Biennale Venezia, è a impatto zero carbonio l'installazione di Sassolino per il Padiglione Malta


L’installazione che Arcangelo Sassolino ha realizzato per il Padiglione Malta della 59. Biennale di Venezia è carbon neutral, la prima nel suo genere. 

L’installazione intitolata Diplomazija Astuta (Diplomazia Astuta) che Arcangelo Sassolino ha realizzato per il Padiglione Malta in occasione della 59. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, visitabile fino al 27 novembre 2022, è un’opera d’arte carbon neutral. Per la sua realizzazione è stata infatti applicata una norma volontaria internazionale (ISO 14067:2018) e sono state certificate le emissioni di CO2 equivalente prodotte durante la sua costruzione e il suo allestimento. Dopo aver identificato come ridurre l’impatto, le emissioni residue sono state compensate finanziando il progetto di protezione forestale Ntakata Mountains, in Tanzania, che combina la protezione della biodiversità con opportunità di sviluppo e tutela dei diritti di gestione delle terre per le comunità locali. L’intero processo è stato supervisionato e validato da un ente terzo e indipendente.

Per la parte relativa alla compensazione, il risultato è stato raggiunto grazie alla collaborazione con Carbonsink, società italiana parte del Gruppo South Pole specializzata nello sviluppo di progetti che generano crediti di carbonio di alta qualità, certificati con i principali standard internazionali.

"L’arte ha la capacità straordinaria di avvicinarci alla natura e trasmettere il valore della protezione dell’ambiente attraverso le emozioni e la suggestione. Per questo siamo orgogliosi di aver collaborato alla carbon neutrality dell’opera", ha commentato Andrea Maggiani, fondatore e Managing Director di Carbonsink. “Oltre all’alto valore simbolico e valoriale, i passaggi adottati sono esemplari perchè in linea con i più elevati standard di azione per il clima. Gli stessi che raccomandiamo alle aziende e organizzazioni che vogliono fare la propria parte per fronteggiare i cambiamenti climatici: misurazione delle emissioni, riduzione e compensazione”. 

Avendo a cuore l’urgenza della crisi climatica e consapevole dell’impatto ambientale della propria opera, l’artista Arcangelo Sassolino ha lavorato insieme al suo team tecnico e curatoriale per ridurre quanto più possibile l’impatto sul clima di Diplomazija Astuta. Con la collaborazione di Susanna Sieff, consulente esperta di sostenibilità per grandi eventi e aziende nazionali ed internazionali, sono state identificate azioni che hanno permesso di ridurre preventivamente le emissioni di gas climalteranti. Queste pratiche includono, tra le altre, l’utilizzo durante i sette mesi della Biennale di Venezia di energia proveniente da fonti completamente rinnovabili e il recupero totale dell’acciaio, che verrà fuso e poi totalmente riciclato in un circuito produttivo di prossimità. Le emissioni residue sono state poi calcolate anche con l’aiuto di Tetis Institute e certificate con verifica indipendente da parte di DNV, ente internazionale di certificazione.

Le emissioni residue sono state compensate con il supporto di Carbonsink, attraverso l’utilizzo di crediti di carbonio certificati. I crediti impiegati per bilanciare le 81 tonnellate residue di CO2e sono di altissima qualità, generati dal progetto Ntakata Mountains REDD, avviato nel maggio 2017 nel distretto di Tanganica, Tanzania occidentale, con l’obiettivo di coinvolgere e supportare le comunità̀ locali nella protezione delle riserve forestali dei loro villaggi.

Il progetto Ntakata Mountains è stato scelto per la sua vicinanza al messaggio di Diplomazija Astuta. Mettendo in primo piano la creazione di opportunità di sviluppo e i diritti di gestione delle terre delle comunità locali, Ntakata Mountains unisce la lotta ai cambiamenti climatici all’impegno per contrastare le diseguaglianze e le ingiustizie sociali. Contribuisce al raggiungimento di 11 su 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs). Oltre a ridurre le emissioni di gas climateranti da deforestazione, il progetto contribuisce alla conservazione dell’ecosistema locale, tutelando la biodiversità e gli habitat della fauna selvatica.

Foto di Agostino Osio, Alto Piano.

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