Federculture chiede un tavolo a Franceschini: “programmare subito riaperture della cultura”


Federculture chiede a Franceschini un tavolo per fare quello che gli altri paesi europei stanno già facendo: programmare le riaperture dei luoghi della cultura.

Federculture chiede al ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, un tavolo permanente di confronto per il rilancio e la riforma del settore culturale, con una richiesta in particolare: definire subito tempi e modalità della riapertura dei musei, dei teatri, dei luoghi della cultura in generale, che per Federculture rappresentano l’unico “ristoro immateriale” per i cittadini. Federculture chiede inoltre che vengano avviati interventi strutturali per la ripresa. Sono queste le conclusioni a cui è giunto il consiglio direttivo di Federculture che si è riunito lo scorso 15 dicembre.

L’associazione, pur essendosi dichiarata soddisfatta per l’approvazione del decreto attuativo del Fondo per la Cultura (articolo 184 del decreto-legge 34 del 19 maggio), vuol farsi carico dello stato di allarme delle imprese culturali e dell’intero mondo della cultura, in relazione alle decisioni del governo di sospendere le attività di musei, teatri, cinema, mostre e manifestazioni culturali, pur a fronte di un rigoroso adeguamento di queste alle più restrittive regole di sicurezza: il dpcm del 3 dicembre ha infatti esteso la chiusura dei luoghi della cultura fino al 15 gennaio, e al momento non si sa però se il 16 tutto riaprirà o se si andrà incontro a nuove restrizioni, anche perché il governo non sta programmando la riapertura. Per questo, Federculture ritiene che l’Italia debba fare quello che stanno facendo altri paesi europei: definire in modo certo, quanto meno, i tempi e le modalità delle riaperture, per consentire agli utenti di tornare a frequentarli e agli operatori di attenuare l’impatto, non solo economico, che la prolungata chiusura sta provocando su meccanismi già di per sé fragili.

I rappresentanti delle aziende culturali italiane riuniti nel Consiglio di Federculture a tal proposito chiedono al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo di predisporre un tavolo, uno strumento permanente di confronto e concertazione con le categorie rappresentate, finalizzato alla verifica delle misure in corso di attuazione e dell’impiego delle risorse derivanti dal Recovery Plan. Ancora, Federculture ritiene che, oltre alle misure emergenziali, benché reputate necessarie e utili, sia urgente porre mano ad interventi strutturali che mettano in condizione il settore di ripartire nel momento in cui sarà nuovamente possibile dispiegare tutte le sue potenzialità.

Federculture chiede pertanto che si avvii un processo di adeguamento normativo basato su cinque punti: il primo, attuare le indicazioni della Legge di Bilancio 2018 sulle imprese culturali e creative; il secondo, mobilitare tutte le risorse possibili, pubbliche e private, a sostegno della cultura estendendo tutte le forme di agevolazioni fiscali (dall’Art Bonus alla defiscalizzazione del consumo culturale); il terzo, inserire, come già indicato, nei programmi europei l’adeguamento infrastrutturale di tutti i luoghi della cultura (teatri, musei, biblioteche, ecc.) in modo da renderli sicuri e accoglienti per i visitatori, oltre che a favorire il miglior efficientamento energetico; il quarto, sempre in campo di finanziamento europeo, predisporre un piano di digitalizzazione di tutto il grande patrimonio archivistico delle nostre istituzioni culturali, al fine anche di consentire il lavoro di ricerca e di valorizzazione in remoto; il quinto, prevedere una grande campagna di investimento per una nuova produzione culturale in presenza, in comunità e in digitale dalle città ai borghi, che sia capace di rivitalizzare tutto il Paese che uscirà stremato dalla pandemia. “Oggi più che mai”, commenta il direttivo di Federculture, “va attribuito alla Cultura il compito di rappresentare il motore di un ‘nuovo’ Welfare Italiano, ossia elemento chiave del vivere in comunità e nella coesione del nostro Paese, il fattore più rilevante della nostra formazione e della nostra riconoscibilità nel mondo”.

Federculture chiede un tavolo a Franceschini: “programmare subito riaperture della cultura”
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