Arezzo rischia di perdere due importanti murales: sarà abbattuto l'edificio che li ospita


Ad Arezzo infuria la polemica per un progetto di riqualificazione che prevede la demolizione di un edificio le cui facciate con due murales di due importanti street artist, Moneyless ed Eron. E adesso si pensa a come salvarli.

Ad Arezzo è corsa contro il tempo per salvare due murales realizzati nel 2015 da due importanti artisti, Moneyless ed Eron, nell’ambito della manifestazione Icastica. I murales decorano le facciate di una palazzina, già sede del comando della caserma Cadorna, in piazza della Misericordia (quindi nel centro storico della città): l’amministrazione vuole però abbattere l’edificio nell’ambito di un progetto di riqualificazione della zona per costruire al suo posto un nuovo immobile da tre piani.

Non si tratta di una notizia nuova: le ipotesi sulla riqualificazione della zona di piazza della Misericordia vanno avanti almeno dal 2017, quando a settembre di quell’anno il sindaco Alessandro Ghinelli aveva già manifestato l’idea di abbattere le pareti con le opere di Eron e Moneyless. Ne era scaturita una petizione firmata da oltre 3.000 cittadini, si erano mossi anche personaggi pubblici (tra cui il cantante e attore Frankie Hi-Nrg), e la questione alla fine si era sopita. La notizia è però tornata di attualità perché adesso il progetto di riqualificazione è stato approvato, con tanto di demolizione: l’assessore alle opere pubbliche, Alessandro Casi, ha fatto sapere che l’edificio ha diversi problemi strutturali e quindi non c’è altra soluzione che l’abbattimento.

Non erano neppure mancate le proposte per salvare i due murales: in particolare, era stata avanzata l’ipotesi di ristrutturare l’edificio senza demolirlo, ormai decaduta. Cosa fare dunque per salvare le opere di Moneyless ed Eron? Sul tema è intervenuto oggi il critico d’arte Daniele Sensi: “Se la giunta ha deciso di procedere significa che le due opere e di conseguenza la palazzina che le ospita, non godono di nessun tipo di vincolo da parte della soprintendenza e che non godono di nessuna considerazione, che sia artistica o economica”, ha dichiarato in premessa. “Non solo non piacciono a Palazzo, ma neppure interessano alle altre istituzioni. Non ho avvertito nessuna levata di scudi dalla Regione in giù. Credo quindi che esista una sola soluzione, chiedere al Comune di Arezzo di cedermi la proprietà dei due murales, di vendermi le due opere e salvarle quindi dalla distruzione. Da tanti anni combatto per la salvaguardia del patrimonio culturale della città, ho posto spesso l’attenzione sulla precarietà della conservazione della collezione della Galleria comunale, ho tentato con successo la rivalutazione di artisti ed esperienze del secondo Novecento ad Arezzo e credo che nel rispetto di questo percorso, acquisire le due opere in pericolo sia in linea con la mia indole, avendo già salvato dalla dispersione opere di grandi protagonisti aretini. Ho lo spazio e le possibilità espositive per non perdere questi due capolavori, certo decontestualizzarli sarà un peccato ma saranno fruibili e salvi. Il Comune decida costi e tempi e mi attiverò per le procedure necessarie”.

L’unica soluzione sarebbe dunque strappare i due murales per ricollocarli altrove: sarebbe una perdita del contesto, ma di sicuro è una soluzione migliore rispetto alla perdita delle opere tout court. Vedremo gli sviluppi della vicenda.

Nell’immagine, il murale di Moneyless

Arezzo rischia di perdere due importanti murales: sarà abbattuto l'edificio che li ospita
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