Bonisoli e Borgonzoni promettono un decreto anti-Netflix: “i film prima si vedono in sala, poi sulle piattaforme”


Il ministro Alberto Bonisoli e il sottosegretario Lucia Borgonzoni promettono un decreto anti-Netflix: ’i film prima si guardano al cinema e poi sulle piattaforme’

Il governo va all’attacco delle piattaforme televisive online: il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, intervenendo con un videomessaggio alla presentazione della ricerca di Agis e Iulm intitolata Spazi culturali ed eventi di spettacolo: un importante impatto sull’economia del territorio, ha annunciato un decreto che regolerà l’uscita dei film nelle sale cinematografiche e sulle piattaforme online. Ha detto Bonisoli: “Mi accingo oggi a firmare il decreto che regola le finestre in base a cui i film dovranno essere prima distribuiti nelle sale e dopo di questo su tutte le piattaforme che si vuole. Penso sia importante assicurare che chi gestisce una sala sia tranquillo nel poter programmare film senza che questi siano disponibili in contemporanea su altre piattaforme”. Secondo Bonisoli, il decreto consentirà “ai gestori dei cinema di sfruttare appieno l’investimento per migliorare le sale e offrire un’esperienza di visione sempre più emozionante”.

Il decreto arriva subito dopo le polemiche che hanno riguardato il film Sulla mia pelle, il lungometraggio dedicato agli ultimi giorni di Stefano Cucchi (per la regia di Alessio Cremonini e con Alessandro Borghi nei panni del protagonista), uscito in contemporanea al cinema e su Netflix.

Il sottosegretario ai beni culturali, Lucia Borgonzoni, ha poi chiarito le parole di Bonisoli, come riporta l’agenzia La Presse: “il decreto in firma dal Ministro per i Beni e le Attività culturali”, ha spiegato Borgonzoni, “stabilisce i parametri che l’opera audiovisiva deve possedere se vuole essere ammessa ai benefici che la legge riserva alle opere cinematografiche. Partendo da una prassi di mercato che prevede una finestra di 105 giorni per tutti i tipi di film, le regole proposte mirano a venire incontro alle esigenze dei film italiani che non riescono a rimanere in sala per un tempo sufficiente o che non incontrano un riscontro di pubblico soddisfacente: con le attuali prassi di mercato, anche questi film devono sottostare alla finestra di 105 giorni e quindi sono penalizzati per non poter essere sfruttati e visti su altre piattaforme, se non dopo i fatidici 105 giorni e rispettando una rigida sequenza (dal 106° giorno pay-per view, dal 181° giorno pay-tv, e così via)”. Con le nuove regole applicate al periodo dal 1° gennaio 2013 al 30 settembre 2018, ha specificato il sottosegretario, “750 film italiani su circa 1000 avrebbero avuto la possibilità di essere viste su altre piattaforme molto prima dei 105 giorni previsti nelle prassi di mercato, con evidenti benefici sui ricavi complessivi. Si tratta, quindi, non di regole che vanno a restringere le possibilità di sfruttamento e visione dei film italiani, ma di regole che facilitano la vita dei film e le possibilità, per gli spettatori, di fruirne legalmente, senza snaturarne e anzi esaltandone la vocazione alla sala cinematografica”.

Ancora, il decreto farà sì che ci siano blockbuster in uscita anche durante la stagione estiva, durante la quale tradizionalmente nelle sale non escono pellicole di forte richiamo. “Con i produttori e i distributori”, ha dichiarato il ministro Bonisoli, “stiamo lavorando per far sì che la prossima estate sia la vera estate del cinema italiano. Il che vuol dire che per la prima volta titoli importanti cominceranno a essere offerti nelle sale a partire dal mese di agosto. In questo modo si garantisce una programmazione su più mesi senza avere questo grosso buco dal punto di vista gestionale dal momento che d’estate ci sono sempre pochi titoli da poter offrire al pubblico”. Al momento però ancora non si sa in che modo il governo intende sostenere l’uscita di film importanti anche nei mesi estivi.

Nella foto: Lucia Borgonzoni e Alberto Bonisoli

Bonisoli e Borgonzoni promettono un decreto anti-Netflix: “i film prima si vedono in sala, poi sulle piattaforme”
Bonisoli e Borgonzoni promettono un decreto anti-Netflix: “i film prima si vedono in sala, poi sulle piattaforme”


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