Sardegna, un bambino trova un amuleto di 5.000 anni fa. E Franceschini si complimenta


In Sardegna è stato ritrovato un pendente litico, forse un amuleto, del III millennio a.C.: autore della scoperta? Un piccolo archeologo di dieci anni che ha visitato la necropoli di Santu Pedru (Alghero). Anche il ministro Franceschini si complimenta.

Interessante ritrovamento archeologico in Sardegna, dove, nella necropoli di Santu Pedru (Alghero) è stato rinvenuto un amuleto risalente a cinquemila anni fa. Lo scopritore? Un bambino di dieci anni, Pietro Pais, che frequenta la quinta elementare alla scuola di Usini (Sassari). Il piccolo archeologo ha trovato il reperto alcuni giorni fa durante una visita alle domus de janas (le tombe scavate nella roccia tipiche della Sardegna prenuragica) di Santu Pedru, nel corso di una gita con la sua classe, sotto la guida dell’archeologo Luca Doro. La tomba dove è avvenuto il ritrovamento è la n. 1 del sito, è stata scoperta nel 1959 da Ercole Contu, e ha restituito centinaia di reperti, tra i quali i “vasi tetrapodi” dai quali ha poi preso il nome. Gli studenti avevano visitato tutte le celle della tomba, sotto la guida del dottor Doro, che ha curato la loro formazione su storia e archeologia della Sardegna.

Pietro Pais ha rinvenuto il reperto nel terriccio smosso dalla fauna selvatica: si tratta di un pendente litico con un foro all’estremità, risalente al III millennio avanti Cristo. Il reperto è stato poi consegnato al centro di restauro e conservazione della Soprintendenza di Sassari, dove sarà pulito e documentato, e sarà quindi esposto al Museo Archeologico di Alghero. La scoperta risale al 18 giugno. Luca Doro ha illustrato il suo significato e la sua possibile datazione: un amuleto, oppure un pendente ricavato da un brassard (bracciale) di un arciere del III millennio a.C., oppure, ipotesi tutta da verificare, un peso all’interno di un sistema ponderale dell’età del bronzo? Future indagini lo potranno chiarire, stimolate proprio da questo ritrovamento, che, come ha annunciato l’archeologa Gabriella Gasperetti della Soprintendenza di Sassari, porterà anche a destinare nuove risorse economiche per le ricerche nella necropoli.

Per il piccolo Pietro, per la maestra Lucia Manuedda e per il sito archeologico una gita dunque davvero soddisfacente. Tanto che si è fatto sentire anche il ministro della cultura, Dario Franceschini, che ha voluto commentare il ritrovamento: “La storia del piccolo Pietro e della sua scoperta alla necropoli di Domus de Janas”, ha detto il ministro, “è molto bella e fa comprendere come ogni iniziativa che porti i più piccoli a contatto con il patrimonio culturale sia fondamentale per formare i cittadini di domani”.

“Abbiamo portato i saluti e i ringraziamenti della città al giovane Pietro e a tutti i suoi compagni di classe tutti insieme protagonisti di questa splendida scoperta”, ha dichiarato invece l’assessore della Cultura di Alghero, Alessandro Cocco. “I nostri siti archeologici, che rappresentano le radici lontanissime della nostra identità, sono ancora vivi. Questo nuovo ritrovamento lo dimostra e ci ricorda quanto sia importante far appassionare i più piccoli alla storia e alla scoperta, anche quella più casuale”.

Nell’immagine, al centro, il piccolo Pietro. Foto di Gabriella Gasperetti

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