Autonomie: Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna spingono per gestire musei e soprintendenze al posto dello Stato


Ci sono anche i beni culturali nelle richieste per maggiore autonomia inviate da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna al Ministero degli Affari Regionali.

Ci sono anche mire su musei e soprintendenze nelle richieste di maggiore autonomia che tre regioni del nord, la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna hanno inviato al Ministero degli Affari Regionali, ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione che, oltre a disciplinare le regioni a statuto speciale, prevede che alle regioni ordinarie possano essere attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con legge dello Stato e su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali.

Le tre regioni che chiedono maggiore autonomia, nel testo inviato al ministero (le bozze sono state pubblicate online da alcuni quotidiani) hanno avanzato richieste anche per quanto riguarda i beni culturali. La Lombardia, in particolare, ha chiesto che alla regione vengano attribuite “la potestà legislativa e le funzioni amministrative in materia di valorizzazione” di alcuni musei e luoghi della cultura: Palazzo Litta, la Pinacoteca di Brera, il Palazzo Ducale e il Museo Archeologico Nazionale di Mantova, il Cenacolo Vinciano, la Biblioteca Nazionale Braidense, la Mediateca di Santa Teresa, la Cappella Espiatoria, il Castello Scaligero, le Grotte di Catullo e il Museo Archeologico di Sirmione, il Museo Archeologico della Val Camonica, il Museo Nazionale della Preistoria della Val Camonica, il Parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo, il Parco nazionale delle incisioni rupestri, la Villa Romana di Desenzano sul Garda, la Biblioteca Statale di Cremona, la Biblioteca Universitaria di Pavia, il Museo della Certosa di Pavia, il Museo Archeologico della Lomellina, il Palazzo Besta di Teglio, il Parco archeologico di Castelseprio, l’Area archeologica di Monsorino di Golasecca, la Villa romana di Toscolano Maderno, il Santuario di Minerva a Breno e la Villa Romana di Palazzo Pignano. La Lombardia ha poi chiesto che vengano trasferite alla regione le funzioni esercitate dalle soprintendenze.

Anche il Veneto punta a una maggiore autonomia: in particolare, la regione ha chiesto per sé la competenza legislativa in materia di valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali per tutti i luoghi della cultura del territorio regionale, e ancora la competenza amministrativa sulla valorizzazione di tutti i beni, anche paesaggistici, sul suolo regionale, la competenza amministrativa per la promozione e organizzazione di attività culturali e di spettacolo (inclusa la gestione del Fondo Unico per lo Spettacolo) e, come la Lombardia, il trasferimento delle funzioni esercitate dalle soprintendenze.

Stesse richieste del Veneto anche per l’Emilia Romagna: nella fattispecie, quest’ultima chiede la ricomposizione del sistema delle competenze in materia di tutela e valorizzazione dei beni librari, la costituzione di un sistema museale regionale integrato, di cui gestirà attività di ricerca, formazione, educazione, valorizzazione, comunicazione, promozione, gestione e fruizione. Anche l’Emilia Romagna ha inoltre chiesto la gestione del Fondo Unico per lo spettacolo.

Autonomie: Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna spingono per gestire musei e soprintendenze al posto dello Stato
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