Cancellata causa Covid la grande mostra sull'arte genovese che doveva tenersi a Washington


A causa di complicazioni legate alla pandemia di Covid-19, la National Gallery di Washington cancella definitivamente la grande mostra sull’arte genovese del Seicento prevista a settembre. Verrà dunque proposta solo a Roma, alle Scuderie del Quirinale, nel 2022.

È stata definitivamente cancellata la tribolata mostra sull’arte genovese del Seicento che era in programma da tempo alla National Gallery of Art di Washington, negli Stati Uniti. Non c’è stato proprio modo di esporre i capolavori del Seicento ligure in America: la rassegna era inizialmente in programma dal 3 maggio al 16 agosto 2020, ed era già stata rinviata per i problemi legati all’emergenza Covid. Erano state individuate pertanto delle nuove date, dal 26 settembre 2021 al 9 gennaio 2022: è però di pochi giorni fa la notizia che la National Gallery ha tenuto nuovamente la linea della prudenza, solo che questa volta non sono stati più possibili rinvii, e la tappa americana della mostra è stata annullata.

“A causa di molteplici fattori legati all’aggravarsi della crisi Covid-19”, si legge in una nota ufficiale, “la National Gallery of Art deve cancellare la mostra A Superb Baroque: Art in Genoa, 1600-1750, prevista per il 26 settembre 2021 - 9 gennaio 2022. Siamo profondamente delusi per il fatto che la mostra non verrà presentata a Washington. La pandemia ha creato una serie di complicazioni e un livello di incertezza che comprometterebbe la nostra capacità di presentare questa mostra tanto attesa in un modo che soddisfi le aspettative del nostro pubblico e racconti adeguatamente la storia di questo importante luogo e periodo storico. Solo poche settimane prima dell’apertura della mostra, ci siamo trovati di fronte a numerose sfide causate dalla pandemia. Tra le altre, le incertezze sulle restrizioni alle spedizioni internazionali, la possibilità di limitare il numero di visitatori se la pandemia continuerà a intensificarsi, e preoccupazioni per la salute e la sicurezza del nostro personale che gestisce una mostra intensa in spazi ristretti”.

Dunque, il pubblico potrà vedere la mostra soltanto a Roma, alle Scuderie del Quirinale, dove arriverà nella prossima primavera, dal 4 marzo al 19 giugno 2022. Curata da Jonathan Bober (National Gallery of Art), Piero Boccardo (Comune di Genova) e Franco Boggero (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Genova), la rassegna presenterà circa 130 opere tra dipinti, sculture, arti decorative, disegni e stampe, provenienti da collezioni pubbliche e private e chiese genovesi e liguri. In mostra capolavori di artisti non genovesi attratti dall’ambiente vitale della città, come Peter Paul Rubens, Giulio Cesare Procaccini, Orazio Gentileschi, Antoon van Dyck, e poi ancora grandi opere degli artisti locali che lavorarono in città e fuori come Bernardo Strozzi, Giovanni Benedetto Castiglione, Alessandro Magnasco, ed esempi di grandi genovesi che operarono soprattutto in Liguria come Gioacchino Assereto, Valerio Castello, Domenico Piola, Gregorio De Ferrari e Bartolomeo Guidobono.

Quanto alla scultura, presenti opere di artisti quali Pierre Puget, Filippo Parodi e Anton Maria Maragliano, oltre a bozzetti in terracotta e riproduzioni in bronzo di gruppi monumentali. Per il capitolo arti decorative, la mostra farà emergere la collaborazione tra artisti genovesi e artigiani fiamminghi (in particolare Mattheus Melijn e Giovanni Aelbosca Belga) in grado di produrre argenterie tra le più spettacolari d’Europa. Le opere su carta intendono invece esemplificare la tecnica elaborata, il carattere pittorico e la produzione di funzioni autonome che contraddistinguono il disegno genovese durante il periodo. E, sempre riguardo alla grafica, sebbene relativamente pochi artisti genovesi abbiano esplorato la tecnica dell’acquaforte, Castiglione e il suo seguace Bartolomeo Biscaino hanno superato qualsiasi altro incisore italiano nativo in immaginazione e fluidità: anche loro presenti in mostra. Infine, per dare idea della grande decorazione monumentale ad affresco, ecco i progetti di Castello, Piola e De Ferrari, che segnano l’apice di questa tradizione nonché uno dei grandi capitoli della decorazione d’interni europea: la mostra vuole trasmettere il significato e la bellezza di questi insiemi attraverso una selezione di bozzetti (studi compositivi preliminari a olio) e modelli (generalmente definitivi, da presentare al cliente), alcuni di grandi dimensioni, e attraverso molti disegni preparatori .

La mostra intende documentare come le arti visive a Genova all’inizio del XVII mostrassero una straordinaria varietà e ricchezza, che rifletteva la grande ricchezza della città, attraverso la quale artisti e mecenati poterono dar vita a un’originale espressione dello stile barocco. A Superb Baroque: Art in Genoa, 1600-1750 viene presentata come la più completa mostra sull’arte genovese del Seicento degli ultimi trent’anni. Doveva inoltre essere la prima grande mostra sull’arte genovese del XVII secolo negli USA. Potrà però vederla soltanto il pubblico di Roma.

Nella foto: Bernardo Strozzi, La cuoca (1625; olio su tela, 176 x 185 cm; Genova, Musei di Strada Nuova, Palazzo Rosso)

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