opere di artisti come Francesco Francia, Lorenzo Costa, Francesco del Cossa, Ercole de' Roberti, e passando attraverso Raffaello, il Parmigianino, Tintoretto ed El Greco si arriverà al secolo d'oro della pittura bolognese, il Seicento, con i capolavori dei Carracci e di Guido Reni, e passando attraverso le opere del Guercino e di Guido Cagnacci si giungerà al Settecento.

Oggi voi porto in una città del Nord Italia di cui, qui, nella nostra rubrica Musei d'Italia, non vi ho mai parlato. Vi do qualche indizio per indovinare dove siamo... è una città accogliente, sede dell'Università più antica d'Europa; i suoi lunghi portici caratterizzano il suo centro e la sua piazza principale è una delle più grandi e più belle d'Italia, a cui sono state dedicate anche canzoni. Se aggiungo un altro indizio capirete subito di che città si tratta: ha due torri molto famose! Avete capito? Ma certo, siamo a Bologna!

Una città bellissima, ricca di cultura e di arte ed è proprio di questo che vi parlerò, poiché la sua Pinacoteca Nazionale è un vero gioiello dell'arte italiana.

La Pinacoteca si trova proprio nella zona universitaria, nello stesso edificio dove ha sede l'Accademia di Belle Arti e, insieme ad altri palazzi, costituisce il quartiere dove la cultura fa da padrona.

Trenta sale percorrono la storia dell'arte dal Duecento al Settecento, dando maggior risalto al Cinquecento e al Seicento, cosa più che ovvia se si pensa all'importanza del Seicento bolognese con le opere dei Carracci, del Guercino e di Guido Reni.

Ilaria all'ingresso della Pinacoteca Nazionale di Bologna
Ilaria all'ingresso della Pinacoteca Nazionale di Bologna

Si inizia quindi da Vitale da Bologna che realizzò il San Giorgio e il Drago e le Storie di Sant'Antonio Abate, anche se il percorso espositivo si apre con il Crocifisso proveniente dalla Chiesa di Santa Maria del Borgo, attribuito all'artista Jacopo di Paolo. Un altro importante Crocifisso si trova nella sala successiva, opera di Giovanni da Modena, uno degli esponenti del Gotico, periodo a cui è dedicata l'intera sala. Le sei sale successive mostrano importanti opere di artisti non bolognesi, a cominciare da Giotto e dal suo polittico per la chiesa di Santa Maria degli Angeli, unica opera firmata dell'artista a Bologna, in cui compaiono al centro la Madonna in trono col Bambino e ai lati San Pietro, San Paolo e i due arcangeli Gabriele e Michele; nella stessa sala, l'Ultima Cena di Andrea di Bartolo e una bella Madonna in trono col Bambino e angeli di Lorenzo Monaco. All'interno di queste sei sale sono comprese inoltre opere degli ultimi anni del Gotico e gli affreschi della chiesa di Santa Maria di Mezzaratta, iniziati da Vitale da Bologna e raffiguranti Storie del Vecchio Testamento, Storie di Cristo e Storie della Passione.

Si prosegue con il Quattrocento e il Rinascimento, epoca rappresentata nella Pinacoteca dai Vivarini e da Cima da Conegliano; di quest'ultimo possiamo ammirare la Madonna col Bambino, opera caratterizzata da determinatezza dei contorni e dei dettagli, ma anche da toni delicati, nonché dallo sfondo paesaggistico tipico della pittura veneta del tempo. Opera dei Vivarini è invece il grande Polittico, mentre solo Antonio realizzò il particolarissimo Gesù Cristo che sporge dal sepolcro, in cui Cristo appare in primissimo piano, quasi come per voler uscire dal quadro, i cui contorni delimitano perfettamente il limite tra la sua figura e lo sfondo, il caratteristico paesaggio delle pitture venete di quegli anni. L'arte durante la signoria dei Bentivoglio, signori di Bologna nel primo Rinascimento, è dominata da Francesco del Cossa, Ercole de' Roberti, Lorenzo Costa e Francesco Francia. Alcune tra le loro opere più significative esposte qui sono la Pala dei Mercanti di Francesco del Cossa, il frammento del volto di Maria Maddalena piangente e il san Michele Arcangelo di Ercole de' Roberti, la Pala di santa Tecla e altre opere, come la bella Adorazione del Bambino con i Magi in lontananza o la Sepoltura di Gesù Cristo, di Lorenzo Costa. I dipinti di Francesco Francia sono molti: ricordiamo la Pala Scappi, la Pala Felicini, il Padre Eterno, ma quella che mi è piaciuta particolarmente è la Visione di Sant'Agostino. I colori, il paesaggio che fa da sfondo e unisce due scene cronologicamente lontane tra loro, ovvero la Madonna che allatta il Bambino e Cristo sulla croce, la delicatezza e la perfezione dei personaggi rendono quest'opera molto piacevole da ammirare.

