Addio a Monica Vitti, la “regina del cinema italiano”


È scomparsa oggi all’età di 90 anni Monica Vitti. Dario Franceschini: “addio alla regina del cinema italiano”.

È scomparsa stamani a Roma la grande attrice Monica Vitti. Aveva 90 anni ed era malata da tempo. A dare la notizia è stato Walter Veltroni attraverso un tweet, a seguito della richiesta del marito dell’attrice, Roberto Russo, di diffonderla.

Nata Maria Luisa Ceciarelli il 3 novembre 1931, si diploma nel 1953 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica allora diretta da Silvio D’Amico e comincia subito a recitare a teatro. Proprio negli anni Cinquanta, dietro suggerimento di Sergio Tofano, suo insegnante all’Accademia, cambia il proprio nome adottandone uno “più artistico”: sceglie “Monica” come nome semplicemente perché le suonava bene, e “Vitti” come cognome in omaggio alla madre Adele Vittiglia. È del 1954 l’esordio al cinema: ricopre un ruolo non accreditato in Ridere! Ridere! Ridere! di Edoardo Anton, per poi ottenere una parte minore in Adriana Lecouvreur di Guido Salvini del 1955. Il primo ruolo da protagonista arriva nel 1957 con Le dritte di Mario Amendola, dove interpreta una commessa in cerca di merito. Proprio in quegli anni viene notata da Michelangelo Antonioni di cui diviene musa: con lui reciterà in L’avventura (1960), La notte (1961), L’eclisse (1962), Deserto rosso (1964) e, più tardi, ne Il mistero di Oberwald (1980).

Dopo essersi fatta notare come attrice drammatica, viene scoperta anche nella sua simpaticissima verve comica grazie a Luciano Salce, che nel 1967 la fa recitare in Ti ho sposato per allegria, adattamento cinematografico di una commedia di Natalia Ginzburg, a Pasquale Festa Campanile col quale recita in La cintura di castità e a Mario Monicelli, col quale prende parte nel 1968 a quella che è forse la più famosa commedia che la vede protagonista, La ragazza con la pistola. Negli anni Settanta vive una stagione particolarmente intensa, che la vede spesso recitare al fianco di Alberto Sordi: famosa è la sua interpretazione in Polvere di stelle, resa nota dalla celeberrima canzone goliardica “Ma ’ndo Hawaii”. Nel 1974 anche un ruolo in una produzione internazionale: ottiene una parte ne Il fantasma della libertà di Luis Buñuel. Continua a recitare coi più grandi registi del cinema italiano (Ettore Scola, Vittorio De Sica, Dino Risi, Sergio Corbucci, Steno) e termina la sua carriera cinematografica, dopo aver recitato in due film diretti dal futuro marito Roberto Russo (Flirt del 1983 e Francesca è mia nel 1986), con Scandalo segreto, la sua unica prova da regista (1990).

Dopo il ritiro dal grande schermo, prende parte ad alcune miniserie televisive e si dedica anche al doppiaggio, prestando la sua inconfondibile voce rauca alla cagnetta Dalila nel film Senti chi parla adesso assieme a Renato Pozzetto. Numerosi i premi vinti: nel 1995 il Leone d’Oro alla Carriera alla Mostra del Cinema di Venezia, preceduto da un Orso d’Argento come miglior attrice (per Flirt nel 1984), quattro David di Donatello come miglior attrice protagonista (per La ragazza con la pistola nel 1969, per Ninì Tirabusciò la donna che inventò la mossa nel 1971, per L’anatra all’arancia nel 1976 e per Amori miei nel 1979, oltre a due targhe d’oro, nel 1963 e nel 1984, e tre candidature), tre Nastri d’argento come miglior attrice (per La notte nel 1962, La ragazza con la pistola nel 1969 e L’anatra all’arancia nel 1976), quattro Globi d’Oro come miglior attrice (per Dramma della gelosia nel 1970, La supertestimone nel 1971, Camera d’albergo nel 1981 e Flirt nel 1984) e quattro Grolle d’oro. Nel 1986 aveva ricevuto anche l’onorificenza di Grande ufficiale della Repubblica.

“Addio a Monica Vitti, addio alla regina del cinema italiano. Oggi è una giornata davvero triste, scompare una grande artista e una grande italiana”, commenta il ministro della cultura Dario Franceschini.

Addio a Monica Vitti, la “regina del cinema italiano”
Addio a Monica Vitti, la “regina del cinema italiano”


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