Pavia, attribuito a Giovanni Ambrogio Figino il Compianto dell'Almo Collegio Borromeo


È stato attribuito a Giovanni Ambrogio Figino il Compianto sul Cristo morto dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia. La scoperta annunciata in un convegno.

Il catalogo di Giovanni Ambrogio Figino (Milano, 1553 - 1608), uno tra i più importanti artisti lombardi attivi alla fine del Cinquecento, è in procinto di arricchirsi di una nuova opera. Lo storico dell’arte Mauro Pavesi (docente di Storia dell’Arte Moderna all’Università Cattolica di Milano) ha infatti attribuito a Figino il Compianto sul Cristo morto dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia: si tratta di un’opera non firmata per la quale finora non era stato trovato un nome convincente, e l’attribuzione rappresenta il culmine di un’indagine sull’opera partita da un’incisione di Raphael Sadeler (Anversa, 1560 circa - Monaco di Baviera, 1628 circa) avente lo stesso soggetto. Pavesi ha approfondito il rapporto tra il dipinto e la stampa ed è arrivato alla conclusione che, quasi certamente, il Compianto Borromeo è un’opera autografa di Figino da cui è stata tratta l’incisione fiamminga dai tratti più decisi rispetto alla morbidezza del dipinto che ha fatto da modello.

La scoperta è stata illustra sabato 26 gennaio nel corso di un convegno che ha seguito la presentazione del libro Giovanni Ambrogio Figino pittore, scritto dallo stesso Pavesi ed edito da Aracne Editrice (nel libro sono spiegate nel dettaglio anche le ragioni dell’attribuzione). Al convegno hanno partecipato anche Paolo Biscottini (storico dell’arte e museologo, docente di Museologia all’Università Cattolica di Milano e fino al 2016 direttore del Museo Diocesano di Milano), Luisa Giordano (ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Pavia), Andrea Dall’Asta (architetto e teologo) e Paola Zanolini (restauratrice).

Giovanni Ambrogio Figino è stato uno dei pittori più in vista della Milano del XVI secolo. Allievo del pittore, trattatista e poeta Giovan Paolo Lomazzo (Mialno, 1538 - 1592), Figino ne ereditò la cultura complessa e sfaccettata, in cui l’ammirazione per Leonardo e i leonardeschi lombardi si univa all’imitazione di Raffaello e Michelangelo. Pittore dal talento notevole e disegnatore raffinatissimo, Figino ebbe un rapporto privilegiato con poeti e letterati (Tasso e Marino cantarono le sue opere), e fu probabilmente l’autore della prima natura morta della storia dell’arte. Nella Lombardia di fine Cinquecento il giovane Caravaggio ne ammirò le opere ispirandosi più volte alle sue composizioni.

Pavia, attribuito a Giovanni Ambrogio Figino il Compianto dell'Almo Collegio Borromeo
Pavia, attribuito a Giovanni Ambrogio Figino il Compianto dell'Almo Collegio Borromeo


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