Padova, riemergono le pitture originali di Giotto nella Basilica di Sant'Antonio


Il restauro in corso nella Cappella delle Benedizioni della Basilica di Sant’Antonio ha fatto riemergere alcuni brani delle pitture originali di Giotto (coperte da rifacimenti novecenteschi) che l’artista aveva eseguito nella cappella stessa.

Importanti risultati in arrivo dal restauro in corso degli affreschi di Giotto (Firenze?, 1267 circa - Firenze, 1337) nella Cappella di Santa Caterina (o delle Benedizioni) nella Basilica di Sant’Antonio a Padova: i lacerti della cappella (si tratta delle effigi di alcune sante) sono, assieme ad alcune scene della Sala Capitolare, quanto rimane degli affreschi che l’artista eseguì all’interno della Basilica del Santo. Il restauro di questi importanti affreschi è partito nel mese di aprile: si tratta di un intervento che mira a consolidare lo stato di conservazione delle pitture giottesche, che erano già rovinate agli inizi del Novecento e, a seguito di un restauro, sono state poi reintegrate e ridipinte con un restauro risalente al 1923 e realizzato da Giuseppe Cherubini, che non si limitò a completare le parti mancanti, ma aggiornò secondo il gusto dell’epoca anche gli originali giotteschi, pratica non infrequente al tempo.

Il restauro, che è stato autorizzato nel novembre 2020 dal soprintendente Fabrizio Magani, è promosso dall’Ente Basilica Sant’Antonio di Padova con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, l’Università di Padova e la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e vede la direzione scientifica di Giovanna Valenzano e l’esecuzione di Natascia Pasquali (AR Arte) con la direzione tecnica di Cristina Sangati e la supervisione di Monica Pregnolato della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le provincie di Belluno, Padova e Treviso, ha già restituito alcuni brani di pittura originale, mai viste prima a causa dei rifacimenti novecenteschi che hanno interessato gli affreschi. La restauratrice Natascia Pasquali ha infatti condotto i primi tasselli di pulitura sulla superficie pittorica (l’intervento si è reso necessario in quanto la superficie stessa si presentava sfaldata e parzialmente distaccata in più punti) e i risultati, a detta del team che sta seguendo l’intervento, sono stati sorprendenti. Sono state eliminate alcune parti di scialbatura ed è stato dunque possibile risalire ai brani di pittura originale: ritrovati, in particolare, una traccia della doratura originale (quella che si vede adesso è stata infatti reintegrata nel 1923), e i segni tracciati a mano libera su alcune corone delle sante dipinte da Giotto. A seguito della pulitura hanno acquisito maggior risalto i cangiantismi delle vesti, i rosa degli incarnati, i chiaroscuri.

La pulitura segue le indagini diagnostiche che sono state eseguite dal CIBA - Centro Interdipartimentale di Ricerca per i Beni Archeologici, Architettonici e Storico-artistici dell’Università di Padova, le mappature e le analisi delle superfici pittoriche, queste ultime condotte a luce radente, con la fluorescenza a ultravioletti e con le riflettografie a infrarossi. Il restauro mirerà anche a eliminare le ridipinture eseguite da Cherubini nei punti in cui sono state apposte sopra agli affreschi originali, mentre verranno lasciate laddove si erano già verificate in precedenza cadute di intonaco. La Cappella delle Benedizioni ha da sempre sofferto di problemi di conservazione: già nel 1968, quando gli affreschi furono pubblicati (erano però stati scoperti alla fine dell’Ottocento), si caldeggiava un intervento, e poi nel 2012, quando il terremoto dell’Emilia ha causato il distacco di alcuni pezzi di intonaco in una cappella vicina, si è avvertita molto pressante l’esigenza di intervenire.

Padova, riemergono le pitture originali di Giotto nella Basilica di Sant'Antonio
Padova, riemergono le pitture originali di Giotto nella Basilica di Sant'Antonio


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