La Cattedrale di Aquisgrana rispolvera il reliquiario di Santa Corona. “Può dare speranza per il coronavirus”


La Cattedrale di Aquisgrana, in Germania, espone dopo 25 anni il reliquiario di santa Corona. ’Può dare una speranza per il coronavirus’.

In Germania, il reliquiario di Santa Corona, realizzato a inizio Novecento e conservato nella Cattedrale di Aquisgrana, è stato sottoposto a un intervento di pulitura straordinario. L’operazione era già stata pianificata da tempo in quanto il reliquiario sarà protagonista di una mostra di oreficeria storica che dovrebbe aprire in estate (ed è interessante sottolineare che non veniva esposto al pubblico da venticinque anni), ma adesso la sua esposizione acquista un significato particolare, dato il nome della santa e dato il nome del virus che sta causando l’emergenza sanitaria globale. “Siamo intervenuti sul reliquiario un po’ prima di quanto avevamo pianificato”, ha detto all’agenzia di stampa Reuters una portavoce della Cattedrale, Daniela Loevenich, “e adesso ci aspettiamo un maggior interesse per via del coronavirus”.

Dalla Cattedrale fanno sapere che santa Corona è patrona delle epidemie (anche se in realtà sono poche le attestazioni in questo senso), e di conseguenza, ha dichiarato la direttrice del Tesoro della Cattedrale di Aquisgrana, Brigitte Falk, “santa Corona, come altri santi, può essere fonte di speranza in questi tempi difficili”. Secondo l’agiografia, santa Corona sarebbe stata martirizzata il 14 maggio dell’anno 171 in Siria: aveva sedici anni, era moglie di un commilitone di san Vittore (il santo legionario che subì il martirio con lei e che solitamente si venera assieme a santa Corona) e fu uccisa mediante squartamento (fu legata a due palme precedentemente piegate e tenute ferme, che una volta lasciate, per riassumere la loro posizione avrebbero martoriato il corpo della giovane).

Sempre secondo la leggenda, le reliquie di Corona sarebbero state portate dalla Siria ad Aquisgrana da re Ottone III nel 997, e custodite in una tomba sotto la Cattedrale: solo nel 1911 sono state inserite nel reliquiario a forma di tempio, un’opera di 93 centimetri d’altezza e 98 kilogrammi di peso. L’opera fu appositamente realizzata quell’anno (e terminata nel 1912), dopo gli scavi del 1910 che condussero alla riscoperta delle reliquie: a realizzare la preziosa opera di oreficeria fu Bernhard Witte (Aquisgrana, 1868 - Schwarzrheindorf, 1947), uno degli orafi più importanti della Germania d’inizio Novecento. In questi giorni l’opera è stata smontata pezzo per pezzo per consentire ai restauratori di condurre al meglio l’intervento di pulitura.

Il reliquiario è stato realizzato in forma di chiesa bizantina con pianta a croce greca e sormontata da una cupola formata da dodici pezzi, tutti riccamente decorati. La “facciata” del piccolo tempio ha anche delle arcate con colonne recanti basi in avorio, dove sono inseriti alcuni rilievi che rappresentano le storie delle reliquie: si possono osservare il martirio della santa, il trasporto delle reliquie per mano di Ottone III, lo scavo della Cattedrale del 1910 per volontà del prevosto della Cattedrale, lo storico Alphons Bellesheim.

Adesso la Cattedrale pensa anche a un’esposizione permanente, che negli ultimi anni non era stata ritenuta necessaria a causa dello scarso interesse per le opere del revival medievale che interessò l’Europa tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Stante però la rinnovata attenzione che adesso si dedica anche a queste produzioni artistiche, non è detto che il reliquiario di santa Corona non possa diventare un oggetto costantemente esposto al pubblico. Dalla Cattedrale fanno però sapere che occorrerà mettere in piedi i necessari apparati espositivi, al momento assenti.

La Cattedrale di Aquisgrana rispolvera il reliquiario di Santa Corona. “Può dare speranza per il coronavirus”
La Cattedrale di Aquisgrana rispolvera il reliquiario di Santa Corona. “Può dare speranza per il coronavirus”


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