IVA al 22% sugli assorbenti, al 5% sui tartufi: l'artista Cristina Donati Meyer protesta con un'installazione


L’artista-attivista Cristina Donati Meyer ha creato un’installazione per protestare contro l’IVA al 22% sugli assorbenti femminili.

Cristina Donati Meyer (Milano, 1985), artista divenuta ormai famosa per le sue installazioni temporanee che denunciano fatti d’attualità (e da lei ribattezzati “art-entati”), è tornata a protestare con un’opera nel centro di Milano. Oggetto della protesta, questa volta, è quella che è già stata ribattezzata “tampon tax”, ovvero l’IVA al 22% sugli assorbenti: un’imposta ritenuta eccessiva e vessante, se si pensa che gli assorbenti sono un prodotto indispensabile per le donne e che una tassazione così elevata, sottolinea l’artista, “potrebbe compromettere la qualità della vita di tutte coloro che non hanno una disponibilità economica tale da sostenere una spesa fissa mensile che si protrae nel tempo”. Il governo pentaleghista è stato duramente contestato, dal momento che aveva dapprima annunciato una misura per ridurre l’imposta sugli assorbenti al 5%, ma il provvedimento non si è poi concretizzato. La tassazione sui tamponi risalta soprattutto se paragonata a quella sui tartufi, un bene di lusso, sul quale l’IVA è appena al 5%.

Dunque, Cristina Donati Meyer ha allestito in piazza San Babila na delle sue provocatorie opere d’arte: un busto di donna immersa in un lago di sangue rosso fiammante. Intorno al busto, sparsi sull’asfalto, sono stati posti tamponi femminili. “L’IVA al 22% sui tamponi”, ha commentato l’artista-attivista, “sembra ribadire che essere donna è un lusso o una colpa e che le mestruazioni devono essere colpevolizzate, altro che Arabia Saudita. E siamo in Italia”.

Nell’immagine, l’installazione di Donati Meyer.

IVA al 22% sugli assorbenti, al 5% sui tartufi: l'artista Cristina Donati Meyer protesta con un'installazione
IVA al 22% sugli assorbenti, al 5% sui tartufi: l'artista Cristina Donati Meyer protesta con un'installazione


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