Milano, il candidato della destra sovranista vuole abolire Art Week: “inutile e dispendiosa”


Il candidato della destra sovranista a Milano, Luca Bernardo, vorrebbe abolire la Art Week perché secondo lui sarebbe inutile e dispendiosa. Ma in realtà genera ritorno ed è sostenuta interamente da risorse private...

Inutile e dispendiosa: così il candidato sindaco a Milano della destra sovranista, Luca Bernardo, ha definito la Art Week, il palinsesto di eventi d’arte che si tiene ogni anno nel capoluogo lombardo, in concomitanza con la fiera Miart, una delle principali mostre mercato d’arte contemporanea del panorama internazionale. Bernardo, nel suo programma, attacca la cultura ma non solo. “Il cinema week, il food week, l’art week, il foto week: inutili e dispendiosi”, dice il candidato. “Soltanto le settimane della moda e del design funzionano perché originate da due solide istituzioni come la Camera della moda e il Salone del mobile”. La Art Week andrebbe dunque cancellata secondo Bernardo.

Un attacco però sconsiderato, perché probabilmente Bernardo non sa che la Art Week è interamente finanziata con risorse private, offerte dallo sponsor dell’evento, Banca Generali, che peraltro lo sostiene da anni. Ma anche se si trattasse di risorse pubbliche, investire in cultura è comunque una buona prassi. E la Art Week è un evento che genera ritorno culturali, sociali e anche economici.

A rispondere al candidato della destra è l’assessore alla cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, che affida le sue parole a Facebook: “Basterebbe un poco di conoscenza della realtà e di capacità di studio dei dossier per capire quanto queste motivazioni siano infondate. Milano Art Week non rappresenta alcun dispendio per il Comune di Milano perché l’iniziativa è sostenuta da diversi anni da un importante soggetto privato, e si realizza grazie al concorso operoso delle tante istituzioni cittadine, pubbliche e private, che ne costruiscono il programma. Sulla presunta inutilità consiglierei al candidato di rivolgersi direttamente ai vertici di Fiera Milano, alla comunità delle gallerie d’arte, degli artisti e degli operatori culturali della città, alle imprese attive nel campo della ristorazione, della ricezione alberghiera, del trasporto privato e dei servizi di accoglienza, per misurare la crescita esponenziale di reputazione e attrattività che l’alleanza tra Art Week e la più importante fiera internazionale d’arte della città, miart, ha saputo realizzare in questi anni nell’unico interesse pubblico e collettivo di Milano. Spiace davvero che il candidato sovranista affronti temi così importanti per il presente e il futuro di Milano con tanta superficialità e impreparazione; resta la consolazione di riscontrare quanto scarsa sia la sua mira nell’individuare i bersagli che intende colpire per provare a smantellare il sistema culturale milanese”.

Insomma, forse Bernardo doveva informarsi meglio...

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