L'ingresso della Pinacoteca Nazionale di Bologna
L'ingresso della Pinacoteca Nazionale di Bologna

Si passa poi al Cinquecento e nelle sale dedicate a questo secolo non possono di certo mancare il grande Raffaello con le sua Estasi di Santa Cecilia e il suo San Giovanni Battista, il Perugino con la sua Madonna col Bambino in gloria tra santi e il Parmigianino con la sua Madonna col Bambino e i santi Margherita, Girolamo e Petronio, opera dalla straordinaria eleganza e raffinatezza. L'Ultima Cena di El Greco spicca grazie alle sue tinte tipicamente manieriste.

Rimaniamo incantati nell'ammirare grandi capolavori dei più grandi artisti del Cinquecento veneto e genovese, come il Tintoretto, Tiziano e Luca Cambiaso, e del Manierismo maturo, tra cui Bartolomeo Passerotti, Camillo Procaccini, Prospero Fontana e Giorgio Vasari.

Particolare attenzione va dedicata alla sezione del Seicento, secolo fondamentale e importantissimo per la storia dell'arte bolognese, il cosiddetto Seicento bolognese. Davanti a noi appaiono dipinti dei Carracci, di Guido Reni, del Guercino, di Giovanni Lanfranco e del Domenichino. Capolavori come la Conversione di Saulo e l'Annunciazione di Ludovico Carracci, l'Assunzione della Vergine realizzata da Agostino Carracci, la Strage degli Innocenti, il san Sebastiano e Sansone vittorioso di Guido Reni ci fanno innamorare sempre di più dell'arte e poi è presente anche un dipinto di Guido Cagnacci, uno dei nostri artisti preferiti.

L'artista più significativo del Settecento presente nella Pinacoteca è Giuseppe Maria Crespi: caratteristiche sono le sue pitture di genere, come vediamo nella sua Scena di fattoria, e i suoi ritratti, in particolare il Ritratto di cacciatore, dove il cacciatore raffigurato in una posa insolita è circondato dai suoi cani e dalle prede cacciate, rappresentate con abilità naturalistica. Visitare la Pinacoteca Nazionale di Bologna significa percorrere gran parte della storia dell'arte italiana, ma, a nostro avviso, significa anche approfondire particolarmente un secolo di grande realizzazione pittorica, di cui Bologna può sentirsi profondamente orgogliosa.



Informazioni utili



La Pinacoteca Nazionale di Bologna si trova ai margini del centro della città, nella zona universitaria. Se si arriva in treno, la si può raggiungere a piedi, in circa venti minuti: si prende il primo tratto di via Indipendenza, si svolta in via Irnerio, e nei pressi dell'Università si svolta in via de Rolandis: la Pinacoteca si trova all'incrocio tra quest'ultima e via delle Belle Arti. Per chi preferisse l'autobus, ci sono le linee 36 e 37 che partono dalla piazza della stazione e raggiungono la Pinacoteca in cinque minuti. Per chi invece volesse arrivare in auto, la Pinacoteca è in una zona a traffico limitato: si consiglia quindi di lasciare l'auto in uno dei parcheggi a pagamento delle strade appena fuori dai viali che circondano il centro storico (per esempio, via san Donato). Il sito della Pinacoteca, dove trovare info su costi, biglietti nonché tutte le opere della collezione descritte (oltre alla visita virtuale e informazioni di vario tipo) è www.pinacotecabologna.beniculturali.it.




Visualizzazione ingrandita della mappa

Ilaria Baratta








Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Ottocento     Novecento     Cinquecento     Firenze     Quattrocento     Barocco     Genova     Roma    

NEWSLETTER