Alberto Angela sotto controllo? I grillini vogliono una commissione per selezionare la divulgazione scientifica


Una proposta di legge presentata da Luigi Gallo del M5S intende istituire una commissione scientifica, in capo al ministero dello sviluppo economico, per controllare la divulgazione scientifica.

Un solo articolo per modificare la legge 112 del 2013 (“disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali”) ma che potrebbe bastare a mettere sotto controllo la divulgazione scientifica in Rai. In altri termini: se approvata, la proposta di legge numero 395 presentata da Luigi Gallo (M5S) potrebbe far finire sotto il vaglio di una commissione, in capo al Ministero dello sviluppo economico (quello di Luigi Di Maio) prodotti e documentari come quelli di Alberto Angela. Questa una delle misure contenute nella proposta che intende modificare la legge 112 in materia di “accesso aperto all’informazione scientifica”. Si tratta di una proposta in realtà già datata (Luigi Gallo la presentò nella passata legislatura, e in quella corrente l’ha di nuovo presentata nel mese di giugno), che è tornata a far discutere poiché nelle ultime ore la senatrice del Pd Simona Malpezzi ha dato il via a una polemica proprio sull’argomento.

La proposta, che in linea teorica intende adeguare l’Italia alle raccomandazioni europee sull’open access, l’accesso gratuito ai dati di ricerca e all’informazione scientifica, è attualmente in esame alla Camera. Il primo provvedimento è una correzione all’articolo 4 della legge 112 per allargare le possibilità di accesso libero all’informazione scientifica (per esempio, sul libero accesso viene abolito il vincolo delle due uscite all’anno del periodico scientifico che pubblica il risultato di ricerche finanziate con fondi pubblici almeno al 50%). La misura che fa discutere recita: “Il Ministro dello sviluppo economico, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, istituisce una Commissione per la divulgazione dell’informazione scientifica, al fine di selezionare le migliori forme di diffusione della più recente informazione culturale e scientifica a favore della collettività, da trasmettere attraverso il canale radiotelevisivo pubblico. La trasmissione relativa all’informazione culturale e scientifica deve essere prevista all’interno del contratto nazionale di servizio stipulato con la società RAI – Radiotelevisione italiana Spa ai sensi del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177”.

Per Simona Malpezzi, la commissione è una “prova di regime” che “deciderà cosa trasmettere attraverso i canali della Rai sovranista” (così sulla sua pagina Facebook). La senatrice ha poi rincarato la dose: “chi decide quale ricerca è più importante di un’altra e che questa deve essere divulgata e l’altra no? Chi ha l’autorità di decidere che cosa deve essere divulgato dalla Rai e cosa no? Lo decide Luigi Di Maio. Questa commissione somiglia al Minculpop fascista”. Luigi Gallo ha però voluto difendere la propria proposta. In un video diffuso anch’esso sulla sua pagina Facebook, ha bollato come fake news le interpretazioni di quanti vedono un tentativo di controllo della cultura nell’istituzione di una commissione che vagli la divulgazione scientifica: “noi riteniamo che oggi il nostro servizio pubblico, la Rai, possa fare ancora di più rispetto a quello che già fa, abbiamo degli splendidi esempi come Piero Angela, Alberto Angela, Tozzi, ma riteniamo che si può [sic] fare di più, possono aumentare gli spazi nella televisione pubblica per fare divulgazione pubblica per i cittadini, che è un importante impegno per una televisione pubblica che si rispetti, e possono aumentare anche le modalità aggiornate con le nuove tecnologie. È questo il motivo di una commissione al Ministero dello sviluppo economico che può promuovere questo tipo di lancio dell’informazione scientifica anche utilizzando ogni spazio che oggi la tecnologia ci mette a disposizione e l’informazione ci mette a disposizione. Tutto il resto è propaganda e sono fake news del Pd”.

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