I Musei Vaticani confermano: dipinte da Raffaello due figure nella Sala di Costantino


I Musei Vaticani confermano la paternità a Raffaello di due allegorie nella Sala di Costantino. La scoperta dopo i lavori di restauro della sala.

I Musei Vaticani hanno oggi confermato la paternità raffaellesca delle due figure, le allegorie della Giustizia e dell’Amicizia (Comitas in latino), che appaiono vicino alla Visione della Croce e della Battaglia di Ponte Milvio (opere di Giulio Romano) nella Sala di Costantino, l’ambiente progettato dallo stesso Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 - Roma, 1520) e decorato dalla sua scuola. O almeno così si pensava finora: si riteneva infatti che il maestro fosse scomparso prima di poter attendere alla realizzazione dei dipinti. La scoperta, invece, ci dice che Raffaello fece in tempo a dipingere le due figure della Comitas e della Giustizia. La conferma giunge a seguito degli importanti lavori di restauro della sala, che fa parte delle cosiddette Stanze di Raffaello, iniziati nel marzo del 2015 e coordinati da Maria Ludmilla Pustka, restauratrice capo dei Musei Vaticani: a stabilire la paternità sono stati il restauratore Fabio Piacentini e lo storico dell’arte Arnold Nesselrath, specializzato in arte del Cinquecento e Delegato per i Dipartimenti Scientifici ed i Laboratori di Restauro dei Musei Vaticani, nonché responsabile dell’arte dei secoli XV e XVI.

"Analizzando il dipinto de visu“, ha dichiarato Piacentini, ”ci siamo accorti che ormai è certo l’intervento del maestro, del grande Raffaello, almeno per quanto riguarda l’esecuzione di due figure specifiche, in particolare della Giustizia e della Comitas“. I dipinti sono stati eseguiti a olio su muro. ”Togliendo tutte le sostanze soprammesse nel corso dei secoli durante i restauri più antichi“, ha continuato il restauratore, ”emerge la preziosità del dipinto, il ductus pittorico tipico di Raffaello. La tecnica adottata è quella che Raffaello aveva messo a punto per la decorazione dell’intera sala: sulla struttura muraria applica uno strato sufficientemente spesso di una resina naturale, la colofonia, nota anche come pece greca, e sopra di essa stende un sottile strato di preparazione bianca, che viene poi dipinto come se fosse un dipinto su tela, o su tavola".

“Si sapeva dalle fonti cinquecentesche”, ha affermato invece Nesselrath, "che Raffaello aveva dipinto ancora due figure in questa sala, ed erano la Comitas e la Giustizia. Questo ci dicevano le lettere di Vasari: sapevamo che prima di morire aveva ancora fatto due prove della tecnica ad olio in questa sala. Queste due figure sono in effetti dipinte a olio, come dicono le fonti, e sono di una qualità molto superiore a quello che sta attorno. Raffaello era un grande avventuroso della pittura, provava sempre qualcosa di diverso, e quando aveva capito come funzionava una cosa, provava la prossima sfida. Così, quando arriva nella sala più grande dell’appartamento pontificio, decide di dipingere questa sala ad olio".

Le immagini delle due figure sono state diffuse in esclusiva da un video del Centro Televisivo Vaticano, che si può vedere su YouTube.

I Musei Vaticani confermano: dipinte da Raffaello due figure nella Sala di Costantino
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