Artista chiede al British Museum di restituire all'Iraq un tesoro assiro in cambio di una sua opera


Lo scultore iracheno-americano Michael Rakowitz ha scritto una lettera al British Museum chiedendo di restituire all’Iraq uno dei suoi tesori assiri, un lamassu, un toro alato proveniente da Ninive. In cambio, Rakowitz si è impegnato a donare al museo una sua scultura esposta a Trafalgar Square dal 2018 al 2020.

Lo scultore iracheno-americano Michael Rakowitz (Long Island, 1973) ha inviato una lettera al British Museum proponendo al museo di Londra di restituire uno dei suoi tesori assiri, uno dei due tori alati lamassu presenti nelle collezioni del museo, in cambio di una sua opera, una reinterpretazione contemporanea del toro assiro installata sul piedistallo vuoto di Trafalgar Square dal 2018 al 2020. La scultura del British, un toro alato dalla testa umana del IX secolo a.C., fu scoperto a Ninive in epoca vittoriana dall’archeologo inglese Austen Henry Layard, ed entrò nella collezione del museo londinese nel 1851.

A raccontare la proposta di Rakowitz è il Guardian: secondo l’artista, la restituzione del lamassu servirebbe per sostituire un lamassu del 700 a.C. circa, che si trovava alla Porta di Nergal a Ninive, lasciato al suo posto da Layard nell’Ottocento ma deliberatamente distrutto dall’Isis nel raid al Museo di Mosul nel 2015. La proposta di Rakowitz, rivela il Guardian, dovrebbe essere discussa durante una visita a Londra, prevista per il mese prossimo, del nuovo ministro della cultura iracheno, Ahmed Fakkak, quando si prevede che gli verrà offerto un tour del British Museum.

“Mentre riflettevo sul mio dono alla nazione della Gran Bretagna”, scrive Rakowitz nella sua lettera, "ho iniziato a fantasticare che potesse essere collegato a un secondo regalo: la restituzione di uno dei lamassu del British al Museo dell’Iraq, per sostituire quanto distrutto da Daesh“. ”Dato tutto ciò che è stato distrutto in Iraq, e dato che quella distruzione fa paio con l’insaziabile appetito dell’occidente per gli oggetti orientali“, prosegue la lettera, ”mentre non sempre, se non mai, questa preoccupazione viene estesa alla gente di quei luoghi, questo ritorno di un originale sarebbe qualcosa di più di una semplice restituzione. Sarebbe rigenerante“. Rakowitz ha affermato che il British Museum inizialmente ha respinto l’idea quando l’ha suggerita per la prima volta nel 2020. Gli è stato detto che il museo aveva contribuito a produrre repliche degli originali. Rakowitz ha detto: ”Ho pensato tra me e me: cazzo, ma roba da matti. Dove sta la dignità nel rimandare indietro delle cose che sono sostanzialmente un guscio dell’originale?".

Tuttavia l’artista ha aggiunto che altri esperti del museo si sono rivelati più comprensivi. “Ho avuto un rapporto generalmente buono con alcune delle persone del British Museum, che non fanno eco all’atteggiamento generale secondo cui le cose non possono tornare indietro. Le discussioni e le richieste riguardano la rottura di parte del linguaggio che protegge questi oggetti e istituzioni”. Rakowitz ha detto che la Tate Modern stava facendo pressioni dietro le quinte per cercare di realizzare il suo sogno. Ha detto: “La Tate ha concordato in modo informale che avrebbero fatto pressione sul British Museum per la restituzione dei lamassu. La dirigenza della Tate era molto in sintonia con questo obiettivo”.

Sul fronte iracheno, il paese asiatico sarebbe ansioso di veder restituito l’antico lamassu. Ma al momento non è dato sapere se il ministro Fakkak farà pressioni affinché la scultura venga restituita all’Iraq. E il British al momento non si è impegnato in alcunché di concreto, anche se non ha escluso prestiti, riferisce il Guardian.

Nell’immagine: a sinistra Michael Rakowitz con la sua opera, a destra il lamassu del British.

Artista chiede al British Museum di restituire all'Iraq un tesoro assiro in cambio di una sua opera
Artista chiede al British Museum di restituire all'Iraq un tesoro assiro in cambio di una sua opera


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