La città di Valencia è da qualche mese uno dei grandi centri di pellegrinaggio della cristianità, in occasione del Terzo Anno Giubilare del Santo Graal, iniziato il 30 ottobre 2025 e che si concluderà il 29 ottobre 2026. L’evento, riconosciuto dalla Santa Sede nel 2015 grazie alla concessione di papa Francesco, consente alla Capitale del Turia di celebrare ogni cinque anni un Anno Santo dedicato alla celebre reliquia custodita nella sua Cattedrale: il Santo Calice (Santo Cáliz), una coppa che dal Medioevo è candidata a essere il Santo Graal della famosa leggenda. La commemorazione colloca Valencia tra le sette città giubilari del mondo, insieme a Roma, Gerusalemme, Santiago de Compostela, Camaleño, Urda e Caravaca de la Cruz: durante questo periodo speciale, pellegrini e visitatori possono ottenere l’indulgenza plenaria partecipando alle celebrazioni religiose e compiendo il tradizionale percorso spirituale nella Cattedrale valenciana.
L’Anno Giubilare, nella tradizione della Chiesa cattolica, rappresenta un momento di rinnovamento spirituale, conversione e perdono. In tale contesto, ai fedeli viene offerta la possibilità di ottenere la remissione completa delle colpe, segno concreto della misericordia divina. Tale grazia si riceve seguendo un percorso ben definito: il pellegrinaggio al tempio giubilare, individuato nella Cattedrale di Valencia, l’accostarsi al sacramento della confessione, la partecipazione all’eucaristia e la preghiera secondo le intenzioni del Papa.
Il cuore delle celebrazioni è la Cappella del Santo Graal, uno spazio raccolto e silenzioso situato all’interno della Cattedrale. Qui è conservata la reliquia in un’urna di vetro posta dietro l’altare, meta continua di fedeli e curiosi provenienti da tutto il mondo. Secondo la tradizione, il calice custodito a Valencia sarebbe infatti il Graal, ovvero il calice utilizzato da Gesù Cristo durante l’Ultima Cena. La reliquia è una coppa di agata rosso scuro montata su una base aggiunta in epoca medievale. La parte superiore, considerata la più antica, ha un diametro di circa nove centimetri e fu probabilmente realizzata tra il II secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo in una bottega del Mediterraneo orientale, forse in Egitto, Siria o Palestina. La struttura attuale comprende tre elementi distinti: il vaso superiore in agata, lo stelo e la base con anse, arricchiti da decorazioni e pietre preziose aggiunte nel corso dei secoli.
La storia della reliquia attraversa quasi due millenni e si intreccia con la storia stessa della cristianità. Secondo la tradizione, il calice fu portato da Gerusalemme a Roma da san Pietro e utilizzato nelle prime celebrazioni eucaristiche della Chiesa. Durante le persecuzioni dell’imperatore Valeriano, nel III secolo, papa Sisto II avrebbe affidato il calice al diacono san Lorenzo affinché lo mettesse in salvo. San Lorenzo lo inviò, in Aragona, dove la reliquia fu custodita per secoli. Il calice venne nascosto nel monastero di San Juan de la Peña e nel 1399 fu consegnato al re Martino I d’Aragona. Successivamente entrò a far parte delle collezioni reali e fu conservato nella cappella del palazzo reale di Saragozza. Il passaggio definitivo a Valencia avvenne tuttavia nel XV secolo. Alfonso V d’Aragona, detto il Magnanimo, trasferì la reliquia nella città nel 1432. Alcuni anni dopo, nel 1437, il calice fu consegnato alla Cattedrale di Valencia come garanzia di un prestito concesso al sovrano dalla gerarchia ecclesiastica per finanziare le sue campagne militari nel Regno di Napoli. Da allora la reliquia è rimasta stabilmente nella Cattedrale, diventando oggetto di venerazione e simbolo della città.
