Il Museo di Torcello entra nella rete della Fondazione Musei Civici di Venezia, rafforzando il sistema museale della laguna e ampliando il racconto della sua storia, dalle testimonianze più antiche della presenza umana fino allo sviluppo della civiltà medievale e dell’arte moderna. Questo passaggio, che riguarda un complesso museale di proprietà della Città metropolitana, assume un’importanza rilevante non solo dal punto di vista gestionale, con l’inserimento nel percorso dei Musei delle Isole insieme a Murano e Burano, ma anche sotto il profilo culturale, grazie all’integrazione nelle attività educative di MUVE e ai futuri interventi di valorizzazione del patrimonio. Il museo diventa così un tassello fondamentale per comprendere le origini della civiltà veneziana, offrendo una prospettiva finora solo parzialmente esplorata.
Torcello, tra i più antichi insediamenti della laguna e centro vitale già in epoca tardoantica e altomedievale, fu un importante nodo commerciale sin dall’età romana e rappresenta ancora oggi un punto di riferimento per comprendere la nascita di Venezia.
Nell’ambito dei primi interventi di valorizzazione, MUVE ha realizzato opere di manutenzione, aggiornato gli apparati didattici per rendere il percorso più accessibile e riaperto al pubblico il deposito nella loggia del Palazzo dell’Archivio, ora visibile, che mette in evidenza il significativo patrimonio lapideo qui conservato. Il complesso museale, che comprende il Palazzo del Consiglio e il Palazzo dell’Archivio con le rispettive collezioni, è stato concesso al Comune di Venezia in uso gratuito per nove anni ed è oggi gestito dalla Fondazione attraverso una concessione pluriennale, con l’obiettivo di dare continuità al lavoro di studio e valorizzazione già avviato, dedicato alla conoscenza della “Venezia prima di Venezia”. In questo contesto, antico emporio fluviale e marittimo e centro economico e religioso dell’alto Adriatico nei secoli precedenti l’affermazione della città, MUVE amplia il proprio racconto connettendo i musei civici alle radici più profonde della laguna e delle civiltà che l’hanno abitata e attraversata.
Le collezioni del museo, nate alla fine dell’Ottocento grazie all’iniziativa di collezionisti veneziani, si articolano in due sezioni (l’Archeologica e la Medievale e Moderna) e illustrano la storia millenaria dell’isola e i suoi rapporti con l’entroterra e con Venezia. La Sezione Archeologica conserva reperti che testimoniano antichi traffici e scambi, come vasi micenei e ciprioti, materiali preistorici e una significativa raccolta glittica, oltre a opere di pregio come una corniola incisa con le mura di Troia, un sigillo islamico in agata e la coppa romana firmata “Clemens”, rinvenuta proprio a Torcello; tra i pezzi più rilevanti figurano anche l’Erma di Hermes Propylaios, copia romana da Alcamene, e la testa velata del dio Kronos.
La Sezione Medievale e Moderna, ospitata nel Palazzo del Consiglio, espone opere databili tra il VI secolo e l’Ottocento, documentando il periodo in cui Torcello fu un centro urbano di grande importanza. Tra i materiali più significativi si distinguono frammenti musivi del XII secolo raffiguranti Cristo e gli angeli, affini ai mosaici della Basilica di San Marco, oltre a lacerti raffiguranti il gruppo dei Giusti e un Angelo che facevano parte del Giudizio Universale posto sulla controfacciata della Basilica di Torcello, staccati durante un restauro nell’Ottocento. Di particolare interesse sono anche le teste musive degli arcangeli Michele e Gabriele, provenienti dalla chiesa ravennate di San Michele in Africisco, e un frammento architettonico con l’iscrizione “…MPORI…”, forse legata alla definizione di Torcello come emporion mega riportata dall’imperatore Costantino Porfirogenito.
Il percorso si completa con opere come la scultura lignea di Santa Fosca e un ciclo di tele e portelle d’organo attribuite a Paolo Veronese (o al fratello Benedetto) e alla sua bottega, oltre a simboli della Serenissima come il leone marmoreo e le “bocche di leone” per le denunce segrete, testimonianza del ruolo civile e istituzionale dell’isola nel corso dei secoli.
Con questa integrazione, la Fondazione rafforza il proprio sistema museale e restituisce centralità a uno dei luoghi più antichi e significativi della laguna, offrendo al pubblico una lettura più ampia e articolata della storia veneziana.
Orari: da aprile a ottobre dalle 11 alle 17.30; da novembre a marzo dalle 11 alle 17. Chiuso il lunedì.
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