Tosatti da solo per il Padiglione Italia? Fatto grave, evento unico nel suo estremismo


Renato Barilli commenta la scelta di Gian Maria Tosatti come artista per il prossimo Padiglione Italia della Biennale di Venezia del 2022, e la sua nomina a direttore artistico della Quadriennale di Roma.

Ha quasi il sapore di una beffa o di una irrisione. Proprio l’altro ieri Artribune ha pubblicato una mia lettera aperta a Eugenio Viola, nominato curatore del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Venezia, in cui gli raccomando di riportare questa sezione nello spazio centrale ai Giardini di Sant’Elena, come stato per tanti anni, compreso quel 1972 in cui, in collaborazione con Francesco Arcangeli, fui io stesso in grado di occupare una suite di cinque stanze, unintera ala del Palazzo. A quanto pare, lattuale curatore nulla ha fatto per ripristinare una situazione del genere, che ci spetterebbe come paese ospitante la manifestazione e pagante in gran parte lo scotto per organizzarla. Suppongo che la nostra rappresentanza rimanga in quel posto alla fine del mondo, quando poco pi in l c solo la Laguna. Ma il fatto pi grave che la scelta sia caduta su un unico artista, tale Gian Maria Tosatti, un quarantenne di cui, certo per ignoranza mia, non so proprio nulla, e non facile capire di che tipo sia il suo lavoro attraverso qualche sbirciatina sui social.

un evento unico nel suo estremismo, che potrebbe trovare giustificazione solo se si trattasse di un talento eccezionale, quasi di una bomba da far esplodere in faccia a tutti, ma non mi pare che sia proprio cos. Mi chiedo come un presidente della Biennale e una direttrice di sezione abbiano potuto concedere una scelta cos risicata, addirittura punitiva nei confronti della nostra arte, che pure proprio nella gloriosa istituzione della Biennale dovrebbe trovare appoggio e risonanza. Magari senza esagerare, come riusc a fare Sgarbi nella peggiore realizzazione di quel padiglione, dove riusc a stipare decine di presenze. Ma via, quanto ad articolazioni, a poetiche, a tendenze di ricerca, ce ne sono tante al giorno doggi, e noi non ne siamo certo privi. Inoltre come se la gravit di questa assunzione monocorde e dal sapore masochistico non bastasse, apprendo che questo portentoso Tosatti stato pure designato, da selezionatore unico, a curare la prossima Quadriennale, il che, se possibile, stona ancora di pi. Non che la Quadriennale brilli nelle sue varie tornate, infatti tra le nostre grandi istituzioni, Biennale, Triennale e appunto Quadriennale, questultima che se la passa peggio.

La Biennale la vincente, se non cade nellerrore che qui sto stigmatizzando, ma ha la periodicit giusta, e sono a decine quelle che nel mondo intero si ispirano al suo modello. Oltretutto, la manifestazione veneziana ha avuto il merito di dotarsi anche dellarte che mancava allappello, larchitettura, che ha inserito nelle sue attivit fisse fin dagli anni Ottanta, con ottimo successo, tanto da farsi mordere le mani alla concorrente Triennale milanese, che non aveva pi creduto nella possibilit di rispettare quella periodicit per larchitettura e attivit connesse, Ma, in forza delleccellenza e dellampiezza dei suoi spazi, il milanese Palazzo delle Arti si difende bene, ospitando un gran numero di eventi e di mostre capaci di attrarre un vasto pubblico.

La Quadriennale invece il malato languente, che tenta di rilanciarsi cambiando la postazione nel letto, ma ingolfandosi sempre pi in errori e passi falsi. Anche in questo caso, converrebbe forse dare unocchiata allantico, alle buone tradizioni, fare di questo strumento un attestato fedele di quanto avvenuto nel quadriennio, dedicando omaggi significativi e monografici agli artisti scomparsi nel frattempo, e dando atto di ricevimento agli indirizzi nati nel frattempo. Il che comunque implica un’attivit collettiva, capace di mobilitare forze varie, anche per offrire testimonianza su come nel frattempo si svolto il lavoro dei critici, e perfino dei galleristi. Al posto di una simile giusta rassegna collettiva, questa volta avremo un monologo recitato non so con quale competenza e lungimiranza.

Il Padiglione Centrale dei Giardini
Biennale di Venezia, il Padiglione Centrale dei Giardini
Le Tese delle Vergini all'Arsenale, attuale sede del Padiglione Italia
Le Tese delle Vergini all’Arsenale, attuale sede del Padiglione Italia. Foto Haupt and Binder

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