Nel 1916 l’antica sala capitolare della Cattedrale fu trasformata nella Cappella del Santo Graal, lo spazio che oggi ospita il calice. L’ambiente conserva una straordinaria ricchezza artistica, a partire dall’altare in alabastro realizzato dallo scultore Giuliano Fiorentino (Giuliano di Giovanni da Poggibonsi; Poggibonsi, 1395 circa – 1435 circa), allievo di Lorenzo Ghiberti. L’opera, che originariamente era una porta del coro del XV secolo, presenta dodici rilievi con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento. La cappella è sormontata da una volta a crociera stellata decorata con le figure dei dodici apostoli e con la scena dell’incoronazione della Vergine. Tra gli elementi storici presenti nello spazio spiccano anche le grandi catene del porto di Marsiglia, portate a Valencia da Alfonso il Magnanimo nel 1423 come trofeo di guerra. Nella cappella si trovano inoltre opere pittoriche come l’Espulsione dei Mori di Vicente López e l’Adorazione dei Re Magi attribuita a Nicolás Florentino.
Il Santo Graal viene esposto al di fuori della sua cappella solo in due occasioni annuali. La prima occasione è il Giovedì Santo, durante la Messa in Coena Domini, quando viene portato in processione fino all’altare maggiore della Cattedrale; mentre la seconda è l’ultimo giovedì di ottobre, durante la celebrazione della festa annuale dedicata alla reliquia. Nel corso del tempo il calice ha attirato l’attenzione anche di pontefici e studiosi. Nel novembre 1982 papa Giovanni Paolo II celebrò la messa utilizzando il Santo Calice e lo definì “testimone del passaggio di Cristo sulla Terra”. Anche papa Benedetto XVI celebrò l’eucaristia con il calice nel 2006 durante l’Incontro mondiale delle famiglie a Valencia.
Accanto alla dimensione religiosa, il Giubileo offre anche un’importante occasione culturale. A pochi passi dalla Cattedrale, nello storico edificio dell’Almudín, è stato allestito il Centro Visitatori del Santo Graal, uno spazio espositivo dedicato alla storia e alle leggende della reliquia. Il percorso di visita propone una narrazione visiva e didattica dell’origine del calice e del suo viaggio attraverso i secoli. Otto pannelli esplicativi illustrano il contesto storico e religioso della reliquia, mentre schermi interattivi consentono di consultare documenti storici e approfondimenti. I visitatori possono inoltre seguire una proiezione cronologica che ricostruisce le tappe più importanti della storia del Graal e accedere a contenuti audiovisivi dedicati alla sua iconografia e alla sua presenza nella cultura europea. La visita permette anche di scoprire l’Almudín, edificio medievale che un tempo fungeva da deposito del grano e che conserva affreschi popolari legati al commercio dei cereali e ai santi patroni delle corporazioni. La sua architettura basilicale e la lunga storia dell’edificio arricchiscono l’esperienza del percorso espositivo.
La presenza del Santo Graal a Valencia è strettamente legata al periodo di massimo splendore della città, il cosiddetto Secolo d’Oro valenciano del XV secolo. In quel periodo la Capitale del Turia era uno dei principali centri commerciali del Mediterraneo grazie al commercio della seta e alla sua posizione strategica nei traffici marittimi. La città era anche un vivace centro culturale, sede della prima stampa di un libro in Spagna e dell’Università di Valencia. Autori come Ausiàs March e Joanot Martorell contribuirono a una stagione letteraria di grande rilievo, mentre il mecenatismo dei papi valenciani Callisto III e Alessandro VI della famiglia Borja favorì lo sviluppo artistico e religioso della città. Ancora oggi questo patrimonio è visibile nei luoghi storici che costellano Valencia, come la Lonja de la Seda, capolavoro gotico dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO, o il quartiere dei Velluters, dove un tempo lavoravano centinaia di artigiani della seta.
Il Terzo Anno Giubilare del Santo Graal invita dunque a riscoprire Valencia attraverso un percorso che unisce fede, storia e arte. La città propone itinerari che conducono nei luoghi legati alla reliquia, dal Museo di Belle Arti al Real Monastero della Santissima Trinità, dalla chiesa del Patriarca alla Basilica della Vergine degli Abbandonati, fino alla stessa Cattedrale dove si conclude il cammino spirituale. A secoli di distanza dall’arrivo del calice, a prescindere dal suo portato leggendario, Valencia continua a custodire questa reliquia come simbolo della propria storia e della propria identità. Il Giubileo rappresenta così non solo un momento di devozione religiosa, ma anche un’occasione per riscoprire il patrimonio culturale e spirituale di una città che nel corso dei secoli ha saputo coniugare fede e arte.
La tua lettura settimanale su tutto il mondo dell'arte
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTERPer inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.