Addio a Marella Caracciolo Agnelli, insieme al marito Gianni fond˛ la Pinacoteca che porta il loro nome


È scomparsa a Torino, all’età di 92 anni, Marella Agnelli. Fu collezionista d’arte e assieme al marito Gianni fondò la Pinacoteca che porta il loro nome.

È scomparsa oggi a Torino, all’età di 92 anni, la collezionista e designer Marella Caracciolo Agnelli, vedova dell’avvocato Gianni. Nata Marella Caracciolo di Castagneto il 4 maggio 1927 a Firenze, proveniva da una famiglia dell’aristocrazia partenopea e sposò Gianni Agnelli a Strasburgo nel 1953. Icona di stile nota per la sua eleganza nel vestire, a partire dagli anni Settanta lavorò come designer di tessuti di moda, specializzandosi nel settore dell’arredamento, ottenendo un certo successo.

Tuttavia Marella Agnelli è nota soprattutto per le sue attività di collezionista ed esperta d’arte, che la portarono ad avere ruoli importanti in diversi istituti: è stata membro dell’International Board of Trustees del Salk Institute di San Diego e dell’International Conucil of the Museum of Modern Art di New York, vicepresidente del consiglio d’amministrazione di Palazzo Grassi a Venezia, presidente dell’Associazione degli Amici Torinesi dell’Arte Contemporanea, e per i suoi meriti è stata insignita nel 2000 dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, su proposta del presidente della Repubblica.

Il suo nome è però indissolubilmente legato a quello della Pinacoteca Gianni e Marella Agnelli, allestita in una struttura sospesa nel quartiere del Lingotto a Torino per accogliere in maniera permanente parte dell’importante collezione di opere d’arte appartenute alla coppia. La Pinacoteca fu inaugurata nel 2002 e l’edificio che la ospita fu progettato da Renzo Piano: il corpo principale (che Renzo Piano ribattezzò “lo scrigno”) accoglie venticinque capolavori dal Settecento alla metà del Novecento (tra cui sei vedute del Canaletto, due del Bellotto, due gessi di Canova, dipinti impressionisti di Renoir e Manet, un dipinto di Giacomo Balla, un’opera di Picasso del periodo blu, e sette tele di Matisse che compongono un insieme che non ha eguali in Italia), mentre i rimanenti cinque piani dell’edificio sono destinati alle mostre temporanee, agli uffici, al centro didattico, e a una biblioteca specializzata nel collezionismo d’arte. Marella Agnelli si occupò personalmente, assieme a Gianni, della selezione dei venticinque capolavori, oltre che della loro distribuzione e disposizione nelle sale. “L’esposizione”, dichiarò il nipote John Elkann in occasione dell’inaugurazione, “non parla solo della loro passione per l’arte. Dice anche molto sulla loro idea del bello e su come loro lo osservano e ne traggono piacere”. Marella Agnelli ricopriva ancora il ruolo di presidente onorario.

“Con Marella Agnelli”, ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, “scompare una figura illustre che ha accompagnato la storia torinese del Novecento con garbo ed eleganza. Le mie sentite condoglianze vanno a John, Lapo, Ginevra e all’intera famiglia, a titolo personale e della istituzione che rappresento”.

“La Città di Torino”, afferma il sindaco Chiara Appendino, “esprime vicinanza alla famiglia Agnelli per la scomparsa della Signora Marella. Nel ricordo di una figura che negli anni, per il nostro Paese e non solo, ha rivestito un ruolo importante nel mondo dell’arte e della cultura”.

Addio a Marella Caracciolo Agnelli, insieme al marito Gianni fond˛ la Pinacoteca che porta il loro nome
Addio a Marella Caracciolo Agnelli, insieme al marito Gianni fond˛ la Pinacoteca che porta il loro nome


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