“Chiediamo misure alternative all'isolamento in casa per tutti”. L'appello di 150 accademici al governo


150 accademici di tutta Italia rivolgono un appello al governo per chiedere misure alternative all’isolamento in casa per tutti al fine di gestire l’emergenza sanitaria.

Un gruppo di 150 accademici provenienti da tutta Italia ha lanciato oggi un appello al governo con otto richieste per passare alla fase 2 della gestione dell’emergenza sanitaria dovuta al diffondersi della pandemia di Covid-19 da coronavirus. Le richieste mirano a superare la fase delle misure restrittive per tutti verso provvedimenti più mirati, che consentano una gestione più sostenibile dell’emergenza, fondata su campionature rappresentative, tracciamenti, indagini massive, e anche sospensione del diritto alla privacy al fine dell’adozione delle misure di tracciamento. Di seguito il testo dell’appello, firmato, tra gli altri, da Giuseppe Bertagna (ordinario di Pedagogia all’università di Bergamo), Nicola Casagli (Presidente Istituto Nazionale Oceanografia e di Geofisica Sperimentale), Emanuela Colombo (ordinario di Fisica tecnica industriale al Politecnico di Milano), Paolo Gasparini (ordinario di Genetica medica all’università di Trieste), Vincenzo Giuffrè (ordinario di Istituzioni di diritto pubblico all’università di Catania) Francesco Manfredi (prorettore dell’università Jean Monnet di Bari), Giuseppe Valditara (già Capo dipartimento Formazione Superiore e Ricerca del Miur), Antonio Vicino (Presidente Consiglio Universitario Nazionale).

“I sottoscritti, consapevoli che le libertà individuali, il lavoro, la salute, compresa quella psicologica, della popolazione, il risparmio, e la libera iniziativa privata sono beni primari, costituzionalmente protetti, chiedono al Governo:
1. che si realizzi urgentemente una campionatura rappresentativa della popolazione per comprendere la reale estensione del contagio e la letalità del virus.
2. La progressiva adozione di misure alternative all’isolamento domiciliare generalizzato, all’interno di una chiara strategia di contenimento della diffusione del virus. In particolare il ricorso al tracciamento puntuale del contagio.
3. La identificazione precoce dei positivi con indagini molecolari e sierologiche di massa.
4. L’avvio di una produzione su larga scala del materiale necessario per le indagini molecolari e sierologiche.
5. L’obbligo per tutta la popolazione che abbia contatti con il pubblico di indossare mascherine filtranti e protettive.
6. La sospensione - ai sensi e nel rispetto degli articoli 9, comma 2 e 23 del GDPR e del Considerando n. 73 del GDPR-, fino al termine della emergenza, con apposito decreto legge, del diritto alla privacy e della limitazione all’utilizzo dei dati elettronici allo esclusivo fine della adozione delle misure necessarie al tracciamento, alla eventuale geolocalizzazione, a rilevazioni epidemiologiche, e alla ricerca. Contestuale previsione della distruzione dei dati così raccolti al termine dell’emergenza fissato per legge.
7. La indicazione di tempi certi a partire dai quali i diritti costituzionali alla libertà di movimento, di riunione e di libera iniziativa privata vengano ristabiliti garantendo condizioni di sicurezza per lavoratori e cittadini.
8. La condivisione e la pubblicizzazione del piano di governo per il contenimento dell’epidemia e la gestione della fase 2 con modalità tali da rendere aperto il confronto con tutta la comunità scientifica nazionale”.

Immagine: Palazzo Chigi. Ph. Credit

“Chiediamo misure alternative all'isolamento in casa per tutti”. L'appello di 150 accademici al governo
“Chiediamo misure alternative all'isolamento in casa per tutti”. L'appello di 150 accademici al governo


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