Coronavirus, Confindustria Cultura: “Cultura motore primario del paese, il Governo ha colto in parte alcuni appelli”


Confindustria Cultura commenta le misure per la cultura nel decreto Cura Italia: il Governo ha in parte recepito gli appelli, ma nei prossimi provvedimenti dovrà riconoscere il ruolo della cultura per l'economia del paese.

Il governo ha varato il decreto “Cura Italia”, firmato in nottata dal presidente della repubblica Sergio Mattarella: il provvedimento prevede alcune misure per la cultura come l’indennità di 600 ai lavoratori dello spettacolo, l’indennità di 600 euro ai precari in generale, la sospensione di versamenti, ritenute, contributi previdenziali e premi per assicurazione obbligatoria a chi gestisce teatri, cinema, sale concerti, e ancora l’istituzione del Fondo per la promozione integrata con 150 milioni di euro per una campagna di comunicazione straordinaria per sostenere le esportazioni e per potenziare le attività di promozione del sistema paese, e ancora i voucher per il rimborso dei biglietti per teatri, cinema, musei e spettacoli vari, e i due nuovi fondi di emergenze per cinema e spettacolo al MiBACT, uno di parte corrente e uno in conto capitale, con una dotazione di 130 milioni di euro.

Da Confindustria Cultura arriva un commento in una nota: la sostanza è che il governo ha recepito solo in parte gli appelli del settore, e che nei prossimi provvedimenti occorrerà riconoscere il ruolo centrale della cultura nell’economia del paese.

“Il Decreto Cura Italia”, afferma Confindustria Cultura, “è una prima risposta del Governo alle pesanti ricadute anche economiche dovute all’emergenza COVID-19. Il settore culturale è uno tra i comparti economici indiscutibilmente più segnati da queste ricadute. Il mondo della cultura è stato fin da subito in prima linea, sia per sostenere le energie creative del Paese (attraverso campagne social e streaming online), sia per esprimere a livello politico le istanze del settore. Il Sistema Confindustria, attraverso le proprie Associazioni, ha fatto la propria parte, segnalando le problematiche della filiera anche all’interno di un ciclo di incontri convocati dal Mibact tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo”.

“Con il DPCM del 16 marzo”, prosegue il testo, “il Governo ha in parte recepito alcuni degli appelli lanciati dal settore ma la logica adottata risulta ancora orientata ad un’ottica di breve periodo, trascurando – almeno in questi primi provvedimenti – misure di più ampio respiro di medio-lungo periodo per le imprese e per i lavoratori della filiera”.

“L’intero settore”, conclude Confindustria Cultura, “si aspetta che nei prossimi provvedimenti il Governo affermi, con maggiore decisione, il ruolo della cultura come uno dei motori primari dell’economia del Paese, riconoscendo i pesanti ostacoli e i rallentamenti che il comparto sarà chiamato a fronteggiare anche alla ripartenza delle attività economiche. È indubbio, infatti, che tanti segmenti del settore culturale siano strettamente correlati ai flussi turistici e alla domanda estera. Una proiezione delle misure anche nel medio-lungo periodo risulterebbe pertanto più indicata per dare il giusto slancio alla ripartenza di questo settore. Di seguito alcune delle misure straordinarie previste dal DPCM 16 marzo”.

Foto: Palazzo Chigi. Ph. Credit Simone Ramella

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