Sarà lo studio giapponese di Kengo Kuma ad ampliare la National Gallery di Londra


È lo studio giapponese Kengo Kuma and Associates ad aggiudicarsi, in collaborazione con BDP e MICA, il concorso internazionale per la progettazione della nuova ala della National Gallery di Londra.

È lo studio giapponese Kengo Kuma and Associates, fondato a Tokyo nel 1990 da Kengo Kuma e attivo nel campo dell’architettura e del design, ad aggiudicarsi, in collaborazione con BDP e MICA, il concorso internazionale per la progettazione della nuova ala della National Gallery di Londra. L’intervento rientra nel cosiddetto Progetto Domani, un ambizioso piano di sviluppo del valore complessivo di 750 milioni di sterline.

Questo progetto rappresenta la trasformazione più ampia e significativa del museo dalla sua fondazione, avvenuta circa due secoli fa. Tra gli obiettivi principali vi è l’estensione della collezione oltre il 1900, con l’intento di rendere la National Gallery l’unico museo al mondo dedicato esclusivamente alla pittura, capace di offrire una visione completa dell’evoluzione della tradizione pittorica occidentale.

Nel settembre 2025 l’istituzione ha indetto un concorso internazionale di architettura per la realizzazione della nuova ala destinata ad accogliere l’ampliamento della collezione. Sono state presentate 65 proposte, dalle quali sono stati selezionati sei studi finalisti ammessi alla fase progettuale.

La proposta sviluppata da Kengo Kuma and Associates insieme a BDP e MICA è stata giudicata dalla giuria come “esemplare”. “Il progetto è al contempo innovativo e splendido, e soddisfa l’ambizione e la sensibilità richieste per una commissione di galleria internazionale. È rispettoso delle gallerie dell’ala Sainsbury... e l’approccio allo spazio pubblico e al giardino pensile crea una presenza generosa, valorizzata da alberi e vegetazione. L’attenta progettazione degli spazi esterni, con collegamenti a Leicester Square, evoca un’accoglienza aperta ai visitatori, ulteriormente accentuata dall’uso della pietra di Portland e dalla volumetria a gradoni, che dimostra sensibilità verso le strade circostanti e permette alla luce naturale di penetrare nell’edificio”, ha commentato la giuria.

Riguardo agli interni della nuova ala, la giuria ha affermato che “lo stile delle gallerie è molto semplice e pulito, con un contrasto tra il piano terra, caratterizzato da volte e archi, e il piano superiore, che presenta un design più geometrico. Di conseguenza, il piano terra delle gallerie crea una continuità con l’ala Sainsbury e le gallerie nord, mentre il piano superiore ha uno stile proprio, che aggiunge varietà e un cambio di ritmo progettuale all’intero progetto”. Sul valore sociale, “viene definito un piano di erogazione del valore sociale solido e misurabile, rafforzato dall’inclusione del quadro di riferimento specifico per la progettazione di azioni climatiche e sociali. Viene inoltre definito l’approccio alla sostenibilità, insieme a una chiara strategia per considerare e applicare i principi del valore sociale lungo tutto il ciclo di vita del progetto”.
“Questa è una proposta esemplare”, ha concluso la giuria, “che dimostra sia una solida comprensione dell’importanza del valore sociale per questo progetto, sia di come il valore sociale potrebbe essere integrato nelle iniziative esistenti della National Gallery e nei futuri progetti della National Gallery”.

Rappresentazione artistica dell'ingresso. Crediti: Kin Creatives
Rappresentazione artistica dell’ingresso. Crediti: Kin Creatives
Rappresentazione artistica del rooftop. Crediti: Kin Creatives
Rappresentazione artistica del rooftop. Crediti: Kin Creatives

Il Progetto Domani non si limita alla costruzione di nuovi spazi espositivi, ma prevede anche la creazione di un fondo per l’acquisizione di opere moderne e il rafforzamento della sostenibilità economica della National Gallery nel lungo periodo, attraverso un solido patrimonio finanziario.

La nuova ala sorgerà sul sito di St Vincent House, ultima parte rimasta dell’attuale campus della National Gallery, acquisita quasi trent’anni fa con l’obiettivo di ampliare gli spazi del museo. Oggi ospita un hotel e uffici.

Sul piano finanziario, il progetto ha già raccolto 375 milioni di sterline. Tra questi, vi sono due tra le più ingenti donazioni mai destinate a un museo a livello globale: 150 milioni di sterline promessi da Crankstart, la fondazione filantropica di Sir Michael Moritz KBE e Harriet Heyman, e altri 150 milioni stanziati dal Julia Rausing Trust. A questi si aggiungono ulteriori 75 milioni provenienti dal National Gallery Trust, dal presidente del consiglio di amministrazione della National Gallery, John Booth, e da altri sostenitori che hanno scelto di restare anonimi. Un contributo complessivo fondamentale per garantire il futuro dell’istituzione.

“Il percorso professionale di Kengo Kuma come architetto dimostra un’eccezionale eleganza nel design, una profonda sensibilità per il contesto e la storia, e una gestione della luce e dei materiali di una bellezza suprema”, ha commentato il direttore della National Gallery, Gabriele Finaldi. “Il nuovo edificio completerà il complesso della National Gallery, conferendo ulteriore prestigio ad alcuni edifici già di per sé illustri. Siamo entusiasti di collaborare con Kengo Kuma e i suoi partner di progettazione, BDP e MICA, a questo nuovo entusiasmante progetto per la National Gallery e per il centro di Londra”.

“Il compito stimolante e impegnativo della giuria è stato quello di valutare i progetti presentati da sei tra i migliori architetti del mondo e dai loro partner. Tutti e sei i progetti erano validi e ben ponderati, ma alla fine la proposta di Kengo Kuma è stata la nostra scelta unanime”, ha dichiarato il presidente del consiglio di amministrazione della National Gallery e presidente della giuria, John Booth. “Un progetto splendido sia all’interno che all’esterno, rispettoso delle nostre facciate esistenti, tutelate come edifici di interesse storico di Grado 1, e dei caratteristici spazi espositivi, il nuovo edificio contribuirà anche a unire due degli spazi esterni più importanti di Londra – Leicester Square e Trafalgar Square – creando un nuovo e attraente spazio pubblico tra di essi”.

“È un privilegio unirmi alla National Gallery in questo progetto storico”, ha dichiarato Kengo Kuma. “La collezione della National Gallery è un tesoro dell’umanità e l’incarico di realizzare l’ampliamento che ospiterà questi capolavori è una responsabilità che portiamo avanti con la massima cura e umiltà”.




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