Addio a Florian Schneider, fondatore dei Kraftwerk


Scompare a 73 anni il musicista tedesco Florian Schneider, fondatore dei Kraftwerk.

Ci ha lasciati, lo scorso 21 aprile, il musicista tedesco Florian Schneider, fondatore dei Kraftwerk. La notizia è stata diramata due settimane dopo dal suo ufficio stampa. Schneider è deceduto nella sua città natale, Düsseldorf, a causa di un cancro fulminante, appena ventitré giorni dopo il suo 73° compleanno (era nato nella città della Renania il 7 aprile del 1947).

Nato Florian Schneider-Esleben, aveva studiato al conservatorio di Düsseldorf e nel 1970 aveva dato vita, assieme all’amico Ralf Hütter, ai Kraftwerk, uno dei più influenti gruppi della storia della musica: sono infatti considerati tra gli inventori della musica elettronica, i primi capaci di fondere strumentazioni elettroniche e melodie accattivanti. Nello stesso 1970, il gruppo, con Schneider al flauto, Hütter alle tastiere e Klaus Dinger alla batteria, aveva debuttato con l’album d’esordio eponimo, pubblicato l’anno successivo. Il primo album a fare uso di strumenti elettronici è però Kraftwerk 2, pubblicato nel 1972 con una nuova formazione (a Schneider e Hütter si aggiungono Plato Kostic alla chitarra ed Emil Schult al basso). I primi due album sono anche considerati dalla critica come i più innovativi e sperimentali. Con Ralf & Florian del 1973 i Kraftwerk cominciano a utilizzare i sintetizzatori, ma la vera svolta verso le sonorità oggi note ai più si ebbe però con Autobahn del 1974, quarto album della band, che inaugura anche la loro immagine estetica più nota, fredda e avveniristica, che vede i membri del gruppo tutti suonare in riga e vestiti allo stesso modo.

Schneider, dopo aver militato ininterrottamente nei Kraftwerk dalla fondazione della band, aveva lasciato il gruppo nel 2008 (oggi è composto da Hütter, Henning Schmitz e Fritz Hilpert: sono stati molti, negli anni, i cambi di formazione): fino ad allora era stato l’unico a non averlo mai abbandonato (lo stesso Hütter, l’altro membro storico dei Kraftwerk, lasciò per qualche mese dopo la pubblicazione del primo album). Dopo l’uscita dal gruppo aveva prodotto un disco da solista nel 2015 (Stop Plastic Pollution, un grido d’allarme contro l’inquinamento da plastica).

La musica sua e dei Kraftwerk ha avuto un’influenza impressionante su gran parte della musica successiva: si può dire forse che la musica degli anni Ottanta senza loro non sarebbe stata come la conosciamo. Dai loro esperimenti discende infatti tutto il movimento del synth-pop (quello reso celebre da gruppi come gli OMD, gli Human League, i Soft Cell), e pesanti debiti nei confronti dei Kraftwerk sono anche da parte della new wave, della disco-music, della techno, della musica elettronica contemporanea. Alcuni noti artisti, come Björk, David Bowie (che a Schneider ha dedicato anche una traccia strumentale dell’album Heroes, intitolata V-2 Schneider), i Blondie, hanno esplicitamente citato i Kraftwerk tra i musicisti a cui si sono direttamente ispirati.

Nell’immagine: Florian Schneider a Ferrara nel 2005. Ph. Credit Daniele Dalledonne

Addio a Florian Schneider, fondatore dei Kraftwerk